La capolista del PP al Congresso per Saragozza, Rocío Dívar, e la sindaca della città, Natalia Chueca, hanno incentrato questo venerdì, 6 novembre, il loro messaggio sulla sicurezza cittadina, l’occupazione di abitazioni, gli atti vandalici e la necessità di rafforzare i mezzi delle forze di polizia. Entrambe le responsabili popolari hanno chiesto cambiamenti nella politica statale per migliorare la protezione della popolazione e hanno difeso le misure promosse dal Municipio di Saragozza.
I due dirigenti hanno presentato la loro posizione alla stampa nella piazza Emperador Carlos V per analizzare la situazione della sicurezza nelle città e nei comuni. Dívar ha indicato che gli spagnoli “sono preoccupati” per la sicurezza nelle infrastrutture ferroviarie e nei treni, ma anche per ciò che accade nelle strade, e ha assicurato che la cittadinanza “vive con più insicurezza che pochi anni fa”.
La candidata del PP ha fatto riferimento agli atti vandalici, ai casi di occupazione e alla paura di molte donne davanti all’imminente scarcerazione di aggressori sessuali. Ha anche aggiunto che “i giovani non possono godere liberamente del proprio tempo libero” e ha descritto situazioni in cui i proprietari, al rientro dalle vacanze o dopo un ricovero ospedaliero, scoprono che la loro abitazione è stata occupata.
“Da molto tempo il Partito Popolare lo stiamo dicendo. Noi vogliamo riportare la sicurezza nelle strade e vogliamo che gli spagnoli si sentano al sicuro nelle loro città e nei loro paesi”, ha dichiarato Dívar, illustrando un pacchetto di misure del suo partito per affrontare questi problemi.
OCCUPAZIONE E MULTIREINCIDENZA
Tra le proposte, ha evidenziato la cosiddetta legge anti-occupazione, con la quale il PP intende che gli occupanti abbandonino gli immobili entro un massimo di 48 ore dalla presentazione della denuncia. Ha menzionato anche la Legge sulla multireincidenza, che, come ha spiegato, mira a frenare gli atti vandalici e a evitare che chi delinque in modo reiterato resti libero senza scontare la condanna.
“Abbiamo bisogno che ci sia una legge di sgombero affinché, entro 48 ore, le abitazioni vengano liberate, come si sta facendo e come propone il Partito Popolare”, ha indicato Chueca, per aggiungere che è indispensabile anche “una Legge sulla multireincidenza che permetta che quelle persone che sono recidive non entrino da una porta e escano dall’altra, ma che davvero scontino una condanna”.
Dívar ha reclamato altresì maggiori risorse umane e materiali per le Forze e i Corpi di Sicurezza dello Stato e ha ribadito il sostegno del PP alla Polizia Nazionale e alla Guardia Civil. In questa linea, ha chiesto che entrambi i corpi siano riconosciuti come professione a rischio, una richiesta che, ha ricordato, il suo partito ha già sostenuto al Senato.
L’aspirante del PP ha esteso questa rivendicazione ai comuni piccoli e ha criticato la chiusura delle caserme della Guardia Civil, citando espressamente quelle di Quinto e La Muela. Ha sottolineato che "i cittadini, i saragozzani che vivono in piccoli comuni hanno lo stesso diritto di quelli che viviamo nelle grandi città a sentirsi protetti e ad avere sicurezza".
CHUECA DIFENDE LE AZIONI A ZARAGOZA
La sindaca ha presentato Saragozza come esempio delle politiche che, a suo giudizio, stanno applicando i governi locali del PP per rafforzare la sicurezza. Chueca ha rimarcato che il Comune ha inserito "più di 400 agenti da quando governa il Partito Popolare" con l’obiettivo di completare l’organico della Polizia Locale.
A questo aumento di personale ha aggiunto l’installazione di una rete di telecamere di videosorveglianza e l’inserimento di nuovi equipaggiamenti tecnici per gli agenti, tra cui telecamere individuali. Tuttavia, ha reclamato che questo sforzo si estenda anche alla Polizia Nazionale e alla Guardia Civil, ritenendo che il Governo centrale debba affiancare il lavoro svolto dagli enti comunali.
"Saragozza è un esempio chiarissimo, ma così come Saragozza sono molte le città che sono governate dal Partito Popolare e che, sotto il mandato del PP, ciò che stiamo facendo è dare priorità alla sicurezza dei nostri vicini", ha indicato.
Chueca ha evidenziato inoltre l’entrata in vigore dell’Ordinanza Civica come una delle misure più recenti per ordinare la convivenza nel capoluogo aragonese. Ha spiegato che, nelle sue prime settimane di applicazione, sono già state comminate "più di 300 sanzioni".
La consigliera comunale ha ribadito che questa ordinanza consente di fissare regole chiare per l’uso dello spazio pubblico e ha chiesto che le diverse amministrazioni rafforzino l’adempimento della legge. "Abbiamo bisogno che lo Stato vigili anche sulla sicurezza dei suoi cittadini", ha affermato, contrapponendo il modello che sostiene il PP a quello che ha descritto come "il libero arbitrio e che ognuno se la cava a modo suo come può".
SICUREZZA NEI SERVIZI PUBBLICI
Parlando di sicurezza, Chueca ha ampliato il focus alla protezione dei servizi pubblici e al corretto funzionamento delle infrastrutture. In questo contesto, ha collegato la preoccupazione per la sicurezza dei cittadini con lo stato del trasporto ferroviario e la manutenzione dei binari, insistendo sul fatto che gli utenti devono disporre di garanzie quando viaggiano.
"Stiamo vedendo come il denaro, invece di essere destinato alla manutenzione, sia stato dirottato per altri scopi, il che si chiama corruzione", ha affermato, facendo riferimento alle indagini che coinvolgono Adif. La sindaca ha chiesto che le istituzioni coordinino gli sforzi per assicurare la protezione dei cittadini e la conservazione dei servizi pubblici.
Dívar, da parte sua, ha chiuso il suo intervento chiedendo responsabilità e spiegazioni sull’uso dei fondi destinati alle infrastrutture. "Vogliamo sapere dove sia finito quel denaro e perché sia stata trascurata la sicurezza di tutti gli spagnoli e la sicurezza dei viaggiatori", ha indicato.
Entrambe le responsabili del PP hanno concordato sulla necessità di rafforzare il coordinamento tra le amministrazioni e di aumentare le risorse destinate alla sicurezza, sia nelle grandi città sia nei comuni di minori dimensioni.