Più edilizia sociale, sanità e aiuti: le proposte per proteggere i più vulnerabili

L’organizzazione Cáritas presenta 11 proposte per le elezioni generali del 29N per, tra le altre questioni, riformare la legge sugli affitti per proteggere coloro che vivono in stanze, ampliare la sanità pubblica e facilitare l’accesso al Reddito Minimo Vitale

Imagen de la organización Cáritas frente al Congreso

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Cáritas ha trasferito ai partiti politici una serie di 11 proposte per le elezioni generali del 29N con un obiettivo comune: collocare le persone in situazione di vulnerabilità al centro delle politiche pubbliche. L’organizzazione chiede misure per garantire l’accesso a diritti fondamentali come l’abitazione, la salute, l’occupazione e le cure, oltre a rafforzare la protezione sociale e combattere le diverse forme di esclusione.

Il documento, elaborato a partire da un processo di partecipazione al quale hanno preso parte 940 persone attraverso 84 gruppi di tutto il territorio, prende come riferimento il IX Rapporto FOESSA sull’esclusione e lo sviluppo sociale. Lo studio segnala la persistenza della disuguaglianza in Spagna e quantifica in 4,3 milioni le persone che si trovavano in una situazione di esclusione severa nel 2024, l’8,8% della popolazione. A queste si aggiunge un 10,5% in esclusione moderata e un 35,7% in situazione di integrazione precaria.

Di fronte a questo scenario, Cáritas chiede alle formazioni politiche di andare oltre le risposte contingenti e di affrontare le cause strutturali della povertà. Le sue proposte uniscono riforme legislative, l’ampliamento dei servizi pubblici e misure per garantire che i diritti riconosciuti nelle norme possano essere esercitati in modo effettivo.

L’abitazione, al centro dell’esclusione

Uno dei principali assi del documento è l’accesso a un’abitazione dignitosa. Cáritas sostiene che i problemi legati alla casa riguardano una famiglia su quattro in Spagna e ritiene che l’abitazione sia diventata uno dei principali fattori di disuguaglianza e di esclusione sociale.

Per far fronte a questa situazione, propone di riformare la Legge sugli affitti urbani (LAU) al fine di estendere le garanzie degli affitti convenzionali a coloro che vivono in stanze. L’organizzazione avverte che questa modalità residenziale lascia i suoi occupanti in una situazione di maggiore mancanza di tutela e chiede di adeguare la legislazione a una realtà sempre più diffusa.

Propone inoltre di modificare la Legge di procedura civile per rafforzare le garanzie delle persone vulnerabili davanti agli sfratti. Tra le sue richieste figura che non avvenga lo sgombero di un’abitazione abituale senza che le amministrazioni abbiano assicurato in precedenza un’alternativa abitativa adeguata.

La terza misura in questo ambito passa dal recuperare e ampliare il parco pubblico di edilizia sociale e di emergenza. Cáritas sostiene che le amministrazioni dispongano di risorse sufficienti per rispondere alle situazioni di maggiore esclusione abitativa, mediante la riserva di suolo, edifici o locali destinati a questo fine.

Maggiore copertura sanitaria e un sistema pubblico di assistenza

L’organizzazione chiede di ampliare il portafoglio comune del Sistema Nazionale Sanitario per includere trattamenti odontoiatrici, oculistici e uditivi che attualmente hanno una copertura limitata. Mentre si procede verso una prestazione universale, propone che le persone e le famiglie in situazione di vulnerabilità abbiano la priorità nell’accesso a questi servizi.

Il documento colloca inoltre le cure tra le priorità della prossima legislatura. Cáritas chiede di consolidare un sistema pubblico, universale e di qualità che garantisca l’assistenza lungo tutte le fasi della vita, con particolare attenzione all’infanzia, alle persone anziane, alle persone con disabilità e a coloro che si trovano in situazione di dipendenza o soffrono di malattie croniche.

L’ente chiede che il diritto a ricevere cure si traduca in servizi sufficienti, termini massimi di attesa e garanzie di uguaglianza territoriale. Allo stesso tempo, propone di migliorare le condizioni di chi lavora nel settore, con equiparazione salariale, protezione sociale, prevenzione dei rischi sul lavoro e accesso alla negoziazione collettiva.

L’ente chiede che il diritto a ricevere cure si traduca in servizi sufficienti, termini massimi di attesa e garanzie di uguaglianza territoriale

Nell’impiego domestico, Cáritas propone di rafforzare i meccanismi di controllo e di esigere l’iscrizione dei contratti nel Servizio Pubblico per l’Impiego Statale (SEPE), oltre a promuovere misure che favoriscano l’assunzione e il riconoscimento professionale di queste attività.

