Incendio de La Mierla, Guadalajara: 171 effettivi combattono un fuoco che colpisce circa 1.500 ettari

L'incendio boschivo dichiarato nella Sierra Norte di Guadalajara mantiene il livello 2 di emergenza, con tre nuclei evacuati e varie popolazioni confinate. INFOCAM continua le operazioni di estinzione con 20 mezzi terrestri e il supporto dell'UME e del MITECO

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L'incendio di La Mierla, a Guadalajara, continua attivo dopo una notte di intensi lavori per fermare l'avanzata delle fiamme. Il dispositivo INFOCAM mantiene dispiegati 20 mezzi terrestri e 171 effettivi, con la collaborazione dell'Unità Militare di Emergenza e del Ministero per la Transizione Ecologica.

Il fuoco colpisce provvisoriamente circa 1.500 ettari e ha costretto a evacuare La Mierla, Muriel e Umbralejo, oltre a confinare Almiruete, Palancares e la zona del bacino di Beleña.

L'incendio di La Mierla resta al livello 2

L'incendio boschivo di La Mierla, dichiarato giovedì 16 luglio nella Sierra Norte di Guadalajara, continua sotto il livello operativo 2 del Piano INFOCAM a causa della sua possibile incidenza sulla popolazione e della necessità di incorporare mezzi straordinari al dispositivo di estinzione.

Il fuoco è stato rilevato intorno alle 13.55 ore e ha mostrato fin dai primi momenti un comportamento particolarmente aggressivo. Le fiamme sono avanzate rapidamente da una zona agricola verso terreno boschivo e sono arrivate a propagarsi sulle chiome degli alberi.

La consigliera dello Sviluppo Sostenibile di Castilla-La Mancha, Mercedes Gómez, ha spiegato durante il pomeriggio di giovedì che l'incendio è arrivato ad avanzare a una velocità approssimativa di 30 metri al minuto, condizionato dal vento, dalle alte temperature e dalla disponibilità di combustibile vegetale.

Circa 1.500 ettari colpiti in modo provvisorio

L'ultima stima comunicata durante la notte colloca la superficie colpita dall'incendio di La Mierla intorno a 1.500 ettari.

La cifra è ancora provvisoria e può essere modificata quando i tecnici potranno effettuare una misurazione più precisa del perimetro. Durante le prime ore dell'incendio si è arrivati a informare di circa 900 ettari colpiti, ma la rapida propagazione del fuoco ha successivamente aumentato la stima.

Il direttore del Centro Operativo Regionale degli Incendi Boschivi di Castilla-La Mancha, Juan José Fernández, ha avvertito che l'incendio presentava potenziale per colpire diverse migliaia di ettari e avrebbe richiesto un importante sforzo di estinzione.

La Mierla, Muriel e Umbralejo, evacuati

L'evoluzione dell'incendio ha costretto a evacuare i nuclei di La Mierla, Muriel e Umbralejo.

Tra le persone evacuate ci sono 47 minori che partecipavano a un campo a Umbralejo. I bambini sono stati trasferiti in via preventiva fino a Humanes, dove la Croce Rossa ha predisposto un dispositivo di accoglienza e assistenza.

In totale, circa un centinaio di persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni o alloggi e si trovano in rifugi, case di familiari o altri spazi predisposti.

L'evacuazione di La Mierla è stata comunicata tramite il sistema Es-Alert, con istruzioni per abbandonare il comune in modo ordinato, portare solo documenti, medicinali e oggetti indispensabili e dirigersi verso Puebla de Beleña.

Almiruete, Palancares e Beleña restano confinati

L'avanzata del fumo e la vicinanza delle fiamme hanno portato anche a ordinare il confinamento di Almiruete, Palancares e la zona del bacino di Beleña.

I residenti devono restare all'interno degli edifici, chiudere porte e finestre e seguire le istruzioni dei servizi di emergenza.

Le misure di protezione civile sono state adottate di fronte al rischio che il fumo colpisse i nuclei abitati e le vie di comunicazione della zona. INFOCAM mantiene inoltre la sorveglianza su altre popolazioni vicine della Sierra Norte di Guadalajara.

171 effettivi e 20 mezzi terrestri lavorano all'estinzione

Durante la notte, le squadre di estinzione hanno lavorato con attrezzi manuali e macchinari pesanti per aprire e consolidare linee di difesa, contenere i fronti più attivi e ridurre il rischio di riprese.

