La congedo per patologie invalidanti della menopausa arriva a dicembre: requisiti e differenze con un congedo ordinario

La Seguridad Social riconoscerà dal 1º dicembre 2026 una nuova situazione speciale di incapacità temporanea per le donne che non possano lavorare a causa di determinate patologie associate alla menopausa. Non richiederà un periodo minimo di contribuzione e la prestazione sarà corrisposta a partire dal giorno successivo al congedo medico, anche se sarà necessario attestare una reale limitazione a svolgere l’attività lavorativa

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La Seguridad Social incorporerà a partire dal 1 dicembre 2026 una nuova modalità speciale di incapacità temporanea per le lavoratrici che soffrano di patologie limitanti collegate alla menopausa. La misura è raccolta nel Real Decreto-ley 31/2026, del 20 ottobre, pubblicato nel Boletín Oficial del Estado (BOE) lo scorso giorno 21, e comporta un cambiamento nella protezione economica delle donne che, come conseguenza di determinati problemi di salute associati a questa fase, non possano svolgere temporaneamente la loro attività professionale. La principale novità è che non sarà necessario accreditare i 180 giorni di contribuzione che si richiedono abitualmente per accedere a una prestazione per malattia comune e il sussidio comincerà a essere riscosso dal secondo giorno di malattia.

Tuttavia, la nuova regolamentazione non significa che tutte le donne che attraversano la menopausa abbiano automaticamente diritto a un congedo lavorativo. La norma esige l’esistenza di una patologia limitante associata a un disturbo menopausale secondario, debitamente identificata dai servizi medici e che impedisca di lavorare. Inoltre, la lavoratrice dovrà ricevere assistenza sanitaria del sistema pubblico di salute. La riforma cerca di riconoscere situazioni in cui le alterazioni di salute collegate alla menopausa possono incidere in modo significativo sulla capacità lavorativa, ma mantiene la necessità di una valutazione medica individualizzata e non stabilisce un permesso generale per il fatto di trovarsi in questa fase.

Chi potrà richiedere la nuova malattia lavorativa per menopausa

La modifica dell’articolo 169 della Legge Generale della Sicurezza Sociale stabilisce che avrà la considerazione di situazione speciale di incapacità temporanea quella in cui si trovi una donna con una patologia limitante per disturbo menopausale secondario codificato a tal fine, purché riceva assistenza sanitaria del Servizio Pubblico di Salute e sia impedita a lavorare come conseguenza di tale malattia.

Per accedere alla prestazione dovranno pertanto essere soddisfatte tre condizioni fondamentali: che esista una patologia collegata al disturbo menopausale contemplato dalla norma, che provochi una limitazione reale per lavorare e che tale situazione sia attestata e codificata medicalmente. Non basterà comunicare all’azienda che si stanno sperimentando sintomi collegati alla menopausa, ma sarà necessaria una malattia lavorativa rilasciata conformemente alla procedura della Seguridad Social.

Tra i problemi che possono comparire durante questa fase si trovano le gravi alterazioni del sonno, la fatica persistente, determinati dolori o le difficoltà di concentrazione. Tuttavia, il BOE non stabilisce un elenco chiuso di sintomi che consentano di accedere automaticamente a questa prestazione, per cui non si può affermare che una qualsiasi di queste manifestazioni, da sola, dia diritto alla malattia speciale. L'aspetto determinante sarà l'esistenza di una patologia inclusa nella regolamentazione e il suo effettivo impatto sulla capacità di svolgere il lavoro.

La norma inoltre non specifica ancora tutti i criteri di codifica medica che dovranno essere utilizzati per identificare questi casi. Questo aspetto risulta importante perché l'espressione legale "trastorno menopáusico secundario" è più specifica della menopausa considerata in modo generale, e saranno i servizi sanitari e le istruzioni di applicazione a dover precisarne l'identificazione nei corrispondenti certificati medici.

La principale differenza: non sarà necessario aver versato contributi per 180 giorni

Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda l'accesso alla prestazione economica. In una malattia ordinaria per malattia comune, la Seguridad Social richiede in via generale di aver versato contributi per almeno 180 giorni durante i cinque anni precedenti l'inizio dell'incapacità temporanea. Questo requisito può lasciare senza sussidio persone che si siano inserite recentemente nel mercato del lavoro o che non accumulino periodi di contribuzione sufficienti.

