La giudice mantiene l'archivio della causa contro Ana Millán respingendo il ricorso del PSOE

La giudice di Navalcarnero conferma l'archiviazione della causa contro Ana Millán e respinge il ricorso del PSOE non avendo riscontrato indizi penali sufficienti.

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La titolare del Giudice di Istruzione numero 6 di Navalcarnero ha respinto il ricorso di riforma presentato dal PSOE contro il provvedimento che ha deciso di archiviare l'indagine sull'ex sindaco di Arroyomolinos e attuale deputata del PP nell'Assemblea di Madrid, Ana Millán, per presunti anomali nell'assegnazione di contratti municipali quando era consigliere.

In una risoluzione datata 23 luglio, alla quale ha avuto accesso Europa Press, la magistrata respinge la richiesta dei socialisti di riaprire la causa e di riconduirla a procedimento abbreviato, ritenendo che non sia opportuno prolungare l'istruzione né continuare con nuove indagini.

La giudice sottolinea che l'Audienza Provinciale di Madrid ha annullato la proroga dell'istruzione decisa a settembre 2025 e che, di conseguenza, il termine massimo di indagine è scaduto il 25 settembre di quell'anno. Applicando l'articolo 324 della Legge di Procedura Penale e la dottrina della Corte Suprema, argomenta che non è possibile disporre una nuova estensione una volta scaduto tale termine.

Allo stesso modo, sostiene che il ricorso del PSOE non riesce a confutare il criterio del provvedimento impugnato, che già evidenziava l'inesistenza di indizi sufficienti di reati di abuso d'ufficio, traffico di influenze e corruzione attribuiti sia ad Ana Millán che all'altro indagato.

L'istruttore evidenzia che la fase di indagine non ha fornito "ragioni solide" che permettano di sostenere la continuazione del procedimento, in coerenza con il principio di presunzione di innocenza.

In relazione alle diligente richieste dal PSOE, tra cui le comparizioni di Juan Pedro S. C. e Laura V., la giudice insiste sul fatto che mancano di utilità e pertinenza per chiarire i fatti.

Ricorda che già sono presenti nella causa un'analisi finanziaria e fiscale degli indagati e un rapporto dell'Unità Centrale Operativa (UCO) sulle conti bancari di Ana Millán e Juan Pedro Santos, senza che sia stato dimostrato che i redditi di origine sconosciuta percepiti dalla dirigente del PP provenissero dall'altro indagato, Francisco Vicente R. B.. Aggiunge che Laura Vallejo ha già dichiarato davanti alla Guardia Civile e ha manifestato di non sapere se Millán avesse interesse ad assegnare contratti a qualche azienda specifica.

Accuse di trama di contratti pubblici

Il ricorso del PSOE descriveva un presunto complotto tra l'allora consigliere e l'imprenditore Francisco R., attraverso il quale sarebbero stati assegnati contratti municipali per più di mezzo milione di euro a imprese collegate a quest'ultimo.

Secondo il documento, tali assegnazioni si sarebbero verificate tra il 2005 e il 2011 da diverse aree del Comune, con una presunta "influenza decisiva" di Millán nei procedimenti di appalto.

Il PSOE sosteneva che l'archiviazione si basava sulla decisione della Corte Provinciale di Madrid di annullare un proroga dell'istruttoria, ma sottolineava che tale risoluzione non ordinava di chiudere il procedimento, ma si limitava a correggere un difetto di motivazione.

In questa linea, il partito sosteneva che il tribunale avrebbe dovuto emettere una nuova proroga debitamente motivata o, almeno, aver praticato le indagini pendenti prima di decidere l'archiviazione.

Il partito denunciava che il tribunale aveva annullato prove già concordate, come le dichiarazioni di testimoni considerati chiave, nonostante fossero state qualificate come "utili e pertinenti" e avallate da organi superiori.

Secondo il PSOE, questa decisione risultava "incoerente", annullando atti diretti precisamente a chiarire dei fatti sui quali, a loro avviso, esistevano indizi.

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