L'industria spagnola avverte che restringere il cloud straniero può ridurre il potenziale dell'IA europea

AMETIC reclama che la nuova regolamentazione europea misuri la sovranità per la capacità effettiva di controllo dei dati e non per la nazionalità del fornitore, inoltre propone di flessibilizzare i livelli di esigibilità, evitare nuove barriere commerciali e accelerare i permessi per triplicare la capacità di calcolo dell'UE.

20260624 EP 207356A PHB 0006

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Una delle priorità dell'Unione Europea per i prossimi anni è raddoppiare i suoi sforzi per sviluppare capacità proprie nell'Intelligenza Artificiale (IA). A tal fine, la responsabile digitale dell'Esecutivo comunitario, Henna Virkkunen, ha presentato un pacchetto legislativo che include la Legge sullo Sviluppo del Cloud e dell'IA (CADA, per le sue sigle in inglese). L'obiettivo è triplicare la capacità dei centri di dati europei nei prossimi cinque anni per rispondere alla crescita di questa tecnologia.

Uno dei principali elementi della futura legislazione è l'istituzione di un quadro a quattro livelli. La proposta introduce così un sistema europeo unico per misurare la "sovranità" dei servizi di cloud e IA, specialmente nel settore pubblico. A tal fine, vengono definiti diversi gradi di sovranità in base a criteri come la posizione delle infrastrutture, il controllo della catena di fornitura del software, la cybersicurezza e l'esposizione a legislazioni di paesi terzi.

L'industria spagnola difende una sovranità tecnologica aperta

Nella sua trattativa istituzionale, l'industria spagnola ha trovato un alleato nel Parlamento Europeo. L'eurodeputato Diego Solier, incaricato della relazione, si trova attualmente nelle fasi iniziali della negoziazione, un momento in cui le diverse parti interessate stanno presentando le loro proposte per influenzare la configurazione del futuro quadro normativo.

In questo contesto, l'associazione rappresentante dell'industria digitale spagnola, AMETIC, propone un modello che ha definito come di "sovranità tecnologica aperta". Nella pratica, ciò significa che la sovranità non deve essere misurata in base all'origine geografica o alla nazionalità aziendale del fornitore, ma alla capacità effettiva e verificabile di controllo, resilienza e governance dei dati e delle infrastrutture.

Sophie Viger, coding school 42's Director, left, and Henna Virkkunen, center, durign a visit to coding school 42, in Paris, France.
Sophie Viger, coding school 42's Director, left, and Henna Virkkunen, center, durign a visit to coding school 42, in Paris, France. -

Più concretamente, l'associazione chiede alla Commissione Europea che la dipendenza tecnologica non sia presunta esclusivamente dall'origine geografica del fornitore, ma che venga valutata in base alla capacità del cliente di controllare i propri dati, migrare carichi di lavoro e ricorrere a soluzioni alternative. Secondo i dati in possesso dell'organizzazione, restringere indirettamente l'accesso a tecnologie avanzate potrebbe ridurre l'opportunità di crescita dell'IA in Europa da praticamente 1,2 trilioni di euro a 400.000 milioni.

Inoltre, nel suo documento di osservazioni, AMETIC solleva la necessità di effettuare una valutazione quantitativa preliminare che contempli il costo finanziario per i bilanci pubblici, l'impatto sull'innovazione delle PMI, gli impegni commerciali internazionali e la compatibilità delle nuove esigenze con l'obiettivo comunitario di attrarre 200.000 milioni di euro in investimenti privati.

Accelerare i permessi e ampliare le infrastrutture beneficiarie

Sebbene l'industria valuti positivamente che Bruxelles stia proponendo un'accelerazione delle licenze e dei permessi, ritiene necessario stabilire "scadenze di autorizzazione chiare", accompagnate da sportelli unici che permettano di evitare ritardi burocratici nell'esecuzione dei progetti.

Questa rivendicazione è accompagnata da un'altra richiesta: che le misure di supporto previste nella futura legislazione non siano limitate esclusivamente alle Zone di Accelerazione. L'associazione chiede che vengano riconosciute anche altre modalità di infrastruttura, come il edge computing, i microcentri di dati e le installazioni on-premise dedicate a un unico cliente. L'obiettivo è evitare che la progettazione degli incentivi finisca per concentrare i benefici normativi in un unico modello di distribuzione, escludendo altre soluzioni che contribuiscono anch'esse allo sviluppo della capacità di calcolo europea.

