L’Ibex sale del 2,7%, guidato dalla banca dopo la sconfitta di Trump alle “midterms”

La vittoria democratica in entrambe le camere statunitensi spinge le borse europee, mentre Wall Street prevede una seduta di volatilità. Il petrolio Brent supera i 104 dollari e il gas europeo si aggira intorno ai 93 euro per megawattora in vista dell’incertezza sulla guerra con l’Iran

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La sconfitta di Donald Trump nelle elezioni legislative degli Stati Uniti ha innescato una reazione diseguale nei mercati finanziari internazionali. L’Ibex 35 avanza di circa il 2,7% questo mercoledì, sopra i 19.300 punti, sostenuto dai forti rialzi delle banche, mentre gli investitori valutano le conseguenze della vittoria democratica per la politica economica statunitense e il conflitto con l’Iran, che continua a condizionare i prezzi del petrolio e del gas.

Il risultato delle midterms, che ha conferito al Partito Democratico il controllo del Senato e della Camera dei Rappresentanti, riduce il margine legislativo di Trump durante gli ultimi due anni del suo mandato. I mercati prevedono maggiori difficoltà per approvare nuove riduzioni fiscali e altre iniziative economiche, anche se il presidente conserva le sue competenze esecutive e la capacità di porre il veto alle leggi approvate dal Congresso.

La Borsa spagnola ha accelerato i suoi guadagni dall’apertura. L’Ibex ha iniziato la giornata con un rialzo dello 0,89%, a 18.974,1 punti, ha superato i 19.230 punti a metà mattina e successivamente si è avvicinato ai 19.300, con progressi vicini al 2,5%. L’andamento contrasta con le perdite di martedì, quando il selettivo è arretrato in una seduta caratterizzata dall’incertezza elettorale e dalle tensioni energetiche.

Santander, CaixaBank e BBVA guidano i rialzi

Il settore bancario concentra buona parte degli acquisti. CaixaBank è arrivata a guadagnare fino al 5%, Santander fino al 4,67% e BBVA fino al 3,72%, in una giornata di recupero per gli istituti finanziari europei.

Il maggiore peso della banca nell’Ibex contribuisce a spiegare che l’indice spagnolo avanzi con maggiore intensità rispetto ad altre grandi piazze del continente. Gli investitori stanno rivedendo le loro aspettative sulla politica fiscale e commerciale statunitense, anche se è ancora presto per determinare l’ampiezza dei cambiamenti che il nuovo Congresso potrà introdurre.

Anche le aziende del settore delle energie rinnovabili beneficiano degli acquisti. Solaria ha registrato progressi superiori al 5% durante la mattina, mentre altre compagnie legate alla transizione energetica recuperano terreno in vista della possibilità che la maggioranza democratica renda difficili alcune iniziative dell’Amministrazione Trump contrarie allo sviluppo di queste tecnologie.

Invece, Indra è arrivata a perdere circa il 4%, in una seduta di arretramenti per varie aziende europee della difesa.

Il petrolio supera i 104 dollari dopo la vittoria democratica

La reazione elettorale coincide con un nuovo rialzo dei prezzi energetici. Il barile di Brent, riferimento per l’Europa, sale di circa lo 0,7%, fino a 104,36 dollari, mentre il West Texas Intermediate (WTI), riferimento negli Stati Uniti, avanza fino a 96,72 dollari.

Il movimento implica un’inversione di tendenza rispetto alle prime ore della notte, quando il petrolio registrava cali mentre gli investitori attendevano i risultati elettorali. Una volta confermata la vittoria democratica, il mercato ha nuovamente prestato particolare attenzione alle conseguenze del nuovo equilibrio politico a Washington sulla guerra con l’Iran.

L’incertezza ruota attorno alla strategia che seguirà Trump nei prossimi mesi. Il presidente ha alternato operazioni militari con messaggi favorevoli alla negoziazione, mentre il Catar cerca di promuovere una via diplomatica al conflitto. Tuttavia, le posizioni di Washington e Teheran restano distanti e persiste il rischio di nuove interruzioni della fornitura di energia.

Lo Stretto di Hormuz continua a essere il principale fattore di rischio per il petrolio, per la sua importanza nel trasporto di greggio e di gas naturale liquefatto dal Golfo Persico. Qualsiasi aggravamento delle ostilità potrebbe rendere più difficili le spedizioni e mantenere elevati i prezzi internazionali.

