Le 10 proposte di DigitalES per rilanciare l'economia digitale spagnola prima del 2030

L'associazione propone una tabella di marcia per rafforzare la competitività della Spagna nella fase finale verso il 2030

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La Spagna progredisce adeguatamente in digitalizzazione e connettività, ma presenta carenze nel trasformare questa crescente capacità tecnologica in un vero motore di competitività, investimento e innovazione. In un settore che avanza estremamente veloce, non c'è tempo da perdere. È ora. Per questo, approfittando del fatto che le urne si riapriranno il prossimo 29 novembre, l'Associazione Spagnola per la Digitalizzazione, DigitalES, pone compiti al Governo che dipende dal voto dei cittadini. Compiti volti a orientare le politiche pubbliche della prossima legislatura e a stabilire priorità per lo sviluppo dell'economia digitale.

Nel documento Agenda Digitale 2030 raccolgono dieci proposte raggruppate in cinque grandi priorità: una politica digitale di paese; infrastrutture per l'economia digitale; innovazione e tecnologia per trasformare l'economia; talento per la nuova economia digitale, e una digitalizzazione sostenibile, sicura e al servizio delle persone.

Le 10 misure finali concretizzano queste linee di azione in un'agenda per i prossimi anni.

Un'agenda digitale e meno ostacoli normativi

La prima proposta consiste nell'approvare un'Agenda Digitale per la Spagna 2030 con obiettivi, budget, responsabili e indicatori. DigitalES propone che la strategia disponga di un meccanismo stabile di coordinamento e che incorpori fin dall'inizio la dimensione europea.

L'associazione considera necessario che la politica digitale abbia continuità e permetta di valutare i risultati. La pianificazione deve anche facilitare il coordinamento tra le amministrazioni e la partecipazione degli attori del settore nella progettazione delle politiche pubbliche.

La seconda misura si concentra sulla semplificazione normativa e sull'unità del mercato digitale. Richiedono di rivedere le obbligazioni accumulate, eliminare le duplicazioni e armonizzare i criteri. Chiedono anche che le nuove norme siano valutate per il loro impatto su investimento, innovazione e competitività.

L'obiettivo è ridurre i carichi che possano ostacolare l'attività imprenditoriale e evitare che l'applicazione della regolamentazione generi obblighi ridondanti. L'agenda collega questo approccio alla necessità di disporre di un quadro normativo prevedibile e allineato con la dimensione europea del mercato digitale.

Reti, centri dati e cloud: le condizioni per investire

DigitalES colloca le infrastrutture al centro della sua terza proposta. Per favorire l'investimento e il dispiegamento di reti, propone di creare una sportello unico efficace, digitalizzare i permessi e le licenze e rivedere le tariffe e le condizioni dello spettro.

La misura cerca di semplificare le procedure relative allo sviluppo delle infrastrutture digitali. Il documento raccoglie anche, tra le sue priorità, l'investimento in reti di ultima generazione e la considerazione delle telecomunicazioni come infrastrutture di base nella pianificazione.

La quarta aspira a consolidare la Spagna come polo europeo del cloud, centri di dati e capacità di calcolo. A tal fine, l'associazione richiede di coordinare la pianificazione digitale ed energetica, accelerare l'accesso alla rete elettrica e facilitare una capacità di calcolo efficiente, resiliente e accessibile.

Il documento collega così lo sviluppo di queste strutture con la disponibilità di energia e la pianificazione delle infrastrutture. Il coordinamento tra i due ambiti appare come una condizione per facilitare nuovi progetti e ampliare la capacità tecnologica.

IA, innovazione e appalti pubblici

La quinta misura invita ad accelerare l'adozione dell'intelligenza artificiale (IA), dei dati e delle tecnologie strategiche. Sostengono che si dovrebbero orientare i contributi e l'accompagnamento a risultati concreti, casi d'uso e scalabilità delle soluzioni, oltre a facilitare l'accesso a capacità di calcolo e l'utilizzo sicuro dei dati.

La proposta non si limita a promuovere l'incorporazione di nuovi strumenti: cerca anche che le iniziative possano svilupparsi e diffondersi. L'agenda include il supporto a PMI e settori strategici tramite finanziamenti, consulenze e accesso a risorse di calcolo.

La sesta proposta collega l'investimento e l'innovazione con gli appalti pubblici. L'Associazione propone di migliorare gli incentivi e i contributi, eliminare le barriere alla crescita aziendale e orientare l'acquisto pubblico verso criteri di innovazione, qualità, sicurezza e interoperabilità.

Stimano che si dovrebbe sfruttare la capacità di acquisto delle amministrazioni per promuovere soluzioni tecnologiche. Riconoscono anche la necessità di facilitare l'accesso a fondi pubblici tramite bandi coordinati e prevedibili, documentazione semplificata e termini di risoluzione e pagamento.

Un patto per formare e trattenere talento digitale

La settima priorità è concordare un patto per il talento digitale. Con questo obiettivo, si sollecita di adattare la Formazione Professionale, l'università e la formazione continua alle esigenze aziendali, così come rafforzare la formazione duale, le microcredential, le vocazioni legate alla scienza e alla tecnologia e la riqualificazione professionale.

Inoltre, l'Agenda incorpora l'adozione razionale dell'intelligenza artificiale nell'istruzione e nella formazione. L'aggiornamento dei percorsi formativi e l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita fanno parte delle misure con cui l'associazione vuole rispondere alle esigenze dell'economia digitale. L'approccio comprende sia la preparazione di nuovi professionisti sia l'aggiornamento delle competenze di coloro che già lavorano.

Cibersecurity, protezione degli utenti e transizione verde

L'ottava proposta prevede di costruire un quadro coordinato di cibersecurity basato sui rischi. Tra le misure figurano evitare obblighi e notifiche ridondanti, rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento e sostenere le piccole e medie imprese.

La nona misura si concentra nel garantire una digitalizzazione inclusiva, accessibile e sicura. DigitalES propone di ridurre le disuguaglianze digitali, rafforzare le competenze, proteggere i minori, migliorare l'accessibilità e combattere le frodi attraverso responsabilità coordinate.

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La decima e ultima proposta collega la digitalizzazione con la transizione verde. Il documento prevede di promuovere l'efficienza energetica, la digitalizzazione dell'energia, l'economia circolare e il miglioramento continuo dell'impronta delle reti e della capacità di calcolo.

Con queste dieci misure, l'Associazione riunisce in un'unica agenda azioni regolatorie, investimenti in infrastrutture, innovazione aziendale, formazione e protezione delle persone. La proposta mira a orientare le decisioni della prossima legislatura verso un economia digitale più competitiva, con una politica digitale coordinata e una maggiore integrazione della tecnologia nell'attività economica e nei servizi.