Santiago Abascal vuole che la crescita di Vox sia interpretata come una condizione per il cambio di Governo. In un'intervista concessa a El Mundo, il leader della formazione sostiene che il suo partito è decisivo per costruire un'alternativa a Pedro Sánchez e rivendica un elettorato che, secondo quanto afferma, travalica i confini tradizionali della destra.
«A noi vota gente che ha votato a destra per tutta la vita, alcuni che hanno votato a sinistra e molti altri che si astenevano», dichiara. Con questo argomento, Abascal cerca di differenziare la sua offerta da quella del PP mentre difende gli accordi tra entrambe le formazioni per il Senato.
L'intervista, pubblicata in piena crisi per l'incidente ferroviario di Urda, fissa anche alcune delle sue posizioni di fronte a un'eventuale negoziazione post-elettorale: evita di parlare di ministeri, considera irrinunciabile la «priorità nazionale» e colloca tra le sue prime azioni un'auditoria della spesa pubblica e misure sul confine di Ceuta.
Vox si presenta come un'opzione per ex elettori di sinistra e astensionisti
Abascal risponde alla competizione con il PP rivendicando una propria identità elettorale. «Credo che Vox conosca i propri elettori e non è un elettorato di destra», afferma in El Mundo.
La sua spiegazione si basa sulla provenienza di coloro che, a suo dire, sostengono il partito: ex elettori della destra, persone che in passato sceglievano opzioni di sinistra e cittadini che non partecipavano alle elezioni. L'intervista non fornisce dati che permettano di quantificare ciascun gruppo; si tratta della descrizione che il dirigente fa della sua base elettorale.
Abascal individua quattro elementi della sua proposta: la «priorità nazionale», la deregolamentazione, una forte riduzione fiscale e la cosiddetta «remigrazione». Sostiene che queste posizioni lo distinguono dal PP e ammette che chi non le condivida possa trovare un'opzione nel partito di Feijóo.
Il suo messaggio combina, dunque, competizione e intesa: rivendica ragioni per votare Vox, ma difende la collaborazione con il PP quando ritiene che faciliti l'uscita di Sánchez.
«La crescita di Vox» come argomento contro il voto utile al PP
Il leader di Vox respinge l'idea che un avanzamento della sua formazione avvantaggi il presidente del Governo nel rendere più difficile un'alternativa.
«La crescita di Vox è l’unica cosa che in questo momento sta assicurando che ci sia un’alternativa», sostiene nell’intervista. È l’argomento con cui cerca di trasformare un maggiore sostegno al suo partito in garanzia di cambiamento politico.
Abascal si mostra, allo stesso tempo, diffidente verso i sondaggi. Mette in dubbio la capacità di alcuni rilevamenti di misurare lo stato d’animo dei cittadini in momenti di eventi gravi ed evita di impegnarsi su una cifra di voti o seggi.
La sua richiesta all’elettorato si riassume in una frase che usa ricordando le sue conversazioni con i simpatizzanti: «Se non volete che io rimanga a metà, non votatemi a metà».
Con essa collega la capacità di applicare il suo programma al peso che otterrà nelle urne. Non precisa, tuttavia, quale risultato considererebbe sufficiente né quale formula di Governo difenderebbe dopo il 29N.
L’accordo per il Senato: collaborazione senza rinunciare a competere
Interrogato sull’intesa con il PP per le elezioni al Senato, Abascal preferisce parlare di «gesti reciproci e mutui». Li giustifica come una risposta ai tentativi della sinistra di coordinare candidature e assicurarsi una maggioranza nella Camera Alta.
Secondo quanto spiega a El Mundo, il suo obiettivo è evitare che il Senato possa diventare un ostacolo per un eventuale Governo alternativo. Ritiene anche auspicabile raggiungere una maggioranza dei tre quinti, anche se non offre una proiezione che consenta di anticipare quel risultato.
