La convocazione di sciopero generale di mercoledì 11 novembre 2026 apre diverse domande tra i lavoratori: bisogna avvisare il capo?, può l'azienda impedire di partecipare?, si viene pagati quel giorno?, è legale licenziare qualcuno per aver aderito allo sciopero?
Le organizzazioni promotrici hanno registrato la convocazione questo lunedì 19 ottobre presso il Ministero del Lavoro. UGT colloca tra i suoi obiettivi l'accesso a una casa dignitosa, i miglioramenti salariali e lo sblocco della contrattazione collettiva. Il sindacato ha informato della registrazione insieme a CCOO, CGT, CNT, Co.Bas, Intersindacale, l'Unione di Attori e Attrici, Solidarietà Operaia e la Confederazione dei Sindacati degli Inquilini.
Queste sono le principali chiavi legali per i lavoratori dipendenti.
Devo comunicare alla mia azienda che farò sciopero l'11N?
Non esiste un obbligo generale di avvisare individualmente l'azienda prima di fare sciopero. Il lavoratore non ha nemmeno bisogno di richiedere permesso per unirsi allo sciopero.
CCOO ricorda nella sua guida sul 11N che, se l'azienda chiede in anticipo chi parteciperà, il dipendente può riservarsi la sua decisione.
È opportuno distinguere tra il preavviso della convocazione, che spetta a chi la promuove, e la decisione individuale di aderire. Il Real Decreto-legge 17/1977 stabilisce un preavviso generale di cinque giorni naturali, esteso a dieci quando riguarda aziende incaricate di servizi pubblici. Tale procedura non obbliga ogni dipendente ad annunciare la propria partecipazione.
Può la mia azienda obbligarmi ad andare a lavorare l'11 novembre?
Come regola generale, non può impedire l'esercizio legittimo del diritto di sciopero. La Costituzione lo riconosce come un diritto fondamentale per la difesa degli interessi dei lavoratori.
Ci sono eccezioni che devono essere considerate: i servizi minimi fissati dall'autorità competente per mantenere servizi essenziali e le attività necessarie di sicurezza e manutenzione. Queste ultime hanno una regolamentazione propria e non consentono all'azienda di decidere unilateralmente, senza limiti, chi deve lavorare.
Pertanto, ricevere una designazione per servizi minimi richiede di verificare il suo fondamento e ambito. Non deve essere ignorato senza consulenza, anche se considerato abusivo: può essere impugnato, ma il suo mancato rispetto può generare conseguenze disciplinari.
Viene detratto il giorno di sciopero dalla busta paga?
Sì. Lo sciopero non è un permesso retribuito. Il contratto rimane sospeso durante lo sciopero e non si genera il salario corrispondente a quel tempo.
Lo sconto può comprendere:
- Lo stipendio base corrispondente al tempo di sciopero.
- I complementi salariali interessati.
- La parte proporzionale delle tredicesime.
- La parte proporzionale della retribuzione del riposo settimanale.
Perciò, la riduzione può superare lo stipendio ordinario di una sola giornata. Non esiste un importo identico per tutti: dipende dalla struttura salariale e dal tempo di fermo. Lo sciopero legale non consente di ridurre i giorni di ferie annuali.
La sospensione del contratto per sciopero è anche prevista nell'articolo 45 dello Statuto dei Lavoratori, che collega tale sospensione con l'interruzione delle obbligazioni di lavorare e remunerare il lavoro.
Possono licenziarmi o prendere provvedimenti per aver fatto sciopero?
Partecipare legittimamente a uno sciopero non può essere motivo di una sanzione o di un licenziamento. La protezione si estende all'esercizio stesso del diritto, anche se non copre infrazioni indipendenti commesse durante la mobilitazione.
Se si dimostra che un licenziamento viola questo diritto fondamentale, ne consegue la dichiarazione di nullità, con reintegro e pagamento degli stipendi non percepiti. Così stabilisce l'articolo 55 dello Statuto dei Lavoratori per i licenziamenti che ledono diritti fondamentali.
La protezione può essere richiesta anche contro altre misure dannose motivate dalla partecipazione al fermo. Affinché un tribunale esamini una possibile ritorsione è rilevante conservare messaggi, email, comunicazioni e altri indizi che colleghino la decisione aziendale con lo sciopero. La Legge regolatrice della giurisdizione sociale prevede una protezione specifica dei diritti fondamentali e regole di prova per questi casi. boe.es
Cosa fare se l'azienda minaccia sanzioni o licenziamento?
Il lavoratore può rivolgersi ai propri rappresentanti, al sindacato o a un professionista del lavoro per valutare l'azione e preparare la richiesta.
Se si verifica un licenziamento, il termine generale per impugnarlo è di 20 giorni lavorativi, senza contare sabati, domeniche e festivi. La Legge regolatrice della giurisdizione sociale stabilisce questo termine di scadenza: è opportuno agire immediatamente e verificare le procedure che corrispondono.
Quale legge tutela il diritto di sciopero in Spagna?
| Norma | Cosa protegge o regola |
|---|---|
| Articolo 28.2 della Costituzione | Riconosce il diritto fondamentale di sciopero per la difesa degli interessi dei lavoratori. |
| Reale Decreto-legge 17/1977 | Regola la convocazione, gli effetti lavorativi e le garanzie durante lo sciopero. Deve essere interpretato secondo la giurisprudenza costituzionale, in particolare la sentenza 11/1981. |
| Statuto dei Lavoratori | Riconosce lo sciopero come diritto lavorativo e regola la sospensione del contratto e la nullità del licenziamento che viola diritti fondamentali. |
| Legge regolatrice della giurisdizione sociale | Stabilisce le procedure giudiziarie per richiedere protezione contro le violazioni del diritto di sciopero. |
I funzionari possono fare sciopero?
I dipendenti pubblici hanno riconosciuto questo diritto, con le limitazioni previste per determinati gruppi e la garanzia dei servizi essenziali.
Lo Statuto Base del Dipendente Pubblico, nei suoi articoli 15 e 30, riconosce lo sciopero e stabilisce che coloro che lo esercitano non percepiscono le retribuzioni corrispondenti al tempo di fermo. Questa deduzione non ha carattere di sanzione.