Le associazioni imprenditoriali Anice, Fecic e Agemcex hanno presentato un miglioramento della loro proposta retributiva nell'ultima riunione della Commissione Negoziante del Contratto Collettivo Statale delle Industrie Carni, con l'obiettivo di "avvicinare le posizioni e facilitare un accordo" con i sindacati, che hanno definito la nuova offerta "insufficiente".
Nella loro proposta aggiornata, le associazioni del settore propongono ai sindacati un aumento salariale del 3,8% per il 2026, con effetti dal 1 gennaio, insieme a incrementi del 2,5% per il 2027 e del 2% per il 2028. Su queste revisioni si aggiunge una clausola di garanzia legata all'IPC, che prevede aumenti aggiuntivi fino all'1% per il 2026 e fino all'1,5% per il 2027 e 2028, come dettagliato in un comunicato.
La rappresentanza imprenditoriale sostiene che questa proposta dà continuità allo "sforzo" realizzato negli ultimi contratti per salvaguardare il potere d'acquisto del personale e avanzare nelle loro condizioni lavorative. In questo periodo, gli aumenti salariali concordati avrebbero permesso che gli stipendi evolvessero al di sopra della crescita dei prezzi, a cui si aggiunge la riduzione di 12 ore nella giornata annuale fissata nel contratto precedente.
Insieme agli aspetti retributivi, l'offerta presentata include miglioramenti in altri ambiti lavorativi e sociali, come l'incorporazione di indicatori tumorali nei riconoscimenti medici volontari, aggiustamenti nella retribuzione durante le vacanze, progressi in determinati permessi e nell'accompagnamento medico, così come l'avvio di un Osservatorio Settoriale della Salute Lavorativa, Assenteismo e Produttività Sostenibile e una regolamentazione rinnovata della commissione paritaria.
Le organizzazioni carneficine definiscono il loro approccio come una proposta "generosa, equilibrata e responsabile", orientata a rafforzare le condizioni dei lavoratori senza mettere a rischio la "competitività, l'investimento e l'occupazione" delle aziende del settore.
Le organizzazioni sindacali, invece, considerano "insufficiente" il pacchetto presentato dalla parte imprenditoriale e sostengono che la negoziazione non è chiusa, ritenendo che ci sia ancora margine per continuare ad avvicinare le posizioni.
Entrambe le parti sono state convocate a una nuova sessione di mediazione presso il Servizio Interconfederale di Mediazione e Arbitrato (SIMA) il prossimo 16 ottobre, dove tenteranno di sbloccare il contratto.
Anice, Fecic e Agemcex sottolineano che mantengono la loro volontà di continuare a negoziare con la rappresentanza sindacale prima di quella data, all'interno del proprio processo di mediazione e, se necessario, anche successivamente.