La Giustizia mantiene sotto sospetto contratti di opere pubbliche del Ministero dei Trasporti per un importo di 537,2 milioni di euro. La Audiencia Nacional indaga su possibili irregolarità in aggiudicazioni effettuate dall'Administrador de Infraestructuras Ferroviarias (Adif) e dalla Dirección General de Carreteras, nell'ambito del procedimento che esamina il presunto incasso di commissioni illegali collegate al cosiddetto caso Koldo. Le indagini si concentrano nel determinare se determinati bandi siano stati manipolati per favorire imprese costruttrici in cambio di pagamenti a responsabili politici e persone del loro entourage.
Secondo quanto pubblica ABC questo domenica 1 novembre, il giudice dell'Audiencia Nacional Ismael Moreno continua a esaminare la documentazione di fino a undici fascicoli di appalti pubblici, mentre la Fiscalía Anticorrupción presta particolare attenzione a sei aggiudicazioni. L'indagine riguarda operazioni realizzate durante la fase di José Luis Ábalos alla guida del Ministero dei Trasporti, anche se alcune delle relazioni imprenditoriali che gli investigatori esaminano risalgono ad anni precedenti.
Tra le società che compaiono negli atti spicca Acciona Construcción, aggiudicataria di diversi contratti milionari, in alcune occasioni mediante unioni temporanee di imprese (UTE). La Guardia Civil e gli investigatori giudiziari cercano di chiarire se queste strutture imprenditoriali possano essere state utilizzate per convogliare pagamenti indebiti a coloro che presuntamente sarebbero intervenuti per favorire le aggiudicazioni.
La cifra di 537,2 milioni di euro corrisponde al valore delle opere esaminate, non al denaro che la Giustizia ritenga accertato come sottratto. Questa distinzione è fondamentale: l'indagine deve determinare se siano esistite irregolarità delittuose, chi vi abbia partecipato e quali somme possano essere state realmente distratte.
Undici contratti di Adif e Carreteras sotto la lente dell'Audiencia Nacional
Le diligencias giudiziarie esaminano aggiudicazioni effettuate da due organismi dipendenti dal Ministero dei Trasporti: Adif e la Dirección General de Carreteras. L'analisi della Intervención General de la Administración del Estado (IGAE), trasmessa all'Audiencia Nacional, comprende cinque contratti ferroviari e sei di strade, aggiudicati principalmente tra il 2018 e il 2021.
Il rapporto di Hacienda, noto lo scorso mese di marzo, ha rilevato possibili irregolarità nelle procedure amministrative e nelle modifiche apportate dopo le aggiudicazioni. Tra le questioni segnalate figurano il peso dei criteri soggettivi nella valutazione delle offerte e gli incrementi successivi del bilancio di determinate opere, alcuni di essi prossimi al 20% del prezzo iniziale.
I tecnici della IGAE hanno osservato che, in diversi fascicoli, la valutazione tecnica ha avuto un ruolo determinante per selezionare l’impresa aggiudicataria, anche quando la sua proposta non era la più economica. Hanno inoltre avvertito di modifiche contrattuali che, secondo le loro conclusioni, non si adattavano alla normativa applicabile. Questi elementi fanno parte del materiale che il giudice sta esaminando per stabilire se le anomalie amministrative potessero essere ricondotte a un’azione concertata per favorire determinate imprese di costruzione.
La Fiscalía Anticorrupción concentra in particolare le sue indagini su sei delle aggiudicazioni, sebbene l’analisi documentale abbracci un insieme più ampio di contratti. L’obiettivo non è soltanto verificare se siano state violate le regole degli appalti pubblici, ma stabilire se queste possibili irregolarità siano state collegate al pagamento di commissioni illegali.
Acciona e le presunte mazzette: cosa indaga la UCO
Acciona Construcción occupa un posto centrale nelle indagini per la sua partecipazione a diverse delle aggiudicazioni esaminate. Il magistrato del Tribunal Supremo Leopoldo Puente ha già sottolineato, nel giugno 2025, la presenza dell’impresa di costruzioni in diverse opere pubbliche indagate e il fatto che alcune delle sue offerte fossero risultate selezionate grazie a criteri di valutazione diversi dal prezzo.
