Vox ha registrato questo lunedì un atto di richiesta di intervento presso la Procura della Audiencia Nacional affinché impugni la decisione del Governo basco di concedere il terzo grado penitenziario all'ex dirigente di ETA Henri Parot e chieda che si lasci senza effetto la misura affinché "ritorni immediatamente al centro penitenziario corrispondente".
Il documento, firmato dalla vice segretaria Nazionale Giuridica del partito, Marta Castro, sostiene che questa decisione "influisce direttamente sui diritti che l'ordinamento giuridico riconosce alle vittime del terrorismo" poiché implica "un disprezzo e umiliazione".
Nell'argomentazione giuridica, il testo ricorda che l'articolo 61 della Legge 29/2011 "imponi allo Stato l'obbligo di prevenire e evitare la realizzazione di atti che comportino "discredito, disprezzo o umiliazione delle vittime o dei loro familiari, esaltazione del terrorismo, omaggio o concessione pubblica di distinzioni ai terroristi"".
Inoltre, il partito sottolinea che deve essere accertata in modo "certa e cumulativa" l'esistenza di segni "inequivocabili" di aver abbandonato "fini e mezzi terroristici"; insieme alla "collaborazione attiva" per "impedire" nuovi reati e "attenuare" quelli già commessi, così come per identificare, arrestare o perseguire i "responsabili di reati terroristici".
Il documento sottolinea anche l'esigenza di una "dichiarazione espressa di ripudio delle attività delittuose e di abbandono della violenza"; la "richiesta espressa di perdono alle vittime"; e la fornitura di "rapporti tecnici che attestino la reale disconnessione dall'organizzazione terroristica e dal suo ambiente".
"La concessione del terzo grado senza l'accreditamento sufficiente di questi requisiti costituirebbe una violazione diretta dell'articolo 72.6 LOGP", segnala il documento presentato da Vox.
In relazione al principio di flessibilità nella classificazione penitenziaria, la formazione avverte che "non può in nessun caso servire da canale per eludere i requisiti" che "imponi la legge organica per l'accesso al terzo grado dei condannati per reati di terrorismo" e, "con maggior ragione" "in chi presenta un'attività sanguinaria".
Perciò, sostiene che questo principio "deve essere interpretato in conformità con le norme di rango organico che condizionano e limitano la classificazione in terzo grado".
Vox invita inoltre a verificare la liquidazione della condanna di Parot, in modo che, "se risultasse che i termini temporali previsti" nel Codice Penale "non sono stati consumati", ciò servirebbe a rafforzare l'"inammissibilità" del grado concesso al recluso.
Nella parte finale del documento, il partito di Santiago Abascal cita la sentenza della Corte Costituzionale 169/2021, del 6 ottobre, dalla quale, secondo la sua interpretazione, si evince che non si soddisfano "i periodi di sicurezza e i requisiti rafforzati" necessari per accedere al terzo grado, essendo "costituzionalmente legittimi" unicamente quando "non annullano completamente l'aspettativa di reinserimento", circostanza che, a giudizio della formazione, si verifica in questo caso.
In base a tutto quanto sopra, Vox conclude "che la concessione del terzo grado penitenziario a Henri Parot risulta manifestamente inammissibile finché non si accrediti il rispetto effettivo di tutti e ciascuno dei requisiti stabiliti nell'articolo 72.6 LOGP".
Il partito ricorda che Parot è stato condannato per "39 omicidi terroristici consumati e altri reati di estrema gravità", "accumulando pene detentive vicine a 4.797 anni", con "presenza di minori tra i deceduti nell'attentato di Zaragoza" e che "l'entità delle pene" colloca "questo caso su un piano di gravità eccezionale".
Vox sostiene altresì che la concessione del terzo grado all'ex dirigente della banda terroristica viola "lo spirito e la finalità" della Legge Organica 7/2003, il cui scopo era "garantire il rispetto integrale ed effettivo delle pene nei casi di crimini particolarmente gravi" e fissare "requisiti qualificati affinché i condannati per terrorismo potessero accedere al regime aperto".