Il PP ha rimproverato al Governo di stare trasformando la Spagna in un "distributore di documenti per tutti" dell'Unione Europea con la regolarizzazione straordinaria dei migranti, mentre il PSOE ha sostenuto la procedura e ha insistito che "regolarizzare è avanzare".
Queste posizioni si sono confrontate nella Deputazione Permanente del Congresso dei Deputati, durante il dibattito dell'iniziativa registrata dal PP per forzare la comparsa straordinaria del ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, con l'obiettivo di spiegare i dettagli della regolarizzazione straordinaria dei migranti. La proposta è stata bocciata dalla maggioranza dei gruppi parlamentari, con l'unica eccezione di Vox e Junts, che hanno votato a favore.
Nella sua intervento, il portavoce del PP, Rafael Hernando, ha qualificato la misura di "antidemocratica", "massiva" e trattata "alle spalle" del Parlamento, accusando l'Esecutivo di provocare un "effetto richiamo" e di convertire la Spagna in un "distributore di documenti" permettendo la regolarizzazione "senza garanzie rigorose" né richiesta di un posto di lavoro.
In risposta, il deputato socialista Luc Andre Diouf ha sottolineato, rivolgendosi a PP e Vox, che "integrare con diritto è futuro, regolarizzare è avanzare, sono diritti, protezione e uscita dallo sfruttamento lavorativo" e ha sottolineato che la procedura obbliga a rispettare rigorosamente i requisiti legali stabiliti.
In nome di Sumar, Enrique Santiago ha difeso la regolarizzazione straordinaria come un "riconoscimento di diritti costituzionali" per le persone lavoratrici che già risiedono e sviluppano la loro vita nel paese, e ha respinto la necessità di citare il ministro. "La regolarizzazione straordinaria dei migranti è un riconoscimento di diritti costituzionali per coloro che non li avevano, anche se convivono con noi", ha sottolineato.
Da parte sua, Ignacio Gil, di Vox, ha attaccato contro "l'imprevidenza e la mancanza di controlli adeguati" della regolarizzazione, che, a suo avviso, rappresenta "un colabrodo riducendo al minimo i requisiti di radicamento". "La conseguenza di questa regolarizzazione accentua ancora di più l'effetto richiamo e con esso il collasso della sanità e dei servizi sociali, precarizza il mercato del lavoro, i salari, aggrava il problema della casa e porterà più criminalità", ha concluso.
Il portavoce di EH Bildu, Oskar Matute, ha rimproverato al PP di trasformare questo dibattito estivo in un "appuntamento obbligato" mentre, secondo quanto ha detto, ignora le "priorità" reali della popolazione. Ha fatto riferimento in particolare all'abitazione, alla precarietà lavorativa e alla crisi climatica, e ha censurato i discorsi che cercano di "stigmatizzare i migranti" collegandoli alla criminalità.
Da Junts, Marta Madrenas ha denunciato la "politica migratoria erratica e irresponsabile" del Governo per non aver prestato attenzione agli avvertimenti della polizia e per aver nascosto, a suo avviso, la vera entità del processo di regolarizzazione. Ha avvertito che la Catalogna sopporta un impatto "assolutamente sproporzionato" concentrando il 25% dell'immigrazione statale, con quasi 260.000 richieste di regolarizzazione, e ha sostenuto che questo carico, unito al "deficit fiscale di 22.000 milioni", tensiona in modo critico i servizi pubblici. Per questo motivo, ha richiesto la cessione completa delle competenze in materia migratoria alla Generalitat.
Infine, il portavoce del PNV, Mikel Legarda, ha annunciato il rifiuto del suo gruppo alla richiesta del PP, ritenendo che la questione possa essere affrontata nel periodo ordinario di sessioni e che sia già in fase di trattazione nella Commissione di Sicurezza Nazionale. Inoltre, ha addotto l'impossibilità "materiale" di inserire una nuova audizione nell'agenda di agosto, a causa dell'elevato numero di ministri già convocati per informare sulla situazione di Ceuta, con sessioni che sommeranno "minimamente otto ore al giorno".