Vox chiede di vietare il voto ai figli dei nazionalizzati dalla legge dei nipoti senza esilio comprovato

Vox chiede alla Corte Suprema di sospendere il voto ai figli di nazionalizzati dalla legge dei nipoti senza esilio comprovato e denuncia dati incompleti dell’Amministrazione.

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Vox ha chiesto dinanzi al Tribunal Supremo che sia sospeso il diritto di voto dei figli di coloro che hanno ottenuto la nazionalità mediante la cosiddetta 'ley de nietos' quando i loro genitori siano sottoposti alla sospensione cautelare "per mancanza di certificazione consolare attestante l'esilio".

Nella sua memoria di allegazioni, la formazione sostiene che i figli "devono rimanere soggetti allo stesso regime cautelare dei loro genitori, poiché il loro accesso alla nazionalità si basa sul previo riconoscimento di quella di questi". A suo avviso, "consentire che votino mentre restano sospesi gli effetti elettorali dell'iscrizione del genitore comprometterebbe l'efficacia delle misure concordate", secondo quanto indicato dal partito in un comunicato, in cui precisa inoltre che la sospensione richiesta "non si applicherebbe quando il genitore disponga della certificazione consolare richiesta".

Il Tribunal Supremo ha deciso questo venerdì di concedere un termine di tre giorni alle parti coinvolte nel procedimento sulla cosiddetta 'law de nietos' affinché si pronuncino sulla richiesta di Iustitia Europa di estendere la sospensione cautelare del voto ai discendenti dei naturalizzati per questa via.

Secondo varie ordinanze alle quali ha avuto accesso Europa Press, i magistrati decidono "di non dare luogo all'adozione inaudita parte delle misure cautelarissime richieste dalla rappresentanza della formazione".

Tuttavia, dispongono sì di "aprire un procedimento di audizione alle parti costituite nel procedimento affinché, per un termine di tre giorni comuni, decorrenti dalla notifica di questa risoluzione", che si conclude il prossimo mercoledì secondo fonti giuridiche consultate, "possano presentare le allegazioni che ritengano opportune a difesa dei loro diritti e interessi legittimi".

Iustitia Europa aveva chiesto al Supremo che si identificassero i figli di coloro che hanno ottenuto la nazionalità spagnola attraverso la 'ley de nietos' e che si sospendessero cautelarmente "i loro effetti elettorali" per coloro che risultano iscritti nel Censo Electoral de Residentes Ausentes (CERA).

La formazione guidata dall'avvocato Luis María Pardo ha chiesto altresì che la sospensione cautelare fosse mantenuta "finché l'Amministrazione completi la loro identificazione individuale, determini il genitore dal quale deriva ciascuna acquisizione e precisi la via giuridica per la quale questi ha ottenuto la nazionalità spagnola".

Vox reclama una "relazione nominale" y custodia separata de votos

Nello stesso scritto, Vox chiede inoltre che i ministeri degli Affari Esteri e della Giustizia trasmettano alla Corte Suprema, alla Junta Electoral Central e all'Oficina del Censo Electoral, prima del 20 novembre, "un elenco nominale dei figli interessati, con l'identificazione dei loro genitori e della documentazione comprovante l'esilio".

Il partito esige anche che tutta la sua documentazione elettorale e le buste "siano custodite separatamente negli uffici consolari e nelle juntas electorales provinciali, senza computo definitivo fino alla loro verifica individuale". In questo modo, sottolinea che "se il Supremo non dispone immediatamente l'estensione, chiede che siano identificati gli interessati e che i loro voti siano mantenuti separati fino al completamento delle verifiche".

Vox denuncia "informazioni incomplete" sull'esilio

D'altra parte, Vox sostiene nel suo scritto che i dati forniti dall'Administración General del Estado "sono incompleti" poiché, secondo la sua analisi, "dei 145.580 registri che includono informazioni sull'esilio, solo 901 --lo 0,62 %-- figurano con esilio comprovato". Aggiunge che "altri 17.775 registri di Buenos Aires mancano di informazioni che permettano di verificare tale aspetto".

Di fronte a questa situazione, la formazione chiede al Supremo di ordinare all'Amministrazione di fornire "le certificazioni individuali di esilio, di completare le informazioni dei registri di Buenos Aires e i dati identificativi mancanti, e di depurare i duplicati e le discrepanze nelle cifre degli interessati".