La nuova situazione speciale per patologie limitanti della menopausa elimina tale esigenza. Secondo la modifica dell'articolo 172 della Ley General de la Seguridad Social, non sarà necessario attestare un periodo minimo precedente di contribuzione per accedere al sussidio, anche se dovranno essere soddisfatti i requisiti generali di iscrizione e alta o situazione assimilata all'alta.

Questa differenza può avvantaggiare in particolare le lavoratrici con carriere lavorative discontinue, periodi prolungati senza lavoro o recenti inserimenti in un'azienda. In questi casi, l'assenza dei 180 giorni di contributi cesserà di essere un ostacolo per ricevere la prestazione quando siano soddisfatte le condizioni mediche richieste.

La misura non elimina il requisito di trovarsi in una situazione protetta dalla Seguridad Social. Non si tratta di un aiuto economico universale per tutte le donne con menopausa, bensì di una prestazione legata a un'incapacità temporanea medica comprovata e al rispetto delle corrispondenti condizioni legali.

Quanto si percepirà per una malattia collegata alla menopausa da dicembre

La seconda grande differenza rispetto a una malattia ordinaria sta nel momento in cui inizia a essere erogata la prestazione. Mentre in un'incapacità temporanea per malattia comune il sussidio generale inizia a percepirsi dal quarto giorno, la nuova malattia speciale per patologie limitanti della menopausa sarà tutelata economicamente dal giorno successivo al suo inizio.

Il primo giorno del congedo medico, l'azienda dovrà corrispondere l'intero salario corrispondente a quella giornata. Dal secondo giorno, la lavoratrice riceverà una prestazione a carico dell'ente gestore o collaboratore che copra le contingenze comuni, generalmente l'Instituto Nacional de la Seguridad Social (INSS) o una mutua.

Per quanto riguarda l'importo, le percentuali saranno equivalenti a quelle stabilite per un'incapacità temporanea ordinaria per malattia comune. In linea generale, si percepirà il 60% della base regolatrice dal secondo al ventesimo giorno di malattia, mentre a partire dal giorno 21 la percentuale aumenterà al 75%.

Per esempio, una lavoratrice con una base regolatrice giornaliera di 60 euro riceverebbe una prestazione di 36 euro al giorno durante il periodo in cui si applica il 60%, importo che salirebbe a 45 euro al giorno dal ventunesimo giorno. Il primo giorno corrisponderebbe l'intero salario a carico dell'azienda. Questo esempio non include eventuali miglioramenti stabiliti dal contratto collettivo, che possono elevare la prestazione fino a determinate percentuali e persino integrare l'intero salario in alcuni settori.

È importante ricordare che la nuova malattia non garantisce automaticamente l'incasso del 100% dello stipendio durante l'intera incapacità temporanea. Il miglioramento consiste principalmente nell'eliminazione del periodo minimo di contribuzione e nell'anticipo dell'inizio della prestazione economica.

Cosa cambia rispetto a una malattia ordinaria per malattia comune

La differenza tra entrambi i tipi di incapacità temporanea può riassumersi in tre aspetti: i requisiti di contribuzione, il giorno a partire dal quale si percepisce e chi assume il pagamento della prestazione.

In una malattia ordinaria per malattia comune, i primi tre giorni non danno diritto al sussidio legale, salvo che il contratto collettivo o le condizioni di lavoro stabiliscano un miglioramento. Tra il quarto e il ventesimo giorno si percepisce il 60% della base regolatrice e, a partire dal ventunesimo, il 75%. Inoltre, l'azienda si fa carico della prestazione tra i giorni 4 e 15, mentre successivamente spetta alla Seguridad Social o alla mutua, fatto salvo i meccanismi di pagamento delegato.

Con la nuova situazione speciale per patologie limitanti della menopausa, la prestazione comincerà il secondo giorno e sarà a carico dell'ente gestore o collaboratore. Il primo giorno sarà corrisposto l'intero salario corrispondente, a carico dell'azienda, e non sarà richiesto il minimo di 180 giorni di contribuzione. Pertanto, le lavoratrici potranno accedere prima alla protezione economica, anche se le percentuali del sussidio continueranno a essere quelle generali delle contingenze comuni.

La riforma introduce inoltre un'altra modifica che influirà sul calcolo dell'importo delle assenze per malattia a partire da dicembre. La base regolatrice sarà determinata, in via generale, utilizzando la base di contribuzione del mese situato due mesi prima dell'inizio dell'incapacità temporanea, invece di quella corrispondente al mese immediatamente precedente. Ciò significa che, se una lavoratrice inizia la sua malattia a dicembre 2026, il riferimento abituale sarà la contribuzione di ottobre e non quella di novembre, con le eccezioni previste per recenti ingressi in un'azienda.

