IRPF a dicembre: perché puoi incassare meno con lo stesso stipendio

La trattenuta dell'IRPF può cambiare a dicembre anche se lo stipendio lordo mensile continui a essere lo stesso. Una revisione dei redditi previsti o dei dati utilizzati dall'azienda può modificare la percentuale applicata alle ultime buste paga. Non è un aumento automatico per tutti i lavoratori

Unicaja mejora su promoción de captación de nómina, pensión o cuota de autónomo. UNICAJA

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Percepire lo stesso salario lordo e ricevere meno denaro sul conto è possibile. Una delle spiegazioni sta nella ritenuta dell’IRPF: se aumenta la percentuale trattenuta in busta paga, diminuisce il netto da percepire anche se l’azienda non ha ridotto lo stipendio.

Dicembre di solito attira l’attenzione perché coincide con la chiusura dell’anno e, in molti casi, con un pagamento straordinario. Tuttavia, la regolarizzazione non è una misura esclusiva di quel mese né si applica necessariamente a tutti i lavoratori.

Perché può cambiare la ritenuta alla fine dell’anno

Il Regolamento dell’IRPF prevede la revisione dell’aliquota quando cambiano le retribuzioni o determinate circostanze utilizzate per calcolarla. Inoltre, contempla l’ipotesi di una persona che continua a lavorare per lo stesso datore di lavoro dopo il periodo inizialmente previsto.

Un aumento salariale, una remunerazione variabile o un prolungamento del contratto possono alterare la previsione annuale. L’azienda deve ricalcolare ciò che corrisponde trattenere tenendo conto delle informazioni aggiornate e delle somme già detratte.

Questo non consente di concludere che qualsiasi diminuzione del reddito sul conto sia corretta. Prima di attribuirla all’IRPF, bisogna verificare se sono cambiate le ore lavorate, le integrazioni, i contributi o altre voci della busta paga.

Un esempio per capire l’aggiustamento

Supponiamo, unicamente come esempio, che l’importo annuale da trattenere dopo una revisione fosse di 3.000 euro. Se fossero già stati detratti 2.600 e restassero 2.000 euro di remunerazione soggetti all’aggiustamento, mancherebbero 400 euro da trattenere.

Distribuire quei 400 euro tra i 2.000 ancora da trattenere produrrebbe una percentuale del 20%.

La regolarizzazione tiene conto di ciò che manca da trattenere e delle remunerazioni ancora in sospeso, con i limiti e le regole del regolamento. Per questo, una percentuale applicata alla fine dell’esercizio può essere diversa da quella utilizzata mesi prima.

Cosa guardare se dicembre arriva con meno denaro

Il confronto deve essere fatto tra le buste paga, non solamente tra i movimenti bancari. Bisogna rivedere il totale maturato, la base sulla quale si applica l’IRPF, la percentuale e la quantità trattenuta.

Se il salario lordo si mantiene, ma la ritenuta aumenta, questa differenza può spiegare parte o tutta la caduta del netto. Se anche sono cambiati altri concetti, bisognerà analizzare ciascuno separatamente.

Per chiedere un’interpretazione utile all’azienda, interessa richiedere la retribuzione annuale prevista, l’importo trattenuto fino a quel momento e il calcolo che giustifica il nuovo tipo. Chiedere solo perché la percentuale è aumentata può lasciare senza chiarire il dato che ha originato il cambiamento.

Come verificare il calcolo con lo strumento ufficiale

L’Agenzia delle Entrate offre un [servizio di calcolo delle trattenute. Nella pagina dell’esercizio 2026 sono presenti versioni differenziate per data di applicazione, quindi deve essere scelta quella corrispondente al periodo che si vuole rivedere.

Affinché la verifica abbia valore, bisogna inserire dati equivalenti a quelli utilizzati nelle buste paga. Confrontare un calcolo che includa solo lo stipendio mensile con un altro che incorpori le paghe straordinarie e la retribuzione variabile può produrre risultati diversi senza identificare dove si trova il disaccordo.

Salvare il risultato e i dati inseriti facilita la consultazione al dipartimento del personale. Inoltre consente di verificare se la differenza scompare correggendo un importo o una circostanza.

Il modello 145 viene consegnato all’azienda

Il modello 145 serve per comunicare al pagatore i dati che intervengono nelle trattenute e le loro variazioni. L’Agenzia delle Entrate precisa che non viene presentato a lei: lo riceve il pagatore, che deve conservarlo.

Se i dati personali o familiari utilizzati dall’azienda non corrispondono più alla situazione reale, si procede a rivedere la comunicazione. Il modulo non consente di scegliere liberamente una percentuale inferiore; fornisce le informazioni necessarie per calcolarla.

Cosa chiedere prima di chiudere l’ultima busta paga

La revisione può essere avviata prima di ricevere l’accredito di dicembre. Un messaggio concreto al dipartimento delle buste paga evita di dover ricostruire il calcolo dopo:

"Chiedo di confermare la retribuzione annuale prevista, le trattenute già effettuate e se esiste qualche regolarizzazione pendente per le restanti buste paga, con indicazione dei dati utilizzati".

Se la richiesta riguarda una paga straordinaria, conviene identificare anche il suo importo lordo e la ricevuta in cui verrà accreditata. Per rivedere il risultato devono essere conservate le buste paga precedenti, il modello 145 comunicato e la risposta dell’azienda.