L’intervistatore pone la questione se la collaborazione possa favorire un travaso di voto utile verso il PP. Abascal risponde che la sua principale preoccupazione è la continuità di Sánchez e difende l’accordo come una decisione al servizio del cambio di Governo.
La sua posizione mantiene aperte due strategie simultanee: coordinarsi con il PP al Senato e chiedere una maggiore forza propria per condizionare ciò che accadrà dopo le elezioni.
La «priorità nazionale», la sua condizione per negoziare dopo il 29N
Abascal evita di entrare in una ripartizione di incarichi. «Da me non troverà nessuno che parli di ripartizione dei poteri, di ministeri né di nulla di simile», assicura.
Stabilisce però una condizione politica: la «priorità nazionale» sarà irrinunciabile. Nell’intervista collega quel concetto alla difesa dell’interesse generale e a misure migratorie e di frontiera, specialmente a Ceuta.
Tra le sue prime azioni colloca anche una revisione dei conti e della spesa dello Stato. Rivendica di conoscere la situazione delle finanze pubbliche prima di affrontare cambiamenti ed esprime la sua sfiducia nei dati offerti dal Governo, senza apportare nella conversazione una revisione alternativa che attesti irregolarità.
Il dirigente combina tali richieste con un avvertimento ai propri elettori: i cambiamenti non sarebbero immediati. Riconosce che trasformare infrastrutture, servizi pubblici e istituzioni richiederebbe tempo e un sostegno politico sufficiente.
Abascal difende mantenere la campagna dopo Urda e mette in discussione l'indicazione di un lavoratore
L'incidente ferroviario occupa una parte centrale dell'intervista. Abascal difende la sua decisione di continuare con gli atti politici durante il lutto e sostiene che continuare a lavorare è compatibile con il rispetto per le vittime.
«Che nessuno utilizzi il lutto per farci tacere», dichiara a El Mundo. Esprime anche le sue riserve di fronte alle visite di politici senza responsabilità esecutive ai luoghi delle catastrofi e rivendica l'intimità delle famiglie.
Sulle cause del sinistro, chiede che siano i tecnici e i giudici a determinarle. Allo stesso tempo, critica che le spiegazioni si concentrino sull'operato di un lavoratore del centro di controllo.
«Cercare di convincere l'opinione pubblica che si tratti di un errore umano ed esporre quel lavoratore mi sembra una canagliata della peggiore specie», afferma.
Abascal formula inoltre accuse sulla gestione delle infrastrutture e pone possibili legami con la corruzione. Sono accuse del leader di Vox: l'intervista non apporta prove che consentano di stabilire tale relazione causale con l'incidente.
Il messaggio agli anziani: sanità, sicurezza e futuro delle loro famiglie
Interrogato sulle differenze di sostegno tra generazioni, Abascal respinge che l'immagine dei suoi atti rifletta una debolezza tra gli anziani. Assicura di percepire una partecipazione varia per età e situazione economica.
La sua risposta cerca di ampliare il messaggio rivolto a quell'elettorato oltre le pensioni. Parla di assistenza sanitaria, sicurezza e opportunità per figli e nipoti, e respinge che Vox intenda smettere di pagare le prestazioni.
Cosa propone sull'immigrazione e cosa resta da concretizzare
Abascal sviluppa anche il suo concetto di «rimigrazione». Distingue tra coloro che, secondo il suo approccio, dipendono dagli aiuti senza aver contribuito e le persone che hanno lavorato, versato contributi e successivamente perdono il loro lavoro. Su queste ultime riconosce che hanno acquisito diritti che devono essere rispettati.
Difende inoltre i rimpatri di coloro che entrino irregolarmente e l’espulsione degli stranieri che commettono reati. Lo stesso dirigente ammette che le sue proposte richiederebbero cambiamenti legislativi in Spagna e in ambito europeo; l’intervista non dettaglia la loro articolazione giuridica.In materia elettorale, torna ad accusare il Governo di tentare di alterare il censimento mediante le naturalizzazioni collegate alla cosiddetta legge dei nipoti.