Il consigliere del PSOE presso il Municipio di Adra (Almería), Diego Souto, ha presentato una dichiarazione di rinuncia al proprio mandato da consigliere comunale dopo la denuncia per violenza di genere presentata contro di lui, che ha motivato l’apertura di procedimenti giudiziari. Nonostante ciò, ha negato i fatti e ha chiesto "prudenza" prima che vengano emessi "giudizi anticipati".
"Nego con fermezza di aver esercitato violenza fisica contro chiunque e, in particolare, contro la madre dei miei figli. Confido che i fatti possano essere chiariti con tutte le garanzie e che venga rispettato il mio diritto alla presunzione di innocenza", ha detto, in un comunicato inviato ai media tramite la formazione socialista.
Souto ha indicato che, "per responsabilità" e per impedire che questa questione "personale" danneggi il lavoro del PSOE e l’attività istituzionale del Municipio di Adra, ha scelto "volontariamente" di lasciare il proprio mandato di consigliere comunale e di concentrare i propri "sforzi" nel "chiarire quanto accaduto" e nel "proteggere" la propria famiglia.
Nello stesso scritto, l’ex consigliere comunale ha dichiarato il suo "assoluto rispetto per tutte le persone coinvolte", con speciale menzione ai suoi familiari, e ha spiegato di trovarsi immerso in un processo di separazione "particolarmente difficile", le cui ricadute "personali e familiari" sono state "aggravate" dall'"esposizione pubblica di una situazione che appartiene a un ambito molto delicato".
"Chiedo prudenza, rispetto dell’intimità e che si evitino i giudizi anticipati e la diffusione di affermazioni non verificate. L’esposizione mediatica di questo conflitto sta causando un profondo danno a persone che meritano di essere preservate, specialmente ai minori", ha dichiarato.
L’ex consigliere comunale confida che i fatti vengano chiariti e che, giunto quel momento, "alla verità venga data la stessa attenzione pubblica che è stata riservata alle accuse". "Ringrazio per il rispetto e la comprensione di coloro che ritengono che queste situazioni debbano essere affrontate con serenità e responsabilità", ha aggiunto.
Il consigliere comunale aveva già anticipato mercoledì la propria intenzione di lasciare l’incarico dopo che si è saputo che stava venendo indagato per un presunto reato di violenza di genere, a seguito del suo arresto e successiva messa a disposizione del giudice titolare di Piazza numero 1 della Sezione Civile e di Istruzione del Tribunale di Istanza di Berja (Almería), che lo ha lasciato in libertà provvisoria lo scorso lunedì.
Il giudice istruttore ha imposto misure cautelari di allontanamento e il divieto di comunicazione con la querelante. Inoltre, sono state adottate misure civili come l’attribuzione dell’abitazione familiare e dell’affidamento e custodia dei figli alla madre, mentre il procedimento continua nella fase di indagine.
Fonti di polizia hanno indicato che l’arresto è avvenuto domenica, 1 novembre, dopo la denuncia presentata dalla danneggiata presso la Guardia Civil, il che ha attivato il protocollo che si è concluso con il suo arresto. Il procedimento sarà gestito dal titolare della Piazza numero 2 di Berja, organo competente in materia di violenza contro le donne.
Dalla direzione del PSOE hanno sottolineato che agiranno sempre "con assoluta fermezza e con la massima celerità contro fatti di questo tipo, che sono incompatibili con i principi e i valori dei socialisti".