Cesida promuove una campagna contro il linguaggio stigmatizzante e i discorsi d'odio verso le persone con HIV

Cesida lancia una campagna creata da persone con HIV per fermare il linguaggio stigmatizzante e i discorsi d'odio sui social e nei media.

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La Coordinadora Statale di VIH e AIDS (Cesida) ha avviato "Il linguaggio come veicolo di stigma", una campagna di sensibilizzazione ideata e protagonizzata da persone con VIH che intende fermare l'uso di un linguaggio stigmatizzante e i discorsi d'odio.

Attraverso vari video diffusi sui social media, la proposta evidenzia come le parole possano alimentare lo stigma, ma anche diventare uno strumento per smontare pregiudizi, favorire l'empatia e affrontare la discriminazione.

Come sottolinea Cesida, la campagna nasce in un contesto in cui continuano a circolare messaggi d'odio, serofobia e ignoranza delle evidenze scientifiche sul VIH sui social media e nei mezzi di comunicazione. Di fronte ai discorsi che fomentano paura, rifiuto o colpevolizzazione, le persone partecipanti formulano i propri messaggi per mettere in discussione idee preconcepite e atteggiamenti discriminatori.

"In Spagna non diciamo più 'Chi si alza presto, Dio lo aiuta'; diciamo 'Le analisi, dalle otto alle dieci'". Questo esempio illustra la risorsa creativa centrale dei video, che utilizzano l'umorismo e la riformulazione di espressioni abituali per avvicinare le loro esperienze alla cittadinanza e favorire una riflessione sul linguaggio utilizzato.

Girate in diversi ambienti quotidiani, come centri di salute, i pezzi incorporano anche esempi reali di messaggi d'odio e commenti discriminatori raccolti sui social media. Si tratta di espressioni rivolte sia a persone con VIH che ad altre associate al virus a partire da pregiudizi. Inoltre, i video forniscono informazioni basate su evidenze scientifiche e includono un invito a sottoporsi al test del VIH.

Cesida sottolinea che il coinvolgimento diretto delle persone con VIH è stato fondamentale fin dalla concezione della campagna. Dopo una prima sessione formativa con un professionista della comunicazione e una seconda sessione pratica, un gruppo focale composto da persone con VIH ha progettato i contenuti con il supporto di Cesida.

Nel corso di questo processo si è studiato in che modo il linguaggio contribuisce a riprodurre lo stigma e come condiziona la percezione che una persona ha di se stessa e di chi la circonda. Allo stesso modo, si è lavorato sul potenziale del linguaggio come strumento per trasformare realtà e combattere contesti discriminatori. Tutto ciò con l'obiettivo di sensibilizzare sul fatto che, nonostante la persistenza del linguaggio stigmatizzante verso determinati gruppi, qualsiasi persona può trovarsi esposta alla trasmissione del virus.

Questa metodologia cerca di favorire l'empowerment delle persone con HIV, rafforzando la loro capacità di elaborare i propri messaggi e partecipare al dibattito pubblico. Le persone che intervengono sono autrici e protagoniste di una proposta che rivendica il loro diritto a decidere come desiderano essere rappresentate e a intervenire attivamente nella trasformazione dei discorsi che condizionano le loro vite.

La campagna "Il linguaggio come veicolo di stigma", articolata tramite il filo conduttore "In Spagna non diciamo più", si integra nel progetto "Azione Contro lo Stigma Associato all'HIV", finanziato dal Ministero dei Diritti Sociali, Consumo e Agenda 2030 del Governo di Spagna, attraverso la convocazione di sovvenzioni per attività di interesse generale considerate di interesse sociale.

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