Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un Decreto Reale che regola il riconoscimento, ai fini della pensione di vecchiaia, dei periodi lavorati come sportivo professionista prima della sua incorporazione nel Regime Generale della Sicurezza Sociale, in modo che tali anni siano computati come contribuiti all'interno di questo sistema.
La norma permetterà di accedere a una pensione di vecchiaia o di migliorare la sua entità a coloro che, risiedendo in Spagna, hanno sviluppato la loro carriera sportiva in modo continuato nel paese sotto un contratto professionale e facevano parte della relazione lavorativa speciale di sportivi professionisti tra il 15 marzo 1980 e la data in cui sono passati a integrarsi nel Regime Generale della Sicurezza Sociale.
Affinché siano riconosciuti questi periodi, insieme alla richiesta della pensione di vecchiaia o della sua revisione, sarà obbligatorio fornire la certificazione emessa dal club o dall'ente sportivo corrispondente, che attesti l'attività svolta.
Se il club fosse scomparso, sarà la federazione sportiva a certificare la condizione di sportivo professionista, così come il tempo di attività svolto in Spagna dal 15 marzo 1980 fino al momento di integrazione nel Regime Generale della Sicurezza Sociale.
La trattazione della richiesta dovrà essere effettuata, sia in forma personale, sia per via elettronica, presso l'Istituto Nazionale della Sicurezza Sociale (INSS). Inoltre, il Consiglio Superiore dello Sport, organismo dipendente dal Ministero dell'Istruzione, Formazione Professionale e Sport, assumerà il pagamento del capitale costo corrispondente alla pensione riconosciuta.
Il Decreto Reale, il cui ambito di applicazione esclude i calciatori professionisti in quanto soggetti a una regolamentazione specifica, entrerà in vigore trascorsi tre mesi dalla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale dello Stato (BOE).