Secondo l'ultimo aggiornamento del Governo di Castilla-La Mancha, il dispositivo dispiegato durante la mattina è composto da:

  • 20 mezzi terrestri.
  • 171 effettivi.
  • Vigili del fuoco forestali e agenti ambientali di INFOCAM.
  • Mezzi del Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica.
  • Effettivi dell'Unità Militare di Emergenza.

L'incorporazione di macchinari pesanti permette di costruire tagliafuoco ed eliminare vegetazione in zone strategiche, mentre le squadre forestali lavorano sul terreno per raffreddare i punti caldi e assicurare le linee di controllo.

La UME schiera quasi un centinaio di militari

Castilla-La Mancha ha richiesto l'intervento dell'Unità Militare di Emergenza dopo che l'incendio ha raggiunto il livello 2 e aumentato il rischio per i nuclei abitati.

L'UME ha spostato dalla base di Torrejón de Ardoz un sottogruppo tattico del Primo Battaglione di Intervento in Emergenze, composto da circa 100 militari, oltre a veicoli e macchinari specializzati.

Le forze militari collaborano con il dispositivo INFOCAM nei compiti di attacco, protezione delle popolazioni, apertura di linee di difesa e controllo del perimetro.

Una mietitrebbia, probabile origine dell'incendio

Il Governo di Castilla-La Mancha ha indicato che l'origine dell'incendio sarebbe legata a una mietitrebbia che svolgeva lavori agricoli nel territorio comunale di La Mierla.

L'ipotesi è stata comunicata dalla consigliera dello Sviluppo Sostenibile nel pomeriggio di giovedì, anche se le circostanze concrete dovranno essere raccolte nell'indagine tecnica sull'incendio.

Il fuoco è iniziato in una superficie agricola e si è spostato rapidamente verso una zona forestale di pino, dove è arrivato a sviluppare fuoco di chioma, un comportamento che rende notevolmente difficile l'attacco diretto delle squadre di estinzione.

Il fumo interessa le strade della Sierra Norte

L'incendio ha inoltre interessato la circolazione sulle strade CM-1004 e GU-188, dove sono state stabilite misure di regolazione e sorveglianza a causa della presenza di fumo e dei movimenti dei veicoli di emergenza.

Le autorità raccomandano di evitare gli spostamenti nella zona, di non avvicinarsi al perimetro dell'incendio e di lasciare libere le strade per facilitare il passaggio dei servizi di estinzione e protezione civile.

Un incendio a rapida propagazione nella Sierra Norte di Guadalajara

L'elevata velocità iniziale dell'incendio, le raffiche di vento, la bassa umidità e la continuità delle masse forestali hanno reso il fuoco di La Mierla uno degli incendi più preoccupanti di Castilla-La Mancha.

L'area interessata si trova nella Sierra Norte di Guadalajara, un territorio di grande valore ambientale caratterizzato dai suoi pini, burroni e un'orografia che rende difficile l'accesso dei mezzi terrestri.

La priorità dell'operativo continua a essere proteggere la popolazione, assicurare il perimetro ed evitare che le fiamme avanzino verso nuovi nuclei abitati.

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¿Cuáles son los siguientes pasos para rebajar el nivel operativo del incendio de La Mierla según el Plan INFOCAM?

En este momento, el incendio de La Mierla (Guadalajara) sigue en nivel operativo 2 del Plan INFOCAM, porque persiste el riesgo para la población y la necesidad de medidas de protección civil, según la cobertura de Demócrata. Para poder rebajarlo a nivel 1, el Plan INFOCAM exige que el frente esté contenido, el perímetro estabilizado y desaparezca el peligro por humo o llamas sobre núcleos habitados. Solo cuando el fuego esté controlado, sin riesgo de reactivaciones significativas ni afección a la población, se podría volver al nivel 0, manteniendo ya solo tareas de vigilancia y remate.

Situación actual del incendio de La Mierla

El incendio se declaró el jueves en el término municipal de La Mierla, en la Sierra Norte de Guadalajara, y obligó a evacuar a toda la población del municipio y a confinar de forma preventiva otras zonas cercanas, incluida Muriel y el entorno del embalse de Beleña, por la intensidad del humo. Así lo detalla el periódico Demócrata en su crónica sobre la incorporación de la UME al dispositivo de extinción (artículo de Demócrata).

