Prezzo della luce oggi, 31 ottobre: le ore più economiche e cosa guardare prima di accendere il riscaldamento

Il mercato all’ingrosso registra una media di 208,98 euro per megawattora. Per il consumatore con PVPC, i riferimenti orari consultati collocano il minimo nelle prime ore del pomeriggio e il massimo tra le 19.00 e le 20.00

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Il prezzo della luce di questo sabato, 31 ottobre, obbliga a distinguere tra due cifre che rispondono a domande diverse. Il mercato all’ingrosso segna una media di 208,98 euro per megawattora, secondo OMIE. Tale importo corrisponde alla negoziazione dell’elettricità e non è il prezzo finale che appare nella bolletta di un’abitazione.

Per coloro che hanno contrattato la tariffa regolata PVPC, i riferimenti pubblicati da PVPC.es e Vico collocano la fascia più economica tra le 14.00 e le 15.00, con 0,0215 euro per kilowattora. La più cara appare tra le 19.00 e le 20.00, con 0,3259 euro. Gli importi orari di Vico corrispondono al termine dell’energia, senza imposta elettrica, IVA né termine di potenza.

Prezzo della luce per ore questo sabato

La tabella permette di confrontare il costo dell’energia tra le ore. Non rappresenta una tariffa applicabile a tutti i contratti né include tutti i concetti della bolletta.





























31 ottobre 2026 · Termine di energia PVPC · Ora peninsulare
Fascia orariaPrezzo in €/kWh
00.00–01.000,2379
01.00–02.000,2452
02.00–03.000,2506
03.00–04.000,2477
04.00–05.000,2434
05.00–06.000,2372
06.00–07.000,2326
07.00–08.000,2597
08.00–09.000,2530
09.00–10.000,1633
10.00–11.000,0789
11.00–12.000,0292
12.00–13.000,0235
13.00–14.000,0227
14.00–15.00 · Minimo0,0215
15.00–16.000,0292
16.00–17.000,1256
17.00–18.000,2508
18.00–19.000,3096
19.00–20.00 · Massimo0,3259
20.00–21.000,3179
21.00–22.000,2761
22.00–23.000,2566
23.00–24.000,2472


Fonte: tabella pubblicata da Vico per il 31/10/2026. Importi senza imposta elettrica, IVA né termine di potenza. Non equivalgono al prezzo finale della fattura.


Quanto cambia il costo di un radiatore elettrico

Un apparecchio che consumi in modo costante 2.000 watt durante un’ora utilizza 2 kWh. Applicando i riferimenti della tabella, la componente di energia sarebbe di circa 0,043 euro nell’ora più economica e di 0,652 euro nella più cara.

È un esempio di calcolo, non una stima completa della bolletta. Nemmeno significa che qualsiasi radiatore consumi continuamente alla sua potenza massima: il termostato e il tempo effettivo di funzionamento modificano il consumo.

L’operazione può essere fatta con qualsiasi apparecchio: potenza in kilowatt moltiplicata per ore di uso e per prezzo del kilowattora.

Perché queste ore possono non influire sul tuo contratto

Prima di riorganizzare il consumo bisogna guardare la bolletta. Un cliente del mercato libero con prezzo fisso per kWh non paga necessariamente meno per utilizzare un elettrodomestico durante il minimo del PVPC.

Esistono anche contratti con più periodi o formule indicizzate. In quei casi bisogna consultare la struttura concreta pattuita con la commercializzatrice.

La prima verifica, quindi, non è l’orologio, ma il nome della tariffa e le sue condizioni. Dopo si può valutare se valga la pena spostare consumi flessibili, come un ciclo di lavatrice o lavastoviglie.

Il prezzo all’ingrosso non permette di calcolare direttamente la bolletta

Dividere gli 208,98 euro per MWh per mille dà 0,20898 euro per kWh, ma questa conversione di unità non trasforma il dato di OMIE in una tariffa domestica.

La bolletta incorpora altri componenti e dipende dal contratto. Utilizzare la media all’ingrosso come se fosse l’importo finale può portare a calcolare male sia la spesa del riscaldamento sia il risparmio previsto cambiando orario.