La BCE dà il via libera a Intesa Sanpaolo per prendere il controllo di Monte dei Paschi di Siena

La BCE e la Banca d'Italia autorizzano l'OPA di Intesa Sanpaolo su MPS mentre cresce l'opposizione dei grandi azionisti al piano alternativo della banca toscana.

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La Banca Centrale Europea (BCE) ha concesso a Intesa Sanpaolo l’autorizzazione preliminare necessaria per assumere il controllo diretto di Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS), dopo che la maggiore banca italiana ha lanciato a giugno un’offerta pubblica di acquisto valutata intorno a 34.000 milioni di euro.

Nell’ambito di questa operazione, il BCE ha dato il via libera a Intesa Sanpaolo per acquisire la partecipazione di controllo diretto in MPS, così come partecipazioni di controllo indirette in Wise Dialog Bank e Mediobanca, oltre a una partecipazione indiretta qualificata in Banca Progetto.

Il supervisore europeo ha approvato simultaneamente l’assunzione di una partecipazione in MPS e nelle sue filiali il cui valore aggregato superi il 10% del patrimonio consolidato del Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo.

Parallelamente, la Banca d’Italia ha concesso all’entità guidata da Carlo Messina l’autorizzazione preliminare per l’acquisizione di partecipazioni di controllo indirette in Monte Paschi Fiduciaria, Spafid, MBPS Leasing, MBCredit Solutions, MBFacta e Mediobanca SGR, così come di partecipazioni qualificate indirette in Fidi Toscana e nelle società di gestione patrimoniale del Gruppo Generali.

Dopo queste autorizzazioni, il passo regolatorio successivo dell’OPA spetta al supervisore di borsa italiano, Consob, che presumibilmente darà il via libera al prospetto dell’offerta all’inizio di novembre, prima della revisione da parte dell’autorità antitrust, la cui risoluzione è attesa più avanti nel prossimo mese.

Lo scorso 3 ottobre, Intesa Sanpaolo ha comunicato che incrementava la parte in contanti dell’offerta fino a 1,25 euro per ciascuna azione di MPS, rispetto all’euro inizialmente proposto a giugno, mantenendo invariata la componente in azioni a 1,6 titoli propri di nuova emissione. Con ciò, il valore totale dell’operazione è salito a circa 34.000 milioni di euro, rispetto ai 30.600 milioni iniziali.

L’annuncio di Intesa arriva alla vigilia dell’assemblea generale degli azionisti che Banca Monte dei Paschi di Siena terrà questo giovedì, nella quale si voterà il piano ideato dall’amministratore delegato della banca toscana, Luigi Lovaglio, per l’acquisizione mediante due offerte "simultanee e parallele" di Banco BPM e Banca Generali per un importo complessivo vicino a 34.000 milioni, con l’obiettivo di frenare l’OPA di Intesa.

Tuttavia, nelle ultime settimane diversi azionisti della banca più antica del mondo hanno manifestato pubblicamente il loro rifiuto di queste proposte, tra cui i fondi istituzionali statunitensi Sistema di Jubilación de los Maestros del Estado de California (CalSTRS), Sistema de Jubilación de los Empleados Públicos de California (CalPERS) e Junta Estatal de Administración de Florida (SBA Florida), tutti con partecipazioni di minoranza in MPS.

In precedenza, Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio e principale azionista della banca con il 17,6%; il gruppo Caltagirone, holding imprenditoriale italiana con il 10,26% del capitale, ed Edizione, con l'1,45%, avevano già anticipato che non sosterranno le offerte su Banco BPM e Banca Generali.