Según esa información, el incendio se mantiene en nivel 2, con llamas que han llegado a las copas de los árboles y una velocidad de propagación aproximada de 30 metros por minuto, en un contexto de riesgo extremo de incendios. El dispositivo del Plan INFOCAM moviliza medios aéreos y terrestres autonómicos reforzados por la Unidad Militar de Emergencias (UME), cuya presencia está asociada precisamente a la gravedad del escenario y al nivel 2.

Criterios del Plan INFOCAM para rebajar de nivel 2 a nivel 1

Aunque no hay todavía una nota de prensa específica de la Junta de Castilla-La Mancha detallando el descenso de nivel en La Mierla, sí se dispone de la normativa general del Plan Especial de Emergencia por Incendios Forestales de Castilla-La Mancha (INFOCAM) y de ejemplos similares. El plan se puede consultar en la web del Gobierno regional (descripción del Plan INFOCAM) y en su documento técnico ([enlace]).

En síntesis, el descenso de nivel 2 → nivel 1 se apoya en superar los mismos criterios que llevaron a declararlo:

  • Riesgo para la población: el humo y las llamas dejan de suponer una amenaza directa. Esto implica poder levantar evacuaciones y confinamientos con seguridad y garantizar una calidad de aire aceptable en los núcleos afectados. En La Mierla, eso pasa por que el frente que afectaba al pueblo y a Muriel quede completamente contenido, como han descrito medios como elDiario.es o periódicoCLM.
  • Estabilización del perímetro: debe existir un perímetro estabilizado, sin avance descontrolado de los frentes principales, lo que permite que la emergencia deje de considerarse “regional” y vuelva a un marco más provincial. La información técnica recopilada sobre incendios en Castilla-La Mancha y otras comunidades muestra que, cuando se estabiliza la mayor parte del perímetro y se reducen los puntos calientes, se rebaja el nivel y se reduce la activación de órganos de coordinación de alto nivel como el CECOPI.
  • Reducción de la necesidad de medios estatales: aunque la presencia de la UME no impide por sí misma una rebaja, lo habitual es que el nivel 2 se mantenga mientras los medios estatales sean imprescindibles para la seguridad de la población. Cuando la UME pasa de tareas de ataque directo a labores de apoyo o vigilancia, y el dispositivo autonómico puede asumir de nuevo el mando ordinario, se abre la puerta al nivel 1.

Operativamente, la propuesta de cambio de nivel parte de la dirección técnica de extinción y de la estructura de protección civil que gestiona el CECOP/CECOPI, pero en las fuentes consultadas no se detalla qué autoridad concreta firma el descenso de nivel. Solo se indica que la desactivación del nivel 2 “depende de la superación de los criterios que lo activaron” y del cese de las medidas de protección civil a la población. No se dispone de más información en las fuentes consultadas.

Del nivel 1 al nivel 0: control y vigilancia

Para pasar de nivel 1 → nivel 0, los criterios son aún más exigentes en términos de seguridad:

  • Incendio controlado: el fuego debe estar controlado, no solo estabilizado. Eso significa que el perímetro está fijado y las probabilidades de reactivación con capacidad de generar nuevos frentes son muy bajas. Ejemplos recientes en Castilla-La Mancha y otras comunidades, recogidos por el periódico Demócrata en incendios como el de la Academia de Infantería de Toledo (crónica de Toledo) o en Castilla y León (incendio de Íscar), muestran que el descenso al nivel mínimo llega tras declarar el fuego “controlado” y, posteriormente, “extinguido”.
  • Sin riesgo para infraestructuras ni personas: ya no hay afección a carreteras, líneas eléctricas u otros servicios esenciales, ni se prevén nuevas evacuaciones o confinamientos.
  • Dispositivo reducido a remate y vigilancia: los medios se concentran en liquidar puntos calientes y vigilar el perímetro, como se ha visto en otros grandes incendios reseñados por Demócrata (seguimiento de grandes incendios).

En ese momento cesan las medidas extraordinarias de coordinación y se retorna a la gestión ordinaria desde el 112 y los servicios forestales, aunque se mantiene la vigilancia reforzada mientras persista un índice de propagación potencial alto, como el descrito para Guadalajara en documentos técnicos de INFOCAM (cobertura de agencias, [enlace]).

