L'Ibex frena all'apertura e perde i 19.500 punti con il petrolio alle stelle e la BCE sotto sorveglianza

Il selettivo spagnolo cede circa lo 0,4% dopo due giornate di guadagni. Repsol e Indra contengono le perdite, mentre Santander e Iberdrola appesantiscono l'indice prima di una decisione della Banca Centrale Europea segnata dal rischio che l'energia torni a alimentare l'inflazione.

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Valores del Ibex 35 en los paneles del Palacio de la Bolsa de Madrid, a 28 de febrero de 2022, en Madrid (España).  Eduardo Parra - Europa Press

Valores del Ibex 35 en los paneles del Palacio de la Bolsa de Madrid, a 28 de febrero de 2022, en Madrid (España). Eduardo Parra - Europa Press

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Il Ibex 35 ha iniziato questo giovedì, 23 luglio, con il freno tirato. Durante la prima ora di negoziazione, il principale indice della Borsa spagnola retrocedeva dello 0,42%, fino a 19.488,8 punti, dopo aver chiuso mercoledì a 19.571,3 punti, con un aumento vicino all'1%.

Il movimento rappresenta una presa di profitto contenuta dopo due sessioni consecutive al rialzo. L'indice conserva una rivalutazione superiore al 13% da gennaio e rimane relativamente vicino al suo massimo delle ultime 52 settimane, situato a 19.879,1 punti.

Il petrolio torna a dettare l'agenda

La principale preoccupazione del mercato non proviene questa volta dai risultati aziendali, ma dal Medio Oriente. Il petrolio Brent, riferimento in Europa, avanza di oltre il 4% e sfiora i 98 dollari al barile, massimi di sei settimane.

Gli attacchi contro i petrolieri nel Mar Rosso e l'escalation tra Stati Uniti e Iran hanno riattivato la paura che vengano interrotte alcune delle principali rotte mondiali di approvvigionamento energetico. La reazione immediata è un aumento del greggio; la conseguenza potenziale, un nuovo incremento dei prezzi dei combustibili, del trasporto e della produzione industriale.

Per le famiglie spagnole, il rischio è doppio. Un petrolio più caro può trasferirsi alle stazioni di servizio e rendere difficile la moderazione dell'inflazione. Allo stesso tempo, questa pressione sui prezzi riduce il margine della Banca Centrale Europea per alleviare il costo dei mutui e del finanziamento.

La BCE, di nuovo attenta all'energia

Il Consiglio di Governo della BCE celebra questo giovedì la sua riunione di politica monetaria. La decisione sarà comunicata alle 14.15 e Christine Lagarde si presenterà mezz'ora dopo.

Il consenso del mercato si aspetta che l'istituzione mantenga invariato il tasso della facilità di deposito al 2,25%, dopo averlo elevato di 25 punti base a giugno in risposta alle pressioni inflazionistiche provocate dal conflitto in Medio Oriente. La chiave sarà, quindi, meno nella decisione immediata che nei segnali su un possibile nuovo aumento a settembre.

Il rialzo del greggio riporta la BCE a una posizione scomoda: combattere l'inflazione con tassi alti, anche a rischio di raffreddare l'economia, o aspettare di vedere se l'aumento dei costi energetici è temporaneo. Questa dicotomia condizionerà nelle prossime settimane l'euribor, il credito aziendale e la renta variabile europea.

Repsol trasforma la crisi energetica in guadagni borsistici

La principale eccezione al tono negativo è Repsol. La petroliera saliva del 3,84%, fino a 26,46 euro per azione, e diventava uno dei grandi supporti dell'Ibex.

La compagnia ha ottenuto un utile netto di 2.201 milioni di euro durante il primo semestre, rispetto ai 603 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Una parte rilevante del miglioramento proviene dalla rivalutazione delle sue scorte di petrolio, che ha apportato un effetto positivo di 823 milioni. Il suo risultato netto rettificato, che riflette in modo più diretto l'evoluzione degli affari, ha raggiunto i 2.711 milioni.

