Bruxelles apporta le ultime modifiche per accelerare la costruzione di abitazioni e ridurre i costi a partire dal 2027

La Commissione europea prepara per il 2027 una grande semplificazione normativa in materia di alloggi e energia e propone di ritirare 18 proposte legislative bloccate.

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La Commissione europea ha fatto progressi, questo mercoledì, nel prevedere che nel 2027 presenterà un’iniziativa legislativa volta a ridurre gli oneri burocratici che oggi ostacolano la costruzione e la ristrutturazione di abitazioni. L’idea è facilitare i lavori, abbassare i costi e ampliare il patrimonio residenziale, all’interno di un piano di lavoro che include anche nuove misure per contenere i prezzi dell’energia e il ritiro di 18 proposte normative che continuano a essere bloccate.

Con questo pacchetto, l’Esecutivo comunitario vuole aiutare ad affrontare una crisi abitativa che, secondo l’allarme, è diventata motivo di preoccupazione per molti cittadini europei. La proposta di semplificazione normativa è prevista per il secondo trimestre del prossimo anno, nell’ambito del Piano europeo per un’abitazione accessibile, anche se per ora Bruxelles non ha precisato quali norme concrete intenda modificare.

"Il nostro obiettivo è chiaro: meno burocrazia e complessità per i cittadini, e più margine affinché le imprese investano, innovino e crescano", ha sostenuto il commissario europeo all’Economia e alla Produttività, Valdis Dombrovskis, durante la presentazione del programma di lavoro, in cui ha sottolineato che la semplificazione raggiungerà anche settori come la banca e il trasporto, oltre a includere misure per accelerare il rilascio di permessi per progetti considerati strategici.

Nel settore energetico, Bruxelles lavora a nuove misure per rispondere all’aumento del costo dell’elettricità e dei combustibili. Tra queste figura un pacchetto legislativo per razionalizzare le norme del settore a partire dal 2030 e la possibile creazione di un meccanismo che favorisca l’installazione di pompe di calore, con l’obiettivo di alleviare l’esborso iniziale delle famiglie e ridurre la loro vulnerabilità all’aumento dei combustibili fossili.

L’Esecutivo comunitario sta inoltre valutando interventi immediati per migliorare le prestazioni delle raffinerie dell’UE e una proposta per differire alcuni obblighi inclusi nella normativa sulle emissioni di metano, in un contesto di tensioni nell’approvvigionamento e di forte aumento dei costi energetici.

Il programma di lavoro incorpora anche una revisione delle direttive europee sulla protezione di uccelli e habitat, inclusa la normativa della rete Natura 2000, prevista per il terzo trimestre del 2027, al fine di valutare se sia necessario introdurre adeguamenti che rafforzino la sua applicazione.

A queste linee di azione si aggiungono un piano europeo contro le ondate di calore, nuove politiche per migliorare la gestione dell’acqua e un aggiornamento dei limiti di emissione di CO2 dei veicoli pesanti. Sul piano sociale, Bruxelles prepara un accordo europeo sulle cure e una strategia sul "diritto di restare" per facilitare alle persone la possibilità di sviluppare il proprio progetto di vita nelle regioni di origine.

Bruxelles propone di ritirare 18 procedimenti legislativi

Accanto alle nuove priorità, la Commissione propone di ritirare 18 proposte legislative che continuano a non vedere la luce, sia perché hanno fatto appena progressi nei negoziati, sia perché potrebbero comportare costi inutili oppure, a giudizio dell’Esecutivo comunitario, hanno smesso di rispondere alle priorità centrali dell’Unione.

Tra queste figura quella nota come "Green Claims", con la quale si intendeva combattere la pubblicità ambientale ingannevole mediante requisiti comuni affinché le aziende giustificassero le affermazioni di sostenibilità utilizzate nella commercializzazione dei propri prodotti.

Nell’elenco dei testi interessati figurano anche la riforma della fiscalità dei prodotti energetici e dell’elettricità, bloccata dalla mancanza di unanimità tra i Ventisette, nonché le proposte per fissare norme comuni di tassazione societaria e porre rimedio ai ritardi nei pagamenti tra le aziende.

Prima di decidere se ritirare in modo definitivo questi procedimenti, la Commissione terrà conto delle posizioni del Parlamento europeo e del Consiglio. Inoltre, la sua tabella di marcia include l’abrogazione di altre 14 norme già in vigore che considera non più adeguate agli scopi per i quali erano state approvate.