Il Parlamento europeo chiede un canale unico per denunciare le frodi con fondi dell’UE

La commissione per i bilanci della Eurocamera chiede un unico canale di segnalazione e maggiori tutele per i segnalatori per proteggere i fondi dell’UE.

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La commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo ha esortato questo martedì a mettere in funzione un canale unico per comunicare possibili frodi legate ai fondi dell’Unione europea. Inoltre, chiede un rafforzamento della tutela di coloro che segnalano queste irregolarità e nuovi strumenti per accelerare il recupero del denaro pubblico utilizzato indebitamente.

Queste iniziative sono contenute in una relazione che è stata approvata con 25 voti a favore, nessun voto contrario e quattro astensioni. Con questo documento, i deputati europei intendono intensificare la lotta contro l’uso illecito delle risorse comunitarie in vista del prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE, basandosi su una “maggiore cooperazione” tra le autorità competenti e su uno scambio di informazioni più rapido ed efficace.

Il testo propone in particolare la creazione di una piattaforma digitale “unica e sicura” per comunicare sospetti di appropriazione indebita, in modo che gli allarmi giungano in modo diretto alle istituzioni responsabili di indagarli, evitando che i denuncianti debbano rivolgersi a diversi organismi.

Inoltre, la relazione esige di garantire la protezione dei denuncianti nei confronti di possibili “ritorsioni” già dal momento in cui comunicano un’irregolarità, a prescindere dal fatto che i dati forniti sfocino o meno in un’indagine formale o che l’incartamento si concluda con un archiviazione.

Migliorare il coordinamento tra gli organismi antifrode

Un’altra delle linee prioritarie della relazione è rafforzare la cooperazione tra la Procura europea (EPPO), responsabile di indagare e perseguire penalmente i reati che incidono sul bilancio dell’UE, e l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), incaricato delle indagini amministrative sull’uso irregolare dei fondi europei.

I deputati europei propongono di fissare norme più precise per evitare che le attività di entrambi gli organismi si sovrappongano o interferiscano tra loro. A tal fine, si contempla la possibilità di sospendere in modo “graduale e limitato nel tempo” determinate indagini amministrative quando possano pregiudicare un procedimento penale in corso, con revisioni periodiche di queste limitazioni affinché le ricerche possano riprendere non appena cessino di comportare un rischio.

La relazione propone inoltre di rafforzare il monitoraggio degli importi che devono essere restituiti al bilancio comunitario una volta individuate le irregolarità, mediante un sistema centralizzato che consenta di sapere quali somme siano state recuperate, quali importi siano considerati irrecuperabili e per quanto tempo questi processi si protraggono.

Questa attività ricadrebbe su OLAF, che, secondo il documento, dovrebbe modificare la propria denominazione per riflettere le sue nuove funzioni. La relazione sottolinea inoltre che le indagini penali non possono ritardare in modo ingiustificato le misure amministrative destinate a salvaguardare i fondi europei.

Il testo, che deve ancora essere ratificato dall’aula del Parlamento europeo, definirà la posizione dell’Eurocamera davanti alla revisione del sistema europeo di lotta contro le frodi che la Commissione europea sta preparando, la cui proposta si attende prima della fine dell’anno.