La Corporazione Nazionale del Rame del Cile (Codelco) ha costituito una 'joint venture' con la mineraria cilena Pucobre per portare avanti un progetto valutato in 870 milioni di dollari (747 milioni di euro) nel nord del paese. Si tratta del primo accordo di queste caratteristiche che firma il nuovo vertice della compagnia statale.
Secondo un documento regolatorio presentato da Pucobre, questa azienda controllerà il 60% di Puntilla-Galenosa, denominata anche Tovaku, mentre Codelco si terrà il 40% restante. L'estrazione prevede una produzione annuale di 46.000 tonnellate metriche di catodi di rame durante i 21 anni di vita utile stimata per la miniera.
L'operazione si inquadra nella strategia del presidente di Codelco, Bernardo Fontaine, che cerca di chiudere accordi con compagnie private del settore e sostenere la crescita della statale senza aumentare il suo livello di indebitamento. Fontaine ha preso le redini della mineraria il 27 maggio scorso, dopo essere stato designato dal presidente cileno, José Antonio Kast.
Codelco affronta forti restrizioni finanziarie e di gestione nel suo tentativo di recuperare il ritmo di produzione di rame, pressata da un debito storico che raggiunge i 27.000 milioni di dollari (23.183 milioni di euro).
In questa direzione, la compagnia ha annunciato circa due settimane fa che rinunciava ai suoi obiettivi di produzione per il 2026, dopo aver previsto una minore estrazione di rame a causa delle problematiche registrate in diverse delle sue operazioni. Questi problemi hanno già portato lo scorso anno la sua concorrente BHP a superarla come principale fornitore mondiale di questo metallo.