Indagine crisi di Ceuta: il 90% vede il Marocco dietro e l'84% rifiuta di condividere il Mondiale 2030, secondo Sigma Dos

La nuova indagine di Sigma Dos per El Mundo riflette un consenso trasversale dopo la crisi di Ceuta: il 90,4% degli spagnoli considera che il Marocco ha conosciuto e ha permesso l'ingresso massiccio o direttamente lo ha favorito, una percezione che condivide più del 91% degli elettori del PSOE e del 92% di quelli di Sumar. Inoltre, l'82,2% crede che il Governo non abbia fatto abbastanza e l'84,4% rifiuta di mantenere con il Marocco l'organizzazione congiunta del Mondiale del 2030.

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La crisi di Ceuta ha modificato profondamente la percezione degli spagnoli riguardo al Marocco e alla relazione bilaterale con Rabat.

Il 90,4% considera che il Marocco abbia avuto qualche grado di responsabilità nell'ingresso massivo registrato a Ceuta il passato 30 luglio, secondo il nuovo sondaggio di Sigma Dos per El Mundo realizzato tra il 20 e il 26 agosto.

Quel 90,4% proviene da due risposte distinte. Il 52,6% crede che il Marocco conoscesse il movimento migratorio e ha permesso che si verificasse senza impedirlo alla sua frontiera, mentre un altro 37,8% considera che il paese vicino sia arrivato a favorire l'ingresso in Spagna.

La percezione attraversa praticamente tutto lo spettro elettorale. La condivide il 91,3% di coloro che hanno votato per il PSOE e il 92,9% degli elettori di Sumar.

Il sondaggio lascia inoltre un altro risultato di enorme portata politica e sportiva: l'84,4% degli spagnoli rifiuta che la Spagna continui a condividere con il Marocco l'organizzazione del Mondiale di calcio del 2030.

Spagna, Portogallo e Marocco sono ufficialmente i tre paesi organizzatori del Mondiale del 2030, designati dalla FIFA nel dicembre del 2024.

Nove spagnoli su dieci vedono il Marocco dietro la crisi di Ceuta

La principale conclusione del sondaggio sta nell'ampiezza della percezione riguardo al Marocco.

Solo una piccola minoranza degli intervistati dissocia lo Stato marocchino da quanto accaduto. Di fronte a ciò, più di nove su dieci credono che Rabat conoscesse la mobilitazione e permettesse che avanzasse verso la frontiera o che direttamente contribuisse a favorirla.

La differenza tra le due risposte è importante. Il sondaggio non permette di affermare che il 90,4% creda che il Marocco abbia organizzato l'ingresso. Ciò che mostra è che quella percentuale attribuisce al paese vicino qualche grado di conoscenza, permissività o impulso.

In un'altra domanda distinta, il 59,7% definisce quanto accaduto come una forma di Marocco di esercitare pressione o ricattare il Governo spagnolo.

La lettura pubblica, quindi, non si limita a una crisi migratoria. Per una maggioranza degli intervistati esiste anche una dimensione bilaterale e diplomatica.

Il 91% degli elettori del PSOE e il 93% di Sumar indicano anche il Marocco

Probabilmente il dato politicamente più rilevante si trova all'interno dell'elettorato dei partiti che formano il Governo.

Il 91,3% degli elettori del PSOE considera che il Marocco conoscesse e permettesse l'ingresso o lo favorisse. Tra coloro che hanno votato per Sumar la percentuale è ancora leggermente superiore, del 92,9%.

Questo fa sì che la percezione su Rabat non possa essere interpretata unicamente come una posizione degli elettorati di PP e Vox.

Il consenso attraversa i principali blocchi politici e lascia il Governo di fronte a un'opinione pubblica molto più critica con il Marocco rispetto alla posizione diplomatica che il Governo sta difendendo pubblicamente.

Il 82,2% crede che il Governo non abbia fatto abbastanza a Ceuta

La seconda grande conclusione riguarda direttamente la gestione spagnola.

Il 82,2% degli intervistati considera che il Governo di Pedro Sánchez non abbia fatto abbastanza per risolvere la situazione di Ceuta.

Anche qui appare un dato rilevante tra gli elettori della coalizione. Il 56,9% dell'elettorato socialista condivide questa valutazione, così come il 52,7% degli elettori di Sumar.

Vale a dire, la percezione negativa sulla risposta del Governo non si limita nemmeno all'elettorato dell'opposizione.

Il risultato aggiunge pressione al Governo dopo diverse settimane in cui la crisi ha concentrato il dibattito su Interno, Difesa, Esteri, i servizi di intelligence e il rapporto con il Marocco.

Due sondaggi di Sigma Dos mostrano una preoccupazione persistente per il Marocco

Non è la prima misurazione di Sigma Dos effettuata durante questa crisi.

