Il Senato del Paraguay ha respinto questo venerdì la richiesta del presidente, Santiago Peña, che aveva chiesto una proroga di 72 ore per poter preparare la sua difesa nell’ambito del giudizio politico aperto a suo carico per lo scandalo finanziario legato a Ueno Bank.
"Non si sono riuniti i voti necessari, quindi si respinge il tempo di proroga e si comunicherà al signor presidente della Repubblica la decisione", ha affermato il presidente del Congresso, Basilio Núñez, conosciuto come Bachi, dopo la realizzazione della votazione elettronica.
La votazione si è tenuta intorno alle 14.30 (ora locale) e l’esito è stato sfavorevole per il capo di Stato, che sosteneva di non disporre di tempo sufficiente per articolare la sua difesa nell’ambito dell’"impeachment" a suo carico. Questo processo è stato avviato dopo che i deputati hanno respinto le dimissioni che egli aveva presentato il giorno prima, dimissioni che gli avrebbero permesso di conservare l’immunità come senatore a vita.
In un contesto di forte tensione istituzionale, la Camera dei Senatori ha deciso di continuare con il giudizio politico, per cui si prevede che il mandatario venga chiamato a comparire a breve, secondo informazioni del quotidiano "ABC Color".
Per ora, Peña non si è recato nell’emiciclo. Ritiene che disporre di meno di 12 ore per organizzare la sua difesa comporti una violazione delle garanzie di un giusto processo.
L’avvocato Adolfo Ferreiro ha indicato che la situazione "ha una soluzione giuridica diretta e senza un’articolazione procedurale complessa: accettare le dimissioni già presentate dal mandatario e far cessare l’iter straordinario". Inoltre, ha avvertito che ricorrerà alla Corte Interamericana dei Diritti Umani "se si consuma la sua destituzione sotto un procedimento irregolare".
Il legale ha insistito sul fatto che "ogni cittadino sottoposto a giudizio politico ha il diritto costituzionale alla legittima difesa" e ha spiegato che ha assunto la rappresentanza di Peña con un margine di tempo molto ridotto e con una conoscenza limitata dell’incartamento, a causa delle scadenze fissate dalla Camera Alta.
Da settori dell’opposizione sostengono che Peña abbia presentato le sue dimissioni con l’obiettivo di evitare una destituzione mediante giudizio politico e, in questo modo, accedere alla carica di senatore a vita, che gli conferirebbe immunità parlamentari e renderebbe più difficile un’eventuale causa penale a suo carico per il caso finanziario.