Il rally dell'Ibex 35 si consolida e supera i 19.650 punti a metà seduta con un rialzo dell'1,47%

L’Ibex 35 consolida la sua ripresa dopo le elezioni negli Stati Uniti, supera i 19.650 punti e le aziende spagnole sono protagoniste della seduta con forti movimenti.

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L’Ibex 35 prolungava a metà seduta il forte “rally” iniziato mercoledì dopo la diffusione del risultato delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Intorno alle 12,00, il listino si collocava a 19.654,9 punti, il che implica un avanzamento dell’1,47%.

Dopo che ieri l’indice di riferimento della Borsa spagnola aveva recuperato circa il 3%, con il rialzo di questo giovedì il “rally” accumula già più di 800 punti in sole due sedute.

Secondo gli analisti di Bankinter, l’attenzione degli investitori negli Stati Uniti passa ora ai prossimi dati macroeconomici chiave: il rapporto sull’occupazione, che sarà diffuso venerdì, e la lettura dell’IPC, prevista per il martedì successivo.

Sul fronte societario, Rovi ha comunicato prima dell’apertura di aver ottenuto un utile netto di 162,8 milioni di euro nei primi nove mesi dell’anno, il che equivale a un incremento del 67% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Inoltre, si è appreso che il gruppo cooperativo spagnolo Dcoop e Acesur hanno risulto i vincitori all’asta per Deoleo, rispetto all’offerta presentata dal gruppo oleario sevillano Migasa e dalla italiana Coricelli, in un’operazione valutata 520 milioni di euro.

Da parte sua, il gruppo siderurgico ArcelorMittal ha segnalato di aver registrato un utile netto attribuito di 867 milioni di dollari (circa 800 milioni di euro) nei primi nove mesi del 2026, il che implica un arretramento del 70,8% rispetto ai guadagni di 2.975 milioni di dollari (circa 2.744 milioni di euro) ottenuti nello stesso periodo dell’esercizio precedente.

Inoltre, ieri BBVA ha completato, a chiusura del mercato, il collocamento di 2.050 milioni di dollari (circa 1.952 milioni di euro al cambio attuale) tramite un’obbligazione senior non preferenziale strutturata in tre tranche: due a tasso fisso, con scadenze a tre e dieci anni, e un’altra a tasso variabile a tre anni.

Dopo la pubblicazione di questi risultati aziendali, l’Ibex 35 era guidato da Rovi, che guadagnava l’8,94%, e Arcelor, con un aumento del 3,38%. Seguivano ACS (+2,85%), BBVA (+2,72%), Banco Santander (+2,14%) e Acerinox (+2,09%).

Dal lato dei ribassi, solo tre titoli si muovevano in negativo: Ferrovial (-0,80%, influenzata dall’effetto “ex dividendo”), Indra (-0,60%) e Telefónica (-0,12%).

Le principali Borse europee principali tessevano anche di verde a metà seduta. Londra avanzava dello 0,73%; Parigi aggiungeva lo 0,67%; Francoforte guadagnava lo 0,65%; e Milano segnava un +0,29%.

Nel mercato delle materie prime, il barile di Brent si attestava a 96,18 dollari, con un +1,67%, mentre il West Texas Intermediate (WTI) quotava a 88,70 dollari, con un incremento dello 0,66%.

Nel debito sovrano, il rendimento del bond spagnolo a 10 anni si collocava al 3,814%, leggermente al di sotto del 3,826% registrato alla chiusura di mercoledì. Di conseguenza, il premio di rischio rispetto al bond tedesco rimaneva stabile a 55,5 punti base.

Nel mercato valutario, l’euro mostrava appena variazioni rispetto al biglietto verde, passando a 1,2228 dollari per ogni euro.