Coordinación institucional y referencias comparadas

Mientras el incendio de La Mierla siga en nivel 2, el Centro de Coordinación Operativa Integrado (CECOPI) en Toledo mantiene reuniones periódicas con la Junta y con el Gobierno central para evaluar la evolución del fuego y decidir sobre el nivel operativo, según las informaciones recogidas en medios regionales y nacionales. En paralelo, el 112 canaliza avisos y coordina mensajes ES-Alert, como ya ocurrió en La Mierla y en otros incendios recientes en Aragón, Castilla-La Mancha o Madrid (Orés, Lozoyuela).

Las pautas del Plan INFOCAM son coherentes con otros planes autonómicos recogidos en notas de prensa oficiales y noticias: la Xunta de Galicia en su PEIFOGA (Padrón, situación 2, desactivación situación 2, Boborás) o Andalucía en el Plan INFOCA (Alosno) siguen la misma lógica: primero se garantiza que ya no hay riesgo relevante para la población, luego se consolida el perímetro, y solo entonces se rebaja el nivel operativo.

En el caso concreto de La Mierla, por tanto, los siguientes pasos serán: contener por completo los frentes que amenazan a los núcleos habitados, estabilizar el perímetro, confirmar que la calidad del aire es segura para el regreso de los evacuados y, una vez que estas condiciones se consoliden durante las próximas horas y días, formalizar el descenso a nivel 1 y, más adelante, a nivel 0 conforme a los criterios del Plan INFOCAM.

Otras referencias consultadas sobre incendios y planes autonómicos: crónica local La Mierla, crónica provincial, noticia regional, simulacro INFOCAM, así como múltiples partes de incendios de la Xunta de Galicia ([enlace], [enlace], [enlace], [enlace]) que ilustran procedimientos análogos de activación y desactivación de niveles.

¿En qué momento concreto se prevé que el incendio de La Mierla pueda pasar de nivel 2 a nivel 1 si la evolución sigue siendo favorable? ¿Qué papel político y de control parlamentario están jugando las Cortes de Castilla-La Mancha en la gestión del incendio de La Mierla y del dispositivo INFOCAM? ¿Cómo se compara el presupuesto y el dispositivo INFOCAM de Castilla-La Mancha con los de otras comunidades autónomas según el ránking de gasto en incendios forestales de 2026?

¿Qué competencias tiene la consejería de Desarrollo Sostenible de Castilla-La Mancha en la gestión de incendios forestales?

La Consejería de Desarrollo Sostenible de Castilla‑La Mancha es la administración autonómica responsable de la prevención y lucha contra los incendios forestales, tanto en su vertiente de gestión forestal como en la de protección civil. Sus competencias se ejercen principalmente a través de la Viceconsejería de Medio Ambiente y de la Dirección General de Medio Natural y Biodiversidad, que gestionan el dispositivo INFOCAM y los planes anuales de prevención, vigilancia y extinción. Además, coordina su actuación con la Consejería competente en protección civil mediante el Plan Especial de Emergencia por Incendios Forestales y el Plan Territorial de Emergencia. Todo ello se apoya en la Ley de Montes regional, sus reformas recientes y varias órdenes anuales específicas sobre incendios.

Marco jurídico básico y órgano competente

El Decreto 112/2023, de estructura orgánica de la Consejería de Desarrollo Sostenible, establece que este departamento es el encargado de las políticas forestales y, en concreto, de la “prevención y lucha contra los incendios forestales” (art. 1.2.f), consolidando esa materia como uno de sus ejes centrales, según el propio texto publicado en el Diario Oficial de Castilla‑La Mancha (Decreto 112/2023).

El Decreto 6/2024 refuerza y precisa estas funciones al modificar el decreto anterior. En él se detalla que, en materia de incendios forestales, la Viceconsejería de Medio Ambiente asume, entre otras, las siguientes competencias (art. 6, apartado 2): gestión de las emergencias por incendios forestales y del dispositivo de lucha contra incendios INFOCAM; planificación y ejecución de acciones de prevención; elaboración de planes de defensa en el marco del Plan INFOCAM y de la normativa de protección civil; impulso de la investigación, formación y divulgación sobre incendios; programación y ejecución de infraestructuras relacionadas; y la estadística de incendios forestales (Decreto 6/2024).

