L’Associazione Professionale di Agenti Ambientali di Cantabria (APAMC) ritiene imprescindibile ripensare l’attuale modello di gestione della pesca del salmone atlantico (Salmo salar) di fronte al "accentuato calo " delle catture registrato negli ultimi anni. Secondo quanto dettagliano, nel 2026 si è arrivati a "minimi storici", con soltanto tre salmoni pescati, motivo per cui propongono che venga stabilito un divieto temporaneo nel 2027.
Dopo aver svolto un sondaggio interno tra i suoi membri e raccolto l’opinione del resto del corpo degli agenti del medio naturale, l’APAMC assicura di aver constatato "un ampio sostegno" all’attuazione, almeno, di un divieto temporaneo del salmone, data la "preoccupante situazione della specie", secondo quanto ha segnalato questo lunedì in un comunicato.
Sebbene il collettivo non identifichi la pesca ricreativa tradizionale come uno dei principali fattori alla base del declino del salmone atlantico, l’associazione sostiene che "non risulta sostenibile né è giustificato continuare a prelevare i pochi esemplari che riescono a risalire i nostri fiumi, specialmente nell’attuale contesto di declino della specie".
In questo contesto, l’APAMC invita l’Amministrazione autonoma a studiare l’avvio di un divieto temporaneo durante la campagna del 2027, e non esclude l’adozione di misure "più restrittive che permettano di garantire la conservazione e il recupero delle popolazioni di salmoni". Questa richiesta si inserisce nel percorso aperto da altre comunità, come la Galizia, "che ha vietato la pesca quest’anno", e le Asturie, "che ha approvato un divieto totale per il 2027".
"Queste decisioni mettono in evidenza la necessità di affrontare la conservazione della specie in modo coordinato nella cornice cantabrica. La situazione attuale richiede decisioni ferme e responsabili che diano priorità alla conservazione del salmone atlantico e garantiscano il futuro di questa specie emblematica nei fiumi di Cantabria", ha concluso l’associazione.