In uno studio precedente, elaborato il 5 agosto, il 47,6% indicava direttamente la pressione del Governo del Marocco come il principale motivo di quanto accaduto a Ceuta, rispetto al 18,4% che puntava alla regolarizzazione dei migranti e al 16,5% che responsabilizzava principalmente la politica migratoria del Governo spagnolo.

Le due cifre non devono essere confrontate come un'evoluzione diretta, perché le domande sono diverse. Nel sondaggio precedente si chiedeva quale fosse il principale motivo della crisi. Nel nuovo si chiede specificamente quale ruolo abbia avuto il Marocco.

Tuttavia, permettono di rilevare una costante: il Marocco occupa sin dall'inizio di agosto un posto centrale nell'interpretazione che l'opinione pubblica fa della crisi.

Il 66,9% vuole che Felipe VI visiti Ceuta

Il sondaggio incorpora inoltre una questione istituzionale. Il 66,9% considera che il re Felipe VI dovrebbe visitare Ceuta.

Il dato introduce la Corona nel dibattito sulla risposta istituzionale alla crisi e riflette la domanda di una maggiore presenza dello Stato nella città autonoma.

Non equivale necessariamente a una valutazione sull'operato del Governo, ma mostra che due spagnoli su tre supporterebbero una visita del capo dello Stato.

Il 77,2% scommette sul ritorno dei minori marocchini

La gestione dei minori non accompagnati torna a comparire come uno dei grandi temi del sondaggio.

Il 77,2% si mostra favorevole affinché i minori marocchini arrivati a Ceuta tornino in Marocco, mentre il 13,8% preferisce distribuirli tra altre comunità autonome.

Anche in questo punto esiste un sostegno significativo all'interno dell'elettorato socialista: il 59,1% di coloro che hanno votato per il PSOE supporta la via del ritorno.

Il dato misura una preferenza politica degli intervistati, ma non elimina le obbligazioni giuridiche applicabili a ciascun minore.

Spagna e Marocco mantengono dal 2007 un accordo specifico sui minori non accompagnati che contempla la loro protezione e un possibile ritorno concordato. Lo stesso accordo stabilisce che qualsiasi ritorno deve rispettare la legislazione spagnola, il Diritto internazionale e l'interesse superiore del minore, e garantire la riunificazione familiare effettiva o la loro consegna a un'istituzione di tutela.

Militarizzare la frontiera e sanzionare il Marocco, tra le misure più sostenute

Sigma Dos chiede anche quali misure dovrebbero essere adottate per evitare una nuova crisi di frontiera.

Essendo una domanda a risposta multipla, le percentuali non sommano al 100%.

  • L'opzione con maggiore sostegno è militarizzare la frontiera, sostenuta dal 55% degli intervistati.
  • Segue l'imposizione di sanzioni al Marocco, con un 52,8%.
  • Il 48% richiede un maggiore coinvolgimento dell'Unione Europea e il 45% considera necessario accelerare le espulsioni.

La combinazione risulta significativa: l'opinione pubblica non scommette su una sola soluzione, ma su un insieme di misure di sicurezza, pressione diplomatica, politica europea e gestione migratoria.

Il sostegno a militarizzare la frontiera rimane maggioritario

La questione della militarizzazione era già emersa nel sondaggio di Sigma Dos del 5 agosto.

Allora, posta in modo diretto come una domanda di sì o no, l'82,4% si mostrava favorevole a militarizzare nuovamente la frontiera sud.

Il 84,4% rifiuta di mantenere il Mondiale 2030 condiviso con il Marocco

Il risultato probabilmente più inaspettato di tutto il sondaggio è al di fuori della politica migratoria.

Il 84,4% degli spagnoli rifiuta di continuare a condividere con il Marocco l'organizzazione del Mondiale di calcio del 2030.

Il dato trasferisce la crisi di Ceuta a uno dei maggiori progetti congiunti tra i due paesi per i prossimi anni.

La FIFA ha designato ufficialmente Spagna, Portogallo e Marocco come co-organizzatori della Coppa del Mondo del 2030 a dicembre del 2024. Il torneo includerà inoltre tre partite commemorative in Uruguay, Argentina e Paraguay.

Ceuta divide gli spagnoli sulla solidarietà del resto del paese

Non tutte le domande producono consensi così ampi.

Il 52,9% considera che il resto della Spagna dovrebbe prestare più supporto a Ceuta, mentre il 47% crede che la solidarietà mostrata fino ad ora sia sufficiente.

Mentre in questioni come il Marocco, la gestione governativa o il Mondiale del 2030 emergono maggioranze molto ampie, nella valutazione della solidarietà territoriale la società si divide praticamente a metà.

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