Più di 20.000 organizzazioni della società civile si sono schierate a favore dello sciopero generale per la casa dell’11 novembre, promosso dalla Confederazione dei Sindacati di Inquiline (CSI). A questa convocazione si sono aggiunte associazioni di quartiere, movimenti femministi, pensionati e studenti, enti ecologisti e numerosi collettivi dell’ambito culturale e del mondo rurale.
Come ha dettagliato il sindacato in una nota stampa, più di 1.340 comitati di sciopero lavorano già in 108 città per ultimare i preparativi per la giornata di mobilitazione.
A cinque giorni dall’appuntamento, la CSI sottolinea la “diversità” dei consensi ottenuti. Tra questi ci sono tutte le associazioni di quartiere integrate nella Confederazione Statale delle Associazioni di Quartiere (CEAV), la piattaforma Regularización Ya!, il movimento pensionista raggruppato in COESPE e il cooperativismo sociale e solidale collegato a REAS.
Inoltre, si sono incorporate organizzazioni femministe, associazioni contadine come Unió de Pagesos, il movimento studentesco, enti giovanili e sindacati delle lavoratrici della casa e delle cure, oltre a organizzazioni ecologiste come Ecologistas en Acción.
Anche il movimento di difesa dei diritti umani ha reso pubblico il proprio sostegno allo sciopero, con enti come Irídia, SOS Racisme Catalunya, Lafede-Justícia Global, Novact, Setem Catalunya, Entrepueblos e la Fundación Mundubat. Insieme a loro, si sono aggiunte organizzazioni di persone migranti come l’Associazione di Lavoratori e Immigrati Marocchini (ATIM) e AESCO.
Tra le entità aderenti figurano anche Facua-Consumatori in Azione, la Piattaforma delle Persone Colpite dall’Ipoteca (PAH), Greenpeace España, Giustizia Alimentaria e Amigas de la Tierra, oltre a federazioni di quartiere come la Federació d'Associacions Veïnals de Barcelona (FAVB), il Sindicat de Periodistes de Catalunya e la Federazione dei Sindacati dei Giornalisti.
La cultura e i lavoratori autonomi si aggiungono alla mobilitazione
Il settore culturale avrà anche una presenza nello sciopero. World Poetry Movement e diverse associazioni culturali hanno promosso un manifesto specifico e hanno organizzato l’iniziativa “Poetas contra el fascismo: la cultura en huelga”, che prevede 68 letture in 38 paesi. In Spagna, 300 poeti parteciperanno a questo tipo di eventi in 15 città.
D’altra parte, le organizzazioni di lavoratori autonomi UATAE, UPTA e il Sindicato de Personas Autónomas de CNT (SIPA) hanno esortato il piccolo commercio ad abbassare la saracinesca l’11 novembre sotto lo slogan "Questa saracinesca sciopera anche".
La CSI ritiene che l’ampiezza di questi sostegni evidenzi che l’accesso all’alloggio "non è più un problema esclusivo di chi vive di affitto" ma che sia diventato "una questione che riguarda l’intero Paese". In questa linea, denuncia che gli affitti consumano una parte sempre maggiore di salari e pensioni mentre il settore immobiliare continua a crescere.
Il portavoce della CSI, Aldo Reverte, ha spiegato che la mobilitazione si è articolata in poche settimane e che lo sfratto di Maricarmen Abascal, un’aquilina di 87 anni, ha scatenato un’ondata di indignazione che ha portato in strada oltre un milione e mezzo di persone nei giorni 3 e 4 ottobre.
Da allora, sono stati messi in campo più di 1.340 comitati di sciopero nelle 108 città più popolose del Paese. Inoltre, i quartieri celebreranno lunedì 9 novembre una cacerolada per dare maggiore visibilità alla convocazione.
Lo sciopero generale dell’11 novembre, che chiede una riduzione degli affitti e la fine del business legato all’abitazione, è indetto dalla Confederación de Sindicatos de Inquilinas e dalle sue organizzazioni territoriali, insieme a sindacati dell’abitazione e del lavoro come CGT, CNT, CCOO, UGT, ELA, LAB e CIG, tra gli altri.