I sospetti giudiziari indicano la possibile esistenza di una struttura in cui determinate aziende ottenevano appalti pubblici e, in cambio, si impegnavano a effettuare pagamenti a intermediari e responsabili con capacità di influenza sulle aggiudicazioni. Tra le persone collegate a tale presunta operazione figurano Santos Cerdán, José Luis Ábalos e Koldo García, i cui ruoli sono stati esaminati in diverse fasi dell’indagine.
Uno degli elementi che hanno suscitato l'interesse dei ricercatori è la relazione tra Acciona e Servinabar 2000, una società collegata all'imprenditore Antxon Alonso e nella quale, secondo la documentazione trovata dalla Guardia Civil, Cerdán avrebbe avuto una partecipazione del 45%. Servinabar ha partecipato a determinati progetti di opera pubblica insieme a Acciona mediante formule di collaborazione imprenditoriale, la cui giustificazione economica e funzionamento sono in fase di analisi.
La UCO ha anche indagato le relazioni tra i responsabili politici e gli imprenditori che hanno partecipato alle aggiudicazioni. La questione che la Giustizia cerca di risolvere è se alcune di queste relazioni siano servite ad alterare le procedure di appalto e a ripartire successivamente i benefici ottenuti mediante pagamenti irregolari.
La comparsa di un'azienda nei fascicoli indagati non implica, di per sé, che sia stata dimostrata la sua responsabilità penale. Sarà necessario determinare l'intervento concreto di ogni persona fisica o giuridica e se esistono prove sufficienti dei reati esaminati.
Il giudice arrivò a ipotizzare commissioni superiori a cinque milioni di euro
L'entità delle aggiudicazioni indagate è già stata oggetto di un'analisi giudiziaria nel giugno 2025. Nell'ordinanza con cui dispose l'ingresso in carcere preventivo di Santos Cerdán, il magistrato Leopoldo Puente collocò a 537,2 milioni di euro il valore delle opere aggiudicate sotto sospetto e ipotizzò la possibilità che le commissioni illegali avessero raggiunto una cifra superiore a quella inizialmente identificata.
Il giudice sottolineò allora che Ábalos e Koldo García avrebbero ottenuto o avuto impegnati pagamenti vicini al milione di euro, secondo gli indizi esaminati. A partire da questa cifra, ipotizzò un caso illustrativo: se le commissioni avessero rappresentato l'1% dell'importo totale delle aggiudicazioni, il denaro ripartito avrebbe superato i cinque milioni di euro.
Si trattava, tuttavia, di un'ipotesi giudiziaria e non di una somma di appropriazione indebita accertata. Il calcolo mirava a spiegare perché gli investigatori ritenessero possibile che altre persone o società si fossero avvantaggiate economicamente della presunta rete.
La Guardia Civil aveva anche identificato, in un rapporto consegnato al Supremo nel giugno 2025, 620.000 euro in pagamenti che Cerdán avrebbe presumibilmente gestito, dei quali 550.000 sarebbero stati collegati a due aggiudicazioni di Acciona a Murcia. L'indagine continua a esaminare le possibili connessioni tra queste somme, i contratti e i movimenti economici delle persone coinvolte.
Santos Cerdán, Pardo de Vera e antichi dirigenti, tra gli indagati
La causa istruita da Ismael Moreno include antichi responsabili dell'Amministrazione e imprenditori legati alle aggiudicazioni esaminate. Tra loro figurano l'ex segretario dell'Organizzazione del PSOE Santos Cerdán, l'ex presidente di Adif Isabel Pardo de Vera e l'ex direttore generale delle Strade Javier Herrero, il cui ruolo nei procedimenti di appalto è sotto indagine.
Figurano inoltre nelle indagini antichi responsabili legati ad Acciona Construcción, tra cui Justo Vicente Pelegrini, Tomás Olarte, Manuel José García Alconchel e Fernando Merino. L'indagine riguarda anche imprenditori legati ad altre società che hanno partecipato ad aggiudicazioni pubbliche, come Obras Públicas y Regadíos (OPR) e Levantina, Ingeniería y Construcción (LIC).
L'origine di questa parte del procedimento si trova nelle indagini svolte dal Tribunale Supremo sul presunto incasso di mazzette e nelle dichiarazioni dell'imprenditore Víctor de Aldama, che ha segnalato l'esistenza di possibili meccanismi di influenza su determinate aggiudicazioni di Trasporti.
Tra le questioni che esamina la Giustizia figurano i rapporti personali e imprenditoriali che circondavano i responsabili pubblici, i contatti mantenuti durante i procedimenti di appalto e il possibile incremento patrimoniale di alcuni indagati. Nel caso di Santos Cerdán, le indagini hanno prestato attenzione anche al suo patrimonio e a quello del suo ambiente familiare durante il periodo indagato.
