Anticorruzione propone di portare a giudizio Pardo de Vera e l’ex di Ábalos e chiede di chiudere il procedimento per gli ex incaricati dei Trasporti

L’Anticorruzione chiede un processo per Pardo de Vera e per l’ex di Ábalos nel “caso Koldo” e chiede di archiviare il procedimento per diversi ex dirigenti dei Trasporti.

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La Procura Anticorruzione ha chiesto al giudice dell’Audiencia Nacional che istruisce il 'caso Koldo' di portare a un passo dal banco degli imputati l’ex presidentessa di Adif Isabel Pardo de Vera e Jéssica Rodríguez, ex compagna del ex ministro José Luis Ábalos, mentre si inclina per archiviare il procedimento nei confronti di diversi ex responsabili del Ministero dei Trasporti che risultano come indagati.

In un atto al quale ha avuto accesso Europa Press, il pubblico ministero chiede che si prosegua la trattazione in vista di un possibile processo anche contro l’ex consulente di Ábalos che dà il nome alla causa, Koldo García, e contro l’imprenditore Víctor de Aldama, entrambi già condannati dal Tribunal Supremo a pene detentive per il 'caso mascherine'.

Anticorruzione propone la stessa via per altri accusati come il comandante della Guardia Civil Rubén Villalba; il fratello di Koldo, Joseba García; l’ex compagna dell’ex consulente ministeriale, Patricia Uriz; gli imprenditori Ignacio Díaz, Javier Serrano, César Moreno, Juan Carlos Cueto e Íñigo Rotaeche, nonché per l’ex dirigente di Adif Ignacio Zaldívar.

In quell’elenco include anche la società Soluciones de Gestión, collegata ad Aldama e beneficiaria durante la pandemia di diversi contratti di fornitura di mascherine aggiudicati a partire dal Ministero dei Trasporti — tramite Puertos del Estado e Adif — e dai governi regionali di Canarias e Baleares che sono sotto la lente dell’autorità giudiziaria.

Il Pubblico Ministero indirizza la propria accusa alle presunte irregolarità nell’acquisto di materiale sanitario e nella contrattazione dell’ex fidanzata di Ábalos nelle società pubbliche Ineco e Tragsatec, e attribuisce in questo quadro possibili reati di organizzazione criminale, corruzione (cohecho), traffico di influenze, riciclaggio di denaro e contro il Fisco.

Allo stesso tempo, il pubblico ministero chiede l’archiviazione delle indagini che si seguono nei confronti di ex funzionari di Adif e nei confronti di persone vicine ad altri imputati, come Aldama e Koldo.

E ciò perché la Procura sostiene che, da un lato, “determinati fatti e condotte non sono perseguibili” e, dall’altro, che “a determinate persone indagate non viene contestato alcun reato”.

“Nel primo gruppo, ci sono i fatti relativi alla negoziazione e all’aggiudicazione dei contratti di fornitura di mascherine a Soluciones de Gestión, e al possibile riciclaggio di denaro associato ai rendimenti ottenuti da queste operazioni”, precisa il Pubblico Ministero.

Nel secondo blocco colloca l’ex dirigente di Adif Michaux Miranda, a cui fu segretaria di Aldama, Piedad Losada, oppure Alberto Escolano, che firmò il contratto di locazione dell’appartamento del centro di Madrid per l’ex coppia di Ábalos, tra gli altri coinvolti.

L’Anticorruzione chiede parimenti l’archiviazione per Jesús Manuel Gómez, sottosegretario ai Trasporti nella fase di Ábalos; per Álvaro Sánchez Manzanares, ex segretario generale di Puertos del Estado; per Daniel Sierra, che ha esercitato in qualità di procuratore di Soluciones de Gestión; per José Luis Rodríguez, collegato a Juan Carlos Cueto; per Israel Pilar Ortiz, collegato a Koldo e Aldama; per Rogelio Pujalte, che ha ricevuto un trasferimento di Soluciones de Gestión; per Patricia Ramos, ex compagna di Aldama; per María Auxiliadora Luque, collegata all’ex consulente, e per Andoni García, un altro dei fratelli di Koldo.

Vale la pena ricordare che il Tribunal Supremo ha già giudicato in modo parziale il “caso mascarillas” a causa della condizione di deputato aforado di Ábalos quando fu processato. La Sala ha condannato l’ex ministro a 24 anni di prigione, ha imposto 19 anni a Koldo e ha fissato quattro anni per Aldama, a cui ha evitato di inviare in carcere per la sua collaborazione con la giustizia durante l’indagine.