En paralelo, la Dirección General de Medio Natural y Biodiversidad concentra las funciones de política forestal, ordenación y gestión de montes, que son el soporte estructural de la prevención, de acuerdo con la misma norma.

Prevención y planificación forestal

La base material de la prevención está en la Ley 3/2008, de Montes y Gestión Forestal Sostenible de Castilla‑La Mancha, y su reforma por la Ley 8/2023 (Ley 3/2008; Ley 8/2023). Esta ley identifica los incendios forestales como uno de los principales problemas de los montes regionales y pone el acento en:

  • Medidas preventivas (concienciación ciudadana, investigación de causas, infraestructuras de defensa, selvicultura preventiva).
  • Planes de defensa contra incendios, con especial atención a zonas de alto riesgo.
  • Formación obligatoria para el personal de extinción y atribuciones claras a los directores de extinción.
  • Prohibición de cambiar el uso forestal del terreno incendiado durante al menos treinta años y refuerzo del régimen sancionador.

En aplicación de esta ley, la Consejería aprueba planes anuales de prevención, vigilancia y extinción, como la Orden 91/2025, de 10 de junio, y la anterior Orden 111/2023, que definen actuaciones, zonas de riesgo, restricciones de uso del fuego y operatividad del dispositivo (Plan 2025; Plan 2023). La Orden 198/2022 actualiza la regulación de las campañas de prevención (Orden 198/2022).

Además, la propia Junta explica en su portal que la Consejería tiene la responsabilidad de la planificación y organización de la defensa contra incendios forestales y de la gestión del operativo INFOCAM (funciones y competencias; normativa INFOCAM).

Gestión de emergencias e INFOCAM

En la fase de extinción y emergencia, la Consejería dirige el Servicio de Prevención y Extinción de Incendios Forestales de Castilla‑La Mancha (INFOCAM), dispositivo que Demócrata identifica como uno de los mayores operativos forestales de España, con 126 millones de euros de presupuesto autonómico (ránking de gasto autonómico). INFOCAM actúa conforme al Plan Especial de Emergencia por Incendios Forestales de Castilla‑La Mancha, aprobado por la Orden 187/2017 de Hacienda y Administraciones Públicas, que estructura la dirección, los comités asesores, los grupos de intervención y la coordinación con el Estado (Plan Especial 2017).

Este Plan Especial se integra a su vez en el Plan Territorial de Emergencia de Castilla‑La Mancha (PLATECAM), regulado por el Decreto 36/2013, que fija el marco general de protección civil autonómica (Decreto 36/2013). En emergencias de nivel 2 o con riesgo para la población, el Gobierno regional puede solicitar medios estatales como la UME, tal y como se ha descrito en noticias recientes sobre incendios en Guadalajara y Toledo, donde el operativo INFOCAM se coordinó con la Unidad Militar de Emergencias y medios estatales (incendio de La Mierla).

Relación con la protección civil estatal y otras normas

Las competencias autonómicas se ejercen dentro del marco de la Ley 17/2015, del Sistema Nacional de Protección Civil (Ley 17/2015) y de la Directriz básica y el Plan Estatal de Protección Civil de emergencia por incendios forestales (Plan Estatal 2014; RD 893/2013). A estos se han sumado medidas urgentes estatales en materia de incendios forestales, como el Real Decreto‑ley 15/2022 (RDL 15/2022), que refuerzan coordinación y estándares mínimos, pero sin alterar que la prevención y extinción cotidiana sean competencia primaria de la comunidad autónoma.

En síntesis, la Consejería de Desarrollo Sostenible no sólo gestiona operativamente INFOCAM, sino que también diseña la normativa autonómica, aprueba los planes anuales, dirige la prevención forestal y ejerce la coordinación técnica en las emergencias por incendios forestales en Castilla‑La Mancha.

¿Cómo se organiza internamente el dispositivo INFOCAM (medios humanos, aéreos y terrestres) dentro de la estructura de la Consejería? ¿Qué principales cambios introdujo la Ley 8/2023 en la Ley 3/2008 de Montes respecto a la lucha contra los incendios forestales? ¿Cómo se coordina la Consejería de Desarrollo Sostenible con la UME y el Gobierno central cuando un incendio en Castilla-La Mancha alcanza niveles de emergencia elevados?

