Il Parlamento autorizza 96.000 euro extra per garantire gli anticipi rimborsabili alla sua forza lavoro nel 2026

Il Parlamento andaluso rafforza con 96.000 euro la voce dei anticipi rimborsabili per coprire tutte le richieste del suo personale nel 2026.

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Il Tavolo del Parlamento dell’Andalusia ha dato il via libera a una modifica di bilancio mediante generazione di crediti con l’obiettivo di rafforzare la voce di bilancio di "Anticipi rimborsabili al personale" e garantire che disponga di fondi sufficienti, incorporando 96.000 euro aggiuntivi per "coprire le esigenze che potrebbero emergere fino alla conclusione dell’esercizio" del 2026.

Questo accordo, datato lo scorso 28 ottobre e consultato da Europa Press dopo la sua pubblicazione nel bollettino ufficiale del Parlamento andaluso, ricorda che il bilancio della Camera autonoma per l’anno 2026 ha inizialmente assegnato all’applicazione 831.08 "Anticipi rimborsabili al personale" un credito di 225.000 euro.

Nel documento stesso si avverte che "il numero delle richieste di prestito presentate nel corso dell’esercizio, così come quelle prevedibili durante l’ultimo trimestre dell’anno, evidenzia la possibile insufficienza del credito disponibile in tale applicazione", il che ha motivato la necessità di ampliare le risorse.

La regolamentazione di questi anticipi risale a febbraio 2001, quando il Tavolo del Parlamento ha approvato "la regolamentazione della concessione di anticipi rimborsabili al personale della Camera, stabilendo come importo massimo concedibile quello di 6.000 euro, con un termine massimo di ammortamento di 48 mesi".

Successivamente, quasi 25 anni dopo, il 24 settembre 2025, e "in considerazione del tempo trascorso dalla suddetta regolamentazione", si è deciso di aggiornare tali condizioni, ampliando sia l’importo massimo sia il periodo di restituzione, che sono passati rispettivamente a fissarsi in 9.000 euro e 60 mesi.

L’ultimo accordo del Tavolo precisa inoltre che, durante l’attuale esercizio, si stanno svolgendo "in modo simultaneo" le "corrispondenti ammortizzazioni dei prestiti concessi sia negli esercizi precedenti sia nell’esercizio in corso". Tra gennaio e settembre 2026, i rimborsi per questo concetto hanno raggiunto 75.123,35 euro per "prestiti concessi in esercizi precedenti al 2026" e 21.575 euro per i prestiti formalizzati nell’ambito dell’esercizio 2026 stesso.

Questi importi sono stati sottoposti "alla corrispondente procedura contabile e applicati al bilancio delle entrate del Parlamento nelle applicazioni 380.99 'Altri reintegri di esercizi chiusi' e 821.00, 'Trasferimenti per anticipi reintegrabili', rispettivamente", secondo quanto dettagliato dallo stesso ordine, che sostiene che "risulta opportuno procedere a una modifica di bilancio per generazione di crediti, a carico dei reintegri prodotti dagli ammortamenti dei prestiti in vigore, al fine di dotare l'applicazione di spese 831.08 e dare copertura alle esigenze che potrebbero sorgere fino alla fine dell'esercizio".

Di conseguenza, l'Ufficio di Presidenza del Parlamento ha deciso di "autorizzare la generazione di credito, a carico dei reintegri prodotti dagli ammortamenti dei prestiti in vigore, per un importo di 96.000 euro", e di "approvare l'iscrizione in aumento nell'applicazione di bilancio" di "Anticipi reintegrabili al personale" per la medesima cifra, con ciò rafforzando la disponibilità di fondi per far fronte alle richieste di anticipi del personale fino alla chiusura dell'esercizio 2026.