Il IMV e l’impiego: meno ostacoli per uscire dalla povertà

Cáritas ritiene che il Reddito Minimo Vitale (IMV) (IMV) abbia bisogno di una riforma per diventare uno strumento più efficace contro la povertà e l’esclusione grave. La sua proposta prevede di semplificare le procedure, ridurre i tempi di risoluzione e correggere i requisiti che rendono difficile l’accesso alla prestazione.

Tra i cambiamenti che propone figura adattare l’unità di convivenza alla famiglia nucleare, rendere più flessibili le condizioni di residenza e facilitare che l’IMV sia compatibile con il lavoro. L’obiettivo è che l’aiuto arrivi a chi ne ha bisogno e non diventi un ostacolo per migliorare la propria situazione lavorativa.

La precarietà costituisce un altro degli ambiti prioritari. L’organizzazione propone di modificare l’articolo 12 dello Statuto dei Lavoratori affinché i contratti a tempo parziale involontari siano giustificati da una causa oggettiva collegata al posto o all’organizzazione del lavoro. Propone inoltre di rafforzare il diritto dei lavoratori ad ampliare l’orario di lavoro quando siano disponibili posti vacanti.

Inoltre, chiede di riconoscere e regolare la formazione pratica per l’accesso al lavoro che sviluppano le entità sociali con persone in situazione di vulnerabilità. Caritas ritiene che queste iniziative combinino apprendimento lavorativo e accompagnamento sociale e che necessitino di un inserimento specifico all’interno delle politiche per l’impiego.

Diritti per le persone migranti e lotta contro la discriminazione

Le proposte includono misure per ridurre le barriere amministrative e rafforzare la parità di trattamento. Caritas chiede di sviluppare in via regolamentare la Legge integrale per la parità di trattamento e la non discriminazione, approvata nel 2022, al fine di applicare questo principio in modo trasversale nelle politiche pubbliche e rafforzare i meccanismi istituzionali di protezione.

In materia migratoria, chiede di rivedere le autorizzazioni di residenza e di lavoro affinché non dipendano esclusivamente dal fatto di disporre di un contratto di lavoro. Propone inoltre di garantire l’accesso alle prestazioni sociali di base alle persone in situazione amministrativa irregolare.

In materia migratoria, chiede di rivedere le autorizzazioni di residenza e di lavoro affinché non dipendano esclusivamente dal fatto di disporre di un contratto di lavoro

L’organizzazione ritiene altresì necessaria una legge integrale contro la tratta di persone, con un approccio incentrato sui diritti umani e che preveda la prevenzione del reato e la protezione delle vittime rispetto a qualsiasi forma di sfruttamento.

Una transizione ecologica che non lasci indietro i più vulnerabili

Cáritas sostiene che le politiche contro il cambiamento climatico devono incorporare la protezione sociale come uno dei loro pilastri. L’organizzazione chiede misure che garantiscano l’accesso all’energia e all’acqua, in particolare per le famiglie che incontrano maggiori difficoltà economiche, e che impediscano che la transizione verso un modello più sostenibile aggravi le disuguaglianze.

Propone inoltre di rafforzare il diritto a una mobilità sostenibile e accessibile attraverso un trasporto pubblico fruibile, con particolare attenzione alle persone con mobilità ridotta, alle famiglie con redditi bassi e a coloro che vivono in zone rurali.

Cáritas sostiene che le politiche contro il cambiamento climatico devono incorporare la protezione sociale come uno dei loro pilastri

Il documento collega questa agenda alla necessità di consolidare politiche strutturali che proteggano la popolazione dalle future crisi economiche, sociali e ambientali.

Più cooperazione internazionale e rispetto dello 0,7%

L’ultima delle 11 proposte si rivolge alla politica estera e di cooperazione. Cáritas chiede che la Spagna rispetti l’impegno di destinare lo 0,7% del PIL all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) nel 2030.

L’ente sostiene che questo obiettivo venga raggiunto attraverso cooperazione non rimborsabile e che l’aiuto non sia condizionato a misure di controllo migratorio. La proposta risponde alla dimensione internazionale dell’organizzazione e alla sua impostazione secondo cui la protezione dei diritti umani deve estendersi oltre le frontiere nazionali.

Un appello ai partiti davanti alla polarizzazione

Al di là delle misure concrete, Cáritas si rivolge ai partiti affinché pongano la dignità umana e il bene comune al di sopra della contrapposizione politica. L’organizzazione avverte che la polarizzazione e i discorsi che alimentano la paura e la sfiducia indeboliscono la convivenza e rendono più difficile la ricerca di soluzioni condivise.

Il suo documento propone la necessità di accordi politici che permettano di garantire diritti, ridurre le disuguaglianze e rafforzare la coesione sociale. La premessa che attraversa le 11 proposte è che la povertà e l’esclusione non possono essere affrontate soltanto con risposte assistenziali, ma attraverso cambiamenti legislativi e politiche pubbliche in grado di prevenirle e ridurle.