¿Cuáles han sido los resultados de las últimas elecciones autonómicas en Castilla-La Mancha y cuántos diputados tiene cada grupo político?

En las últimas elecciones autonómicas de Castilla-La Mancha, celebradas el 28 de mayo de 2023, el resultado fue una mayoría absoluta para el PSOE de Emiliano García-Page, que obtuvo 17 de los 33 escaños de las Cortes regionales. El PP logró 12 escaños y Vox entró por primera vez en la Cámara con 4 escaños. Ninguna otra formación alcanzó representación, pese a superar en algunos casos el 4% de los votos.

Distribución de escaños por grupo político

La composición de las Cortes de Castilla-La Mancha tras los comicios de 2023 quedó así:

  • PSOE: 17 diputados
  • PP: 12 diputados
  • Vox: 4 diputados

En total, la Cámara autonómica cuenta con 33 diputados, que es el tamaño vigente del Parlamento regional, tal y como recuerdan también los debates en torno al nuevo Estatuto y a la Ley Electoral autonómica recogidos por el periódico Demócrata en artículos como el relativo a la horquilla de diputados en las Cortes regionales (reforma del Estatuto).

Resultados en votos y partidos sin escaño

Según los datos agregados de resultados autonómicos de 2023, que pueden consultarse en plataformas especializadas como los resultados de RTVE (resultados Castilla-La Mancha) o en resúmenes de medios como Onda Cero (análisis Onda Cero), el reparto de voto fue el siguiente:

  • PSOE: 45,06% de los votos (483.500 papeletas) y 17 escaños.
  • PP: 33,65% (361.155 votos) y 12 escaños.
  • Vox: 12,83% (137.765 votos) y 4 escaños.
  • Unidas Podemos Castilla-La Mancha: 4,14% (44.462 votos), sin representación.
  • Ciudadanos: 0,99% (10.676 votos), sin representación.
  • PACMA: 0,97% (10.500 votos), sin representación.

Otros partidos menores se situaron por debajo del 0,20% y tampoco obtuvieron escaño. La barrera electoral y la distribución provincial de escaños explican que fuerzas como Unidas Podemos o Ciudadanos no entrasen en las Cortes pese a superar los 10.000 votos en el conjunto de la comunidad.

Mayoría absoluta del PSOE y contexto político

Con 17 diputados sobre 33, el PSOE alcanza exactamente el umbral de la mayoría absoluta en las Cortes de Castilla-La Mancha. Diversas crónicas y análisis posteriores, como los recogidos por Demócrata en piezas sobre encuestas autonómicas de 2026, recuerdan que García-Page obtuvo en 2023 17 parlamentarios y que la mayoría se sitúa precisamente en 17 escaños (encuesta Idus3, encuesta Sigma Dos, encuesta NC Report).

Esa correlación de fuerzas hace que el PSOE gobierne en solitario, sin necesidad de pactos de investidura ni de coalición. Al mismo tiempo, la suma de PP (12) y Vox (4) se queda en 16 diputados, un escaño por debajo de la mayoría absoluta, lo que impidió un gobierno alternativo de derechas tras el 28M.

Nivel de participación y tamaño de la Cámara

En estas elecciones el censo fue de 1.590.156 personas, con una participación del 68,6% (1.091.741 votantes) y una abstención del 31,4%. El Parlamento castellanomanchego es, junto con el de La Rioja, uno de los que menos diputados tiene en proporción a su población, algo que se ha subrayado en el debate estatutario y que se menciona también en análisis sobre la infrarepresentación de la región en términos comparados, como los que recogen las discusiones sobre el número de escaños en artículos referidos al Estatuto y a la respuesta del PSOE a las críticas del PP (réplica socialista).

Enlaces y cobertura relacionada

Para profundizar en el reparto electoral y en el contexto político de Castilla-La Mancha y de otras contiendas autonómicas y generales, pueden consultarse los siguientes contenidos y bases de datos:

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¿Cómo se reparten esos 33 escaños por provincias en Castilla-La Mancha tras las elecciones de 2023? ¿Qué cambios hubo respecto a las elecciones autonómicas anteriores en Castilla-La Mancha (2019) en términos de escaños y voto por partido? ¿Cómo puede afectar la futura reforma del Estatuto y de la Ley Electoral al número de diputados y a la representación de cada partido en Castilla-La Mancha?

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