Una delle principali linee rosse di AMETIC è l'eliminazione del potere della Commissione Europea di estendere gli obblighi di sovranità a industrie private regolate tramite atti delegati. Come alternativa, propone che qualsiasi ampliamento di questo tipo sia soggetto rigorosamente al procedimento legislativo ordinario, con consultazione pubblica preventiva. Allo stesso modo, l'organizzazione propone che la selezione prescrittiva di un fornitore appartenente a un determinato livello di garanzia di sovranità (UAL) sia considerata unicamente come ultima risorsa.

Questo permetterebbe ai clienti pubblici di ricorrere a misure di mitigazione alternative o complementari, come strategie multicloud, sistemi di crittografia con chiavi controllate dal cliente stesso o garanzie aggiuntive di sicurezza e governance. In sostanza, ciò che propone l'industria spagnola è evitare che il futuro regolamento trasformi i requisiti di sovranità in una restrizione automatica di accesso al mercato per determinati operatori tecnologici.

In questa linea, AMETIC propone includere per default partner commerciali strategici, come Stati Uniti, Canada o Regno Unito, al livello UAL-3, sotto la protezione dei corrispondenti accordi internazionali di appalto pubblico e libero commercio (GPA/FTA). La proposta si articola tramite un modello di esclusione opzionale (opt-out), con cui si intende evitare l'emergere di barriere commerciali reciproche.

Una classificazione proporzionale alla sensibilità dei dati

Il modello trasmesso dall'associazione sviluppa anche una serie di criteri specifici per modulare le esigenze regolatorie.

In particolare, distingue tre gradini iniziali:

  • Livello zero: libero da restrizioni per i dati pubblici o non sensibili.

  • Primo livello: la residenza dei dati potrebbe essere soddisfatta garantendo una copia pienamente disponibile nel territorio dell'Unione Europea, consentendo l'elaborazione transitoria per evitare di bloccare le migrazioni.

  • Secondo livello: si richiederebbe parità di requisiti ai fornitori europei e non europei riguardo alla mitigazione dei rischi derivanti da giurisdizioni straniere.

AMETIC avverte che limitare l'accesso ai livelli più alti in base alla nazionalità corporativa del fornitore potrebbe privare il settore pubblico europeo di alcuni degli strumenti più avanzati di IA di frontiera e cybersicurezza. Pertanto, propone di elaborare guide esplicite per evitare il cosiddetto effetto di "marchio massimo", in modo che un sistema non venga classificato integralmente nei livelli UAL-3 o UAL-4 solo per il fatto di contenere una frazione di dati sensibili.

L'associazione difende, di conseguenza, un'applicazione proporzionale dei requisiti di sovranità, adeguata alla natura dei dati e ai rischi effettivi di ciascun servizio, invece di imporre obblighi omogenei su tutta un'infrastruttura.

La dipendenza dal codice aperto e i colli di bottiglia della computazione

Un altro degli aspetti su cui insistono le fonti consultate è la difficoltà di richiedere una catena di fornitura di software interamente europea. Secondo quanto sostengono, una catena di software 100% europea risulta inviable nel cloud moderno a causa della dipendenza globale dal codice aperto.

Questa realtà, argomentano, deve essere tenuta in considerazione al momento di progettare i criteri di sovranità tecnologica, evitando di introdurre requisiti che possano risultare incompatibili con il funzionamento attuale dell'ecosistema digitale.

Infine, AMETIC avverte che raggiungere l'obiettivo di triplicare la capacità di calcolo dell'Unione Europea richiederà di risolvere i attuali colli di bottiglia che condizionano il dispiegamento di nuove infrastrutture. Tra le misure specifiche trasmesse a Bruxelles figura l'introduzione di un criterio di priorità basato sulla maturità tecnica, amministrativa e di esecuzione di ogni progetto. L'obiettivo è accelerare l'accesso alle procedure e alle risorse necessarie per quelle iniziative che siano già pronte per iniziare la loro costruzione.

In questo modo, l'industria spagnola cerca che la futura Legge sullo Sviluppo del Cloud e dell'IA combini il rafforzamento dell'autonomia tecnologica europea con un quadro normativo aperto, proporzionale e capace di mobilitare gli investimenti necessari per ampliare la capacità di calcolo del blocco.