La condizione di indagato non equivale a una condanna, e le responsabilità dovranno essere individualizzate in funzione delle prove incorporate nel procedimento.
Il rapporto dell'Agenzia delle Entrate ha rilevato modifiche di opere vicine al 20%
Una delle chiavi per comprendere la portata dell'indagine sta nei risultati del rapporto elaborato dalla Intervención General de la Administración del Estado. Gli ispettori hanno segnalato possibili anomalie sia nella valutazione iniziale dei contratti sia nelle modifiche economiche approvate una volta aggiudicati i lavori.
Tra i fascicoli esaminati compaiono interventi come l'ampliamento del ponte del Centenario di Sevilla, così come diversi progetti ferroviari e stradali. Hacienda ha rilevato che alcuni contratti hanno subito aumenti di bilancio vicini al 20%, una percentuale rilevante per i requisiti legali applicabili alle modifiche dei contratti pubblici.
In determinati casi, l'organismo di controllo ha messo in dubbio che le modifiche fossero sufficientemente giustificate o che fossero state gestite correttamente. Ha inoltre individuato situazioni in cui le formule impiegate per attribuire punteggi alle offerte potevano alterare il risultato finale di una gara, favorendo una proposta rispetto ad altre concorrenti.
Tuttavia, un extracosto o una modifica contrattuale non costituiscono automaticamente un reato. Le grandi opere infrastrutturali possono richiedere aggiustamenti tecnici ed economici durante la loro esecuzione. La questione che deve risolvere l'indagine è se i cambiamenti esaminati fossero giustificati e conformi alla legge oppure se siano stati utilizzati deliberatamente per avvantaggiare determinate imprese.
Un'indagine diversa dalle ricerche sulla manutenzione dell'AVE Madrid-Sevilla
La revisione dei contratti di Transportes coincide con l'aumento dell'attenzione pubblica sulle infrastrutture ferroviarie dopo i gravi incidenti di Adamuz y Urda. Tuttavia, conviene distinguere le diverse indagini giudiziarie aperte.
Da un lato, la Audiencia Nacional esamina le possibili aggiudicazioni irregolari collegate al caso Koldo, con un'attenzione principale ai contratti pubblici, ai rapporti aziendali e al presunto incasso di commissioni illegali. Dall'altro, la Fiscalía Europea e la UCO indagano su possibili reati di frode e malversazione relativi a contratti di manutenzione della linea ad alta velocità Madrid-Sevilla finanziati con fondi comunitari.
Entrambi i procedimenti hanno oggetti e ambiti di indagine diversi, anche se riguardano organismi dello stesso ministero. Nessuno di essi consente di concludere, per il momento, che le possibili irregolarità economiche indagate siano state la causa degli incidenti ferroviari.
Le cause destinate a chiarire le circostanze tecniche e le possibili responsabilità penali dei sinistri seguono i propri procedimenti giudiziari.
Cosa può accadere ora con i contratti indagati
L’indagine dell’Audiencia Nacional continua a concentrarsi su ricostruire le procedure di aggiudicazione, analizzare i movimenti di denaro e determinare se siano esistiti accordi per alterare gare pubbliche. A tal fine, il giudice dispone di rapporti della Guardia Civil, documentazione amministrativa e analisi economiche della IGAE.
Tra le questioni pendenti vi sono l’identificazione di possibili beneficiari delle commissioni, la verifica dei servizi realmente prestati dalle società coinvolte e la determinazione se le irregolarità rilevate nelle gare possano costituire reati di corruzione, appropriazione indebita o altre infrazioni penali.
I 537,2 milioni di euro riflettono la dimensione economica delle aggiudicazioni sotto sospetto, ma non costituiscono un importo presuntamente rubato per intero. L’eventuale esistenza di commissioni illegali, il loro importo definitivo e la responsabilità di ciascun indagato dipendono ancora dall’esito delle indagini.
La causa mantiene così sotto scrutinio giudiziario una parte significativa degli appalti pubblici di Trasporti durante la fase di Ábalos, con Adif, Carreteras e diverse imprese costruttrici al centro di un’indagine che cerca di chiarire se le decisioni amministrative siano state adottate conformemente alla legge o siano state condizionate da interessi economici particolari.