L’Ibex 35 apre la giornata con un calo di oltre l’1% dopo il tonfo di Wall Street

L’Ibex 35 apre con un forte calo trascinato dal crollo tecnologico a Wall Street, in una giornata di vendite generalizzate in Europa e Asia.

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L’Ibex 35 della Borsa di Madrid ha iniziato la seduta di questo venerdì con un calo dell’1,18%, collocando il listino a 19.256,40 punti in un’apertura condizionata dalle forti correzioni registrate ieri a Wall Street dopo il crollo delle grandi società tecnologiche, che ha trascinato allo stesso modo anche le piazze asiatiche.

All’avvio delle contrattazioni, tutti i valori dell’Ibex 35 si trovavano in territorio negativo. Tra quelli maggiormente colpiti spiccava la compagnia aerea IAG, dopo aver presentato un utile dopo le imposte di 2.264 milioni di euro tra gennaio e settembre, il 16,2% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Spiccavano anche i ribassi di ArcelorMittal, che arretrava del 2,89%, mentre Fluidra perdeva il 2,38% e Acerinox si lasciava il 2,32%.

Sul lato meno negativo del listino figuravano ACS, con un lieve taglio dello 0,12%; Naturgy, che cedeva lo 0,27%; Enagas, con un calo dello 0,39%; e Iberdrola, che deprezzava dello 0,44% nei primi scambi della seduta.

Il pessimo andamento iniziale dell’Ibex 35 rifletteva così i severi ribassi con cui si era chiusa questo giovedì la Borsa di New York, dove il Dow Jones ha terminato la giornata con un crollo del 3,44%, mentre il Nasdaq si è lasciato il 5,52% in chiusura.

In parallelo, i principali listini europei aprivano anch’essi con forti vendite. Il Cac40 di Parigi scendeva dell’1,25% e il Ftse100 di Londra dell’1,4%, mentre il FtseMib di Milano crollava dell’1,51% nei primi minuti di contrattazione.

La stessa inerzia ribassista proveniente dagli Stati Uniti si faceva sentire anche nelle borse asiatiche, che registravano marcate cadute questo venerdì. L’indice Nikkei di Tokyo cedeva il 5,96% e il Kospi sudcoreano arretrava del 6,02%.

Nel mercato delle materie prime, il prezzo del barile di petrolio Brent si manteneva al di sotto della soglia dei 100 dollari, mentre il West Texas Intermediate (WTI) quotava sopra i 90 dollari.