Per i suoi numerosi piccoli azionisti, la lettura è favorevole a breve termine: quanto più salgono il petrolio e i margini energetici, migliori sono le aspettative di entrate della compagnia. Ma quella stessa salita che beneficia Repsol agisce come una tassa indiretta per famiglie e aziende consumatrici di energia.

Indra accelera al calore della spesa pubblica in difesa

Indra guidava i progressi con un aumento leggermente superiore al 4%. La tecnologica ha presentato un utile netto di 219 milioni di euro nel primo semestre, un 2,1% in più, mentre i suoi ricavi sono cresciuti di quasi il 30%, fino a 3.179 milioni.

Il dato più significativo è il suo portafoglio ordini, che si è raddoppiato fino a 20.533 milioni di euro. Buona parte di quel salto è legata ai Programmi Speciali di Modernizzazione promossi dal Governo spagnolo e all'aumento generalizzato della spesa europea in difesa.

Il comportamento di Indra mostra come le decisioni di bilancio e geopolitiche si stiano trasferendo direttamente alla Borsa. L'aumento dell'investimento pubblico in difesa spinge le aspettative di affari della compagnia, anche se apre anche il dibattito sulle priorità di spesa dello Stato e sulla capacità industriale spagnola di eseguire quei contratti.

Santander e Iberdrola pesano tra i valori più popolari

Tra le compagnie con una maggiore base di azionisti al dettaglio, l'apertura lascia un comportamento disuguale.

Banco Santander retrocedeva dell'1,20%, BBVA cedeva dello 0,47% e Iberdrola si lasciava un 1,22%. Bankinter quotava praticamente piatto nonostante annunciasse un aumento dell'utile del 12%, fino a 605 milioni di euro, mentre CaixaBank avanzava un lieve 0,07%.

Telefónica, al contrario, saliva dello 0,66%, e Inditex si manteneva praticamente senza cambiamenti.

La discesa congiunta di Santander e Iberdrola risulta particolarmente rilevante per il suo elevato peso all'interno dell'indice. Le loro perdite compensano buona parte dell'impulso di Repsol e Indra e spiegano che l'Ibex rimanga in negativo nonostante abbia due valori che avanzano di oltre il 4%.

Turismo e consumo soffrono l'aumento del prezzo del petrolio

Le maggiori perdite corrispondevano a Puig, con un calo del 2,44%; IAG, che cedeva un 1,74%; e Grifols, con un discesa dell'1,70%.

La punizione a IAG ha una spiegazione diretta: un aumento prolungato del petrolio incrementa il costo del carburante delle compagnie aeree e può ridurre i loro margini. Può anche raffreddare il consumo e aumentare i costi degli spostamenti, una minaccia per uno dei principali motori dell'economia spagnola durante la stagione turistica.

Puig e Grifols riflettono, da parte loro, una maggiore prudenza degli investitori nei confronti dei valori di consumo e salute in una giornata in cui il denaro si sposta verso compagnie energetiche, di difesa e altri affari considerati meglio protetti contro l'inflazione.

Europa cade più di Madrid

Il comportamento dell'Ibex è negativo, ma più resistente rispetto a buona parte dell'Europa. Il Dax tedesco e il Cac francese perdono circa lo 0,8%, il Mib italiano scende di oltre l'1% e il Ftse britannico retrocede di circa lo 0,3%.

La composizione del mercato spagnolo torna a fungere da ammortizzatore. Il elevato peso dell'energia e il buon comportamento di Repsol permettono all'Ibex di limitare le perdite, anche se la debolezza delle banche e di Iberdrola impedisce all'indice di tornare in territorio positivo.

La sessione dipenderà ora da due variabili. Prima, dall'evoluzione del petrolio e dalle notizie provenienti dal Medio Oriente. Poi, dal messaggio della BCE sui tassi di interesse. La decisione di Francoforte determinerà se la correzione dell'apertura è una semplice pausa dopo gli ultimi aumenti o l'inizio di una giornata più complicata per le borse europee.

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