Nonostante il Ministero della Salute ha affermato pubblicamente che prevede di approvare il Regolamento di Finanziamento e Prezzi dei Farmaci prima delle elezioni del 29 novembre, ci sono dubbi che sia così nel settore per possibili voci reticenti nella stessa cartera di Mónica García, come ha pubblicato DEMÓCRATA. A che punto è la proposta, quale percorso l'attende e quali possibilità ha?
L'iniziativa, promossa dal Ministero della Salute, non richiede alcun tipo di trattativa parlamentare per la sua natura di regolamento. Non dovrebbe nemmeno essere sottoposta a votazione nella Deputazione Permanente. Di conseguenza, l'ultima e unica parola spetta al Governo.
Il ultimo traguardo ufficiale è la chiusura del procedimento di audizione e informazione pubblica, tenutosi a luglio 2026, per cui sarebbe in attesa di approvazione definitiva in Consiglio dei Ministri.
La Salute ha aperto l'audizione il 19 giugno affinché cittadini, organizzazioni e settori interessati potessero presentare osservazioni sul testo e sulla sua memoria di analisi di impatto normativo, un termine che si è concluso il 21 luglio come termine finale
Cosa manca per approvare il decreto
La chiusura dell'audizione non implica che il testo sia pronto per la sua approvazione. A partire da quel momento, il dipartimento promotore deve valutare i contributi ricevuti, decidere se incorporare modifiche e completare il fascicolo normativo.
Secondo quanto appreso da DEMÓCRATA, il Governo ha già inviato alla CNMC il testo. Ora il fascicolo deve essere sottoposto al parere del Consiglio di Stato, organo al quale non è ancora arrivato, secondo fonti consultate da questo giornale. La CNMC deve esaminare l'adeguatezza giuridica del progetto prima della sua approvazione.
Una volta completata la trattativa e risolte le osservazioni pertinenti, il testo potrà essere elevato al Consiglio dei Ministri per la sua approvazione. L'ultimo passo sarà la sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale dello Stato (BOE), dove saranno raccolti la redazione definitiva e la data di entrata in vigore, inclusi i possibili periodi transitori.
L'incognita immediata è quando la Salute completerà i restanti procedimenti e se il testo arriverà al Consiglio dei Ministri e, in tal caso, se lo farà senza cambiamenti sostanziali.