A questa situazione si aggiunge una riduzione inattesa delle riserve statunitensi di petrolio. I dati preliminari dell’American Petroleum Institute indicano una diminuzione di 5,27 milioni di barili durante l’ultima settimana, a fronte delle previsioni di aumento delle scorte.

Il gas europeo si aggira attorno ai 93 euro e mantiene la pressione sull’industria

Anche il gas naturale registra rialzi. Il contratto di riferimento europeo TTF, negoziato nei Paesi Bassi, avanza di circa l’1,6%, fino a 93 euro per megawattora, mentre il mercato britannico NBP guadagna circa l’1,25%.

L’evoluzione riflette i dubbi sulla sicurezza dell’approvvigionamento di gas naturale liquefatto proveniente dal Medio Oriente. Le interruzioni del traffico marittimo per Hormuz hanno colpito le esportazioni del Catar, uno dei grandi fornitori mondiali, e hanno aumentato la concorrenza tra Europa e Asia per i carichi disponibili.

La situazione risulta particolarmente delicata per l’economia europea in vista dell’arrivo dell’inverno. Le riserve comunitarie si trovano attorno al 74,6% della propria capacità, mentre le importazioni di gas naturale liquefatto restano al di sotto dei livelli precedenti al conflitto.

L’aumento del prezzo del gas minaccia di innalzare i costi di produzione delle industrie ad alta intensità energetica, in particolare la chimica, la siderurgia e la produzione di fertilizzanti. Può anche riflettersi sul mercato elettrico, a seconda della quota delle centrali a gas nella generazione e nella formazione dei prezzi.

Il rialzo simultaneo di petrolio e gas introduce un elemento di cautela in una giornata di forti guadagni in Borsa. Un periodo prolungato di energia cara potrebbe alimentare l’inflazione e limitare il margine della Banca Centrale Europea per rendere più economico il finanziamento di imprese e famiglie.

Le borse europee avanzano mentre Wall Street recupera terreno

Anche le principali piazze europee registrano guadagni, sebbene con differenze tra settori e Paesi. Milano ha brillato fin dall’apertura con rialzi superiori all’1%, mentre Francoforte, Parigi e Londra hanno iniziato la seduta con aumenti più moderati.

L’indice pan-europeo Stoxx 600 ha guadagnato circa l’1%, grazie al sostegno di banche e società di energie rinnovabili. Il recupero avviene dopo una notte di vendite sui futures azionari statunitensi.

I contratti del Nasdaq 100 sono arrivati a scendere di circa il 2,3% e quelli dell’S&P 500 di circa l’1,3%, per il timore che il nuovo Congresso spinga verso una supervisione più rigorosa delle grandi società tecnologiche, soprattutto nel campo dell’intelligenza artificiale. Successivamente, i futures hanno recuperato terreno e sono arrivati persino a passare in positivo.

La vittoria democratica introduce nuove incertezze per le società tecnologiche statunitensi, che potrebbero trovarsi ad affrontare un maggiore controllo regolatorio. Modifica inoltre le aspettative sui futuri tagli alle imposte e sull’evoluzione della spesa pubblica federale.

In Asia, la reazione è stata contrastata. La Borsa di Shanghai è salita del 2,16% e il Kospi sudcoreano ha avanzato dello 0,62%, mentre il Nikkei giapponese è sceso dell’1,42%.

Il dollaro perde valore e cala la redditività del debito statunitense

Il risultato elettorale si riflette anche su valute e obbligazioni. Il dollaro si indebolisce rispetto all’euro, mentre gli investitori acquistano debito pubblico statunitense in vista della possibilità che il Congresso democratico limiti future misure di espansione fiscale.

Il rendimento del Treasury a dieci anni è sceso di circa tre punti base, fino al 4,92%. Il movimento risponde alle aspettative secondo cui le nuove maggioranze parlamentari renderanno più difficile l’approvazione di tagli alle tasse che potrebbero aumentare il deficit federale.

Tuttavia, il comportamento dei mercati energetici mostra che l’esito elettorale non elimina le principali incertezze economiche. Trump conserva ampie competenze in politica estera e la nuova composizione del Congresso non inizierà a esercitare le sue funzioni fino a gennaio 2027.

In questo modo, la Borsa spagnola accoglie con forti guadagni la sconfitta repubblicana, mentre petrolio e gas continuano a riflettere i rischi della guerra con l’Iran. L’evoluzione di Wall Street e le prossime decisioni di Washington sul conflitto saranno decisive per verificare se la ripresa di Borsa si consolida.