Gli Stati Uniti esigeranno a partire dal 3 novembre che tutti i passeggeri che partano da un paese straniero o facciano scalo firmino una dichiarazione giurata nella quale certifichino di non essere stati nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) nei 21 giorni precedenti all'imbarco.
Come spiega l'ordinanza dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, questo documento è obbligatorio come misura di salute pubblica per ridurre il rischio che l'ebola venga introdotta nel paese nordamericano. In concreto, il periodo di 21 giorni corrisponde al tempo massimo di incubazione di questa malattia.
Le autorità statunitensi considerano soggiorno nella Repubblica Democratica del Congo qualsiasi transito o connessione via aerea, terrestre o marittima, incluso fare scalo in un aeroporto, anche senza lasciare l'aereo o le installazioni.
Inoltre, le compagnie aeree e gli altri operatori saranno responsabili di gestire questo nuovo requisito e dovranno verificare che ogni passeggero abbia presentato il documento prima di permettergli di salire sull'aereo, sia compilato in formato digitale sia su carta.
In caso di mancata compilazione o consegna di tale dichiarazione giurata, le compagnie sono obbligate a negare l'imbarco, salvo che il viaggiatore disponga di un'esenzione emessa dal Governo degli Stati Uniti. In caso di dichiarazioni false vi è la possibilità di incorrere in multe penali e carcere.
Le autorità della Repubblica Democratica del Congo (RDC) hanno confermato ieri mercoledì che l'epidemia di ebola dichiarata a metà maggio ha già superato le soglie dei 10.100 casi e dei 4.900 morti, in mezzo a un'espansione del virus che minaccia di trasformare questa epidemia nella più mortale documentata fino a oggi a livello mondiale.
L'Istituto Nazionale di Salute Pubblica (INSP) ha indicato che finora sono stati registrati 10.141 contagi e 4.928 decessi, inclusi 81 casi e 42 morti nelle ultime 24 ore, con una letalità globale situata al 48,6%.
Inoltre, ha indicato che in questo momento ci sono 999 persone ricoverate o in isolamento e ha aggiunto che altre 2.708 hanno ricevuto le dimissioni dopo aver superato la malattia. Il tasso di tracciamento dei contatti dei pazienti si situa all'84,5%, in aumento negli ultimi giorni.