La Polizia Nazionale ha identificato due alti dirigenti delle forze di sicurezza marocchine che erano presenti nelle vicinanze del confine di Ceuta durante l’ingresso di massa di migranti dei passati 30 e 31 luglio. Si tratta di Mohamed El Oualidi, prefetto di Polizia della regione di Tetuan, e di Abdel Fattah El Sayed El Radi, supervisore generale di Castillejos, entrambi con responsabilità nel coordinamento dei dispositivi di sicurezza e controllo di frontiera del Marocco.
Le identificazioni figurano in una comunicazione della Direzione Generale delle Informazioni inviata alla giudice della Audiencia Nacional María Tardón, come ha anticipato elDiario.es. I ricercatori hanno analizzato video diffusi da mezzi di comunicazione marocchini in cui compaiono entrambi i responsabili di polizia nelle vicinanze del valico di Bab Sebta, a Fnideq, di fronte al posto di frontiera spagnolo del Tarajal.
Uno dei dirigenti compare in una ventina di video
Il rapporto di polizia identifica Mohamed El Oualidi in fino a 20 video collegati agli avvenimenti di luglio. Il responsabile della Prefettura di Polizia di Tetuan ha una vasta esperienza nella Direzione Generale della Sicurezza Nazionale (DGSN) marocchina e tra le sue funzioni c’è il coordinamento dei dispositivi di sicurezza nella regione.
I ricercatori hanno anche localizzato in numerose registrazioni Abdel Fattah El Sayed El Radi, che appare insieme a El Oualidi in quei giorni. Il secondo dirigente ha assunto nel 2017 la direzione della sicurezza di Mdiq-Fnideq, dopo aver diretto il dispositivo di polizia di Larache.
La Polizia segnala inoltre che El Sayed El Radi era già stato menzionato come "agente dinamizzatore" in un rapporto del CENIF sull’ingresso di massa di migranti a Ceuta. L’identificazione dei due responsabili attesta la loro presenza nella zona, anche se l’atto conosciuto finora non permette di concludere da solo che abbiano partecipato all’organizzazione della mobilitazione.
La Audiencia Nacional indaga chi poté organizzare l’ingresso di massa
Il documento risponde a un incarico della magistrata María Tardón per identificare persone, gruppi o organizzazioni con la capacità di pianificare e coordinare la mobilitazione che si è conclusa con l’ingresso di massa di migranti a Ceuta nei giorni 30 e 31 luglio 2026.
La ricerca giudiziaria mira a chiarire le circostanze di quegli avvenimenti e la possibile partecipazione di responsabili con capacità decisionale sui dispositivi dispiegati sul territorio marocchino.
L’identificazione dei due comandanti si inserisce così nelle indagini che conduce l’Audiencia Nacional. La loro presenza nelle vicinanze del confine è uno degli elementi documentati dai ricercatori, senza che ciò comporti, per il momento, l’attribuzione di responsabilità penale nei fatti.