Come richiedere la malattia e quale documentazione sarà necessaria

La malattia per patologie limitanti della menopausa dovrà essere gestita attraverso il sistema sanitario pubblico, seguendo la procedura di incapacità temporanea. La lavoratrice dovrà recarsi dal suo medico affinché valuti i sintomi, la patologia e il suo impatto sull'attività professionale. Quando saranno soddisfatti i requisiti legali, il sanitario potrà emettere il corrispondente certificato di malattia con la codificazione prevista per questa situazione speciale.

Le relazioni degli specialisti e gli esami medici possono essere rilevanti per attestare la situazione clinica. Tuttavia, una relazione privata non sostituisce da sola il certificato ufficiale di malattia emesso dal servizio pubblico di salute. Sarà necessaria una valutazione conforme alle procedure stabilite, senza che la semplice presentazione di una diagnosi implichi il riconoscimento automatico del sussidio.

Da aprile 2023, i lavoratori non sono più obbligati a consegnare fisicamente alla propria azienda una copia del certificato di malattia, poiché le comunicazioni vengono effettuate tramite i sistemi elettronici della Seguridad Social. La lavoratrice dovrà, tuttavia, adempiere agli obblighi che le competono durante il processo e presentarsi alle visite mediche o ai controlli che siano legalmente esigibili.

La nuova tutela si estende anche ai regimi contemplati nella riforma, con le relative particolarità per le lavoratrici autonome e determinate funzionarie. In questi casi, le condizioni di gestione e di pagamento possono variare in funzione del regime di Seguridad Social applicabile.

Cosa succede se una donna necessita della malattia prima del 1º dicembre

La nuova normativa ha una data concreta di applicazione. Sebbene il Real Decreto-ley 31/2026 sia stato pubblicato il 21 ottobre ed è entrato in vigore a carattere generale lo stesso giorno, le modifiche che introducono questa situazione speciale di incapacità temporanea produrranno effetti il 1º dicembre 2026, secondo quanto stabilisce la sua disposizione finale quarta.

Ciò non significa che una donna che soffra di una patologia legata alla menopausa debba aspettare fino a dicembre per ricevere assistenza o richiedere la malattia. Se il suo stato di salute le impedisce di lavorare attualmente, può accedere a una incapacità temporanea ordinaria per malattia comune, purché soddisfi i requisiti medici e legali stabiliti. Ciò che non può ancora essere applicato è il nuovo regime speciale con le sue condizioni economiche specifiche.

La disposizione transitoria della riforma stabilisce inoltre regole per i processi iniziati in precedenza, per cui le malattie già in corso non devono essere considerate automaticamente convertite nella nuova modalità speciale. In caso di dubbio, sarà necessario consultare la situazione concreta con l'INSS o con l'ente gestore corrispondente.

La Seguridad Social amplia le malattie speciali per le donne

L'incorporazione delle patologie limitanti della menopausa fa parte di una riforma più ampia della protezione sociale. Lo stesso real decreto-ley crea un'altra situazione speciale di incapacità temporanea per le donne che subiscano lesioni derivate da violenza di genere, sempre che siano soddisfatti i requisiti sanitari e di accertamento previsti dalla norma. Anche in questo caso si elimina il periodo minimo di contribuzione e si anticipa l'inizio del sussidio.

Queste misure si aggiungono ad altre situazioni speciali già riconosciute, come la menstruazione invalidante secondaria, l'interruzione della gravidanza o l'incapacità temporanea legata alla gestazione a partire dalla settimana 39, ciascuna con le proprie condizioni particolari.

La riforma intende rafforzare il riconoscimento di determinate situazioni di salute che possono influire sulla vita lavorativa delle donne. Tuttavia, l'applicazione pratica del nuovo congedo per menopausa dipenderà dalla corretta identificazione medica delle patologie e dalla definizione dei criteri di codifica, un aspetto che dovrà ancora essere chiarito per evitare interpretazioni diverse tra le lavoratrici e i servizi sanitari.

In definitiva, il 1º dicembre 2026 segnerà l'entrata in applicazione di una nuova protezione per le donne che soffrano di patologie limitanti associate alla menopausa, ma non stabilirà un congedo automatico per il solo fatto di trovarsi in questa fase. La differenza rispetto a un'incapacità temporanea ordinaria sarà principalmente economica: non saranno richiesti 180 giorni di contribuzione e la prestazione inizierà dal secondo giorno, a condizione che esista una malattia che impedisca di lavorare e sia debitamente attestata.