L’Associazione delle Aziende di Fabbricanti e Distributori (Aecoc) ha posto questo venerdì l’attenzione sulla carenza di manodopera qualificata, sulla formazione e sul ricambio generazionale come alcuni dei “principali problemi” che oggi deve affrontare il mercato del lavoro del grande consumo per sostenere e accrescere la competitività aziendale. L’associazione datoriale ha inoltre richiamato l’attenzione sui 160.000 posti di lavoro che continuano a rimanere scoperti.
Queste riflessioni sono state formulate durante il 4º Congresso Aecoc su Impiego e Talento, dove il suo presidente, Ignacio González, ha sottolineato che il mercato del lavoro sta attraversando cambiamenti di grande portata derivati dall’invecchiamento demografico, dalla digitalizzazione e dalla modifica delle aspettative delle nuove generazioni.
Di fronte a questo scenario, González ha rimarcato che le aziende sono obbligate a ripensare le proprie politiche per attrarre e trattenere il talento, rafforzare la propria posizione come datori di lavoro e offrire ai propri dipendenti opzioni reali di sviluppo professionale, flessibilità e benessere.
Nel suo intervento ha evidenziato anche il divario esistente tra ciò che chiedono le aziende e la formazione dei lavoratori. In Spagna coesistono sacche di disoccupazione “rilevanti” con circa 160.000 posti vacanti, il che, secondo il grande consumo, mette in luce l’urgenza di avviare programmi formativi collegati alle esigenze “reali” dei diversi settori e orientati a facilitare l’inserimento effettivo nel lavoro, come riporta l’associazione in un comunicato.
Il presidente di Aecoc ha inoltre chiesto di puntare su politiche migratorie meglio progettate, che consentano di aggiungere professionisti in quelle attività in cui risulta più complesso trovare personale, scommettendo sul rafforzamento delle assunzioni in origine e sul rendere operativi percorsi efficaci di integrazione nel mercato del lavoro.
CONTRO L’ASSENTEISMO LAVORATIVO “NON GIUSTIFICATO”
González ha segnalato anche l’assenteismo lavorativo “non giustificato” come uno dei fattori che più preoccupano le aziende per il suo effetto diretto sulla produttività, l’aumento dei costi e l’organizzazione interna del lavoro. Allo stesso tempo, ha avvertito degli ostacoli per garantire il ricambio generazionale in professioni chiave per il funzionamento dei settori raggruppati in Aecoc, come i pescivendoli, i macellai, il personale di manutenzione, i ferramenta o i conducenti di camion.
Per concludere, il presidente ha difeso la necessità di rafforzare la collaborazione tra aziende, amministrazioni, università e centri di Formazione Professionale come strumento fondamentale per dare risposta alle sfide del mercato del lavoro e preservare la competitività delle imprese, come spiega l’associazione.