Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha risposto questo giovedì alla premier italiana, Giorgia Meloni, con una lettera in cui difende che l’Unione europea deve partecipare ai colloqui che determineranno il futuro dell’Ucraina e la sicurezza del continente. Costa ha inoltre accolto la richiesta della mandataria italiana di affrontare questa questione nella prossima riunione informale del Consiglio europeo, prevista a Dublino.
La risposta arriva dopo che Meloni aveva trasferito per iscritto le sue preoccupazioni sul ruolo dell’UE nei negoziati legati alla guerra in Ucraina. Costa condivide la necessità che i Ventisette agiscano in modo coordinato e possano difendere i propri interessi in qualsiasi discussione che incida sulla sicurezza europea.
"L’Unione europea deve partecipare in modo adeguato ai dibattiti che definiscono la sicurezza dell’Europa e il futuro dell’Ucraina", sottolinea il presidente del Consiglio europeo nella lettera, alla quale ha avuto accesso DEMÓCRATA.
Costa aggiunge che tale partecipazione deve essere organizzata in modo che l’UE possa trasmettere "un messaggio chiaro e unificato", difendere i propri interessi e mantenere il suo sostegno all’Ucraina.
Costa rivendica il ruolo delle istituzioni europee
Uno dei punti centrali della risposta è la difesa secondo cui siano le stesse istituzioni comunitarie a doversi occupare di rappresentare gli interessi dell’Unione nei colloqui internazionali.
"Gli interessi dell’Unione europea devono essere rappresentati dalle sue istituzioni, conformemente ai Trattati", afferma Costa.
Il presidente del Consiglio europeo ricorda a Meloni che questa questione è già stata affrontata in precedenti riunioni con i capi di Stato e di governo dei Ventisette.
La sua posizione risponde al dibattito su come dovrebbe partecipare l’UE ai negoziati che incidono sull’Ucraina, soprattutto quando le decisioni che saranno adottate possono avere conseguenze per la sicurezza dell’intero continente.
Costa nella sua lettera non propone un meccanismo concreto di rappresentanza né identifica chi dovrebbe partecipare a quei colloqui. Insiste però sulla necessità che l’Unione possa intervenire con una posizione comune e difendere i suoi interessi istituzionali.
Il dibattito arriverà alla prossima cumbre informale di Dublino
Costa ha inoltre accettato la richiesta di Meloni di includere questa questione nelle conversazioni della prossima riunione informale del Consiglio europeo.
"Prendo nota della tua richiesta di continuare a discutere questa questione nella prossima riunione informale del Consiglio europeo a Dublino e riserverò tempo per questa discussione", le comunica.
La risposta apre la porta affinché i leader europei affrontino direttamente come organizzare la partecipazione comunitaria nei negoziati sull’Ucraina.
La lettera non anticipa alcuna decisione sul formato di tale rappresentanza, ma conferma che la questione avrà spazio nell’agenda dei capi di Stato e di governo.
Una pace duratura e con l’Ucraina
Il presidente del Consiglio europeo inquadra la sua risposta nelle conseguenze dell’invasione russa e nella necessità che l’Europa mantenga una posizione comune.
Costa ritiene che le sofferenze umane provocate dalla guerra e le sue conseguenze per la sicurezza europea esigano di agire con "coerenza, unità e determinazione".
Nella chiusura della sua lettera, difende che l’obiettivo condiviso deve essere che l’Unione contribuisca in modo efficace a raggiungere "una pace giusta, duratura e sostenibile", in stretta cooperazione con l’Ucraina e gli altri partner internazionali.
Con questa risposta, Costa accoglie la richiesta di Meloni di aprire una discussione tra i leader europei e ribadisce che l’UE deve avere una propria voce nelle decisioni che incidono sulla sicurezza del continente.