L’attivista saharawi e presidente dell’Istanza Saharawi Contro l’Occupazione Marocchina (ISACOM), Aminetou Haidar, ha denunciato la responsabilità dell’Unione Europea e di diversi paesi occidentali nelle violazioni dei diritti umani attribuite al Marocco nel Sahara Occidentale, che, secondo quanto sostiene, consentono di mantenere il saccheggio illegale delle risorse naturali di quella che fu colonia spagnola.
"Questa complicità dell’UE con lo Stato occupante del Marocco deriva da alleanze politiche ed economiche che rafforzano l’occupazione e rafforzano il suo sistema repressivo, rafforzando le sue capacità economiche e politiche, mentre rafforzano i meccanismi di repressione inflitti alla popolazione civile saharawi nelle zone occupate", ha affermato Haidar in un’intervista con l’organizzazione per i Diritti Umani svedese Artikel2.
Haidar ha definito "ironico" che la popolazione saharawi rimanga nei campi profughi e dipenda da un aiuto umanitario sempre più scarso, mentre "la sua terra occupata è ricca di risorse naturali che vengono sfruttate senza beneficiare i suoi legittimi proprietari".
In questo senso, ha segnalato la "continua politica di isolamento e repressione che continuano a imporre le autorità di occupazione marocchine ai civili saharawi che protestano contro l’occupazione". "Persino le piccole riunioni e manifestazioni pacifiche sono proibite e i loro partecipanti sono sottoposti a tortura, molestie e false accuse", ha denunciato.
La difensora dei diritti umani ha inoltre ricordato che lei stessa è rimasta quattro anni scomparsa, periodo in cui è stata sottoposta a torture. Successivamente ha trascorso sette mesi in prigione, durante i quali la sua famiglia ignorava se fosse ancora in vita. La sua uscita dal carcere la riportò, ha spiegato, a "una realtà di assedio, sorveglianza, interrogatori e molestie costanti".
Infine, Haidar ha esortato a "rompere il blocco mediatico imposto alle zone occupate del Sahara Occidentale" come "responsabilità condivisa che ricade sulla comunità internazionale, la società civile e gli individui, dato il ruolo cruciale che svolgono le voci internazionali nel denunciare le violazioni e nel mantenere la causa saharawi presente nel dibattito internazionale".
Un conflitto in sospeso dal 1975
L'antica colonia spagnola del Sahara Occidentale fu occupata dal Marocco nel 1975, nonostante la resistenza armata del Fronte Polisario. Entrambe le parti si affrontarono in una guerra che si prolungò fino al 1991, quando si concordò un cessate il fuoco con l'impegno di organizzare un referendum di autodeterminazione. Tuttavia, i disaccordi sulla elaborazione del censimento elettorale e sulla possibile partecipazione dei coloni marocchini hanno impedito fino a oggi la celebrazione di tale consultazione.