L’exviceministro venezuelano Nervis Villalobos ha deciso di non rispondere alle domande del giudice questo venerdì nel cosiddetto 'caso Leire Díez', in cui figura come indagato per una presunta falsità documentale per ottenere la cittadinanza spagnola.
Secondo fonti giuridiche consultate da Europa Press, l’ex alto funzionario del Governo di Hugo Chávez ha esercitato il suo diritto a non dichiarare davanti all’Audiencia Nacional.
Il magistrato Santiago Pedraz lo aveva convocato e gli aveva richiesto di consegnare la documentazione originale che ha incorporato nel fascicolo di cittadinanza tramitato ai sensi della Ley de Memoria Democrática, in particolare "certificati di nascita e passaporto di sua nonna di nazionalità spagnola".
In un scritto presentato proprio questa settimana, Villalobos ha spiegato a Pedraz che la documentazione che ha accompagnato la sua richiesta di cittadinanza spagnola "è stata presentata in forma presenziale e su supporto cartaceo davanti al Registro Civil Central", per cui ha indicato che dovrà essere "questa amministrazione" ad "apportare la documentazione richiesta", poiché sostiene di non disporre di quei documenti.
Per questo motivo, ha chiesto che, fino a quando non si localizzasse tale documentazione e non venisse incorporata alla causa, si rinviasse la sua comparizione. Il giudice, tuttavia, ha respinto la richiesta di sospensione.
La difesa aveva già avvertito che, se Pedraz non avesse accettato di rinviare la dichiarazione, Villalobos "si avvarrà del suo diritto a non dichiarare", benché abbia lasciato traccia della sua "volontà di farlo una volta che abbia potuto conoscere integralmente gli elementi su cui si fonda l’indagine".
Per questo stesso venerdì è stato chiamato a dichiarare anche come testimone un responsabile del Ministerio de la Presidencia, Justicia y Relaciones con las Cortes presumibilmente legato al processo di concessione della cittadinanza spagnola a Villalobos.
Lo scorso mercoledì, un altro alto funzionario di Giustizia ha dichiarato come testimone che non ha riscontrato anomalie nella concessione della cittadinanza a Villalobos tramite la cosiddetta 'ley de nietos', la disposizione della norma che consente di accedere alla cittadinanza spagnola ai discendenti degli esiliati.
Fonti vicine alla difesa di Villalobos hanno riferito a questa agenzia di stampa che l’ex viceministro non ha nulla da nascondere, sostenendo che si è trattato di un procedimento ordinario conforme alla legge e che ciò sarà così dimostrato nella causa.