Un’operazione delle Forze Armate della Colombia contro una base del Clan del Golfo nel dipartimento di Chocó ha lasciato, in via preliminare, sei persone morte e un catturato, secondo la conferma del presidente del paese, Abelardo de la Espriella.
L’offensiva è stata portata a termine nelle prime ore di mercoledì da unità del Comando contro il Narcotraffico e le Minacce Transnazionali (CONAT), in coordinamento con l’Aeronautica, e rappresenta il sesto bombardamento ordinato dal capo dello Stato da quando ha assunto la Presidenza nella Casa de Nariño.
Come informa il quotidiano colombiano "El Espectador", de la Espriella ha avvertito che il numero dei deceduti potrebbe aumentare nelle prossime ore a causa della difficoltà del terreno. "Abbiamo sei abbattuti, un catturato, ma ce ne sono altri. Il fatto è che era su un pendio, e stiamo cercando altri corpi", ha indicato il presidente, anticipando che questo giovedì verrà fornito un rapporto completo sull’operazione.
Oltre ai morti e alla cattura, le forze di sicurezza hanno sequestrato un importante arsenale con armi, esplosivi e munizioni che, secondo i rapporti di intelligence militare citati dallo stesso mezzo, erano destinati ad attentati contro la Fuerza Pública e contro la popolazione civile di quella zona del paese.
Il bombardamento coincide con la decisione del Tribunal Superior di Bogotá di annullare la sentenza che aveva limitato parzialmente la politica di attacchi aerei del Governo. Quella misura cautelare, approvata a metà settembre, proibiva questo tipo di azioni militari quando si accertasse la presenza di minori reclutati da gruppi armati, un fatto corroborato dal direttore del Instituto Nacional de Medicina Legal y Ciencias Forenses, che ha contato otto minori morti in queste operazioni.
Dopo la risoluzione giudiziaria, la Presidenza ha celebrato la revoca e ha sottolineato che i bombardamenti si svolgono sotto il "rigoroso rispetto della Costituzione, della legge e del Diritto Internazionale Umanitario".