Tra 600.000 e 1,5 milioni di manifestanti, secondo le cifre del Governo e dei sindacati, hanno preso d’assalto questo giovedì le strade delle principali città della Francia nell’ambito dello sciopero generale che, per il momento, mette il sigillo a diverse settimane di proteste e disordini che hanno fatto schizzare la tensione sociale nel Paese a livelli senza precedenti nel corso di questo decennio.
La concomitanza delle marce studentesche per chiedere cambiamenti nell’istruzione secondaria con il ritorno in strada del movimento dei “gilet gialli”, che denuncia l’aumento del costo della vita e chiede le dimissioni del presidente Emmanuel Macron, ha dato vita a una dinamica di proteste ed episodi violenti che si è conclusa con lo stop nazionale di questo giovedì, promosso dalle centrali sindacali a difesa del potere d’acquisto.
Al calar della sera, la Place de la Nation continua a essere affollata di concentrati mentre la Polizia mantiene gli accessi alle statue della fontana centrale transennati e sono già state registrate le prime interventi delle unità anti-sommossa.
Mercoledì sera, il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, aveva anticipato l’impiego di 70.000 poliziotti e gendarmi per la giornata di oggi e garantito una risposta “estremamente ferma” di fronte a qualsiasi possibile “disordine”.
Nello stesso senso, ha sottolineato l’importanza di reagire in modo “fermo” di fronte a qualsiasi scoppio di violenza e ha precisato in una nota ufficiale che il dispositivo include unità specializzate, oltre a droni, elicotteri, brigate a cavallo, squadre canine, 26 veicoli blindati Centaure della Gendarmeria e circa quindici veicoli anfibi.
Secondo il bilancio diffuso dal Ministero dell’Interno alle 18.00, sono stati contabilizzati 430 incidenti, a fronte dei 227 del 31 ottobre e dei 289 del 24 ottobre, con 448 persone arrestate, 53 agenti delle forze di sicurezza feriti e 86 interventi legati a incendi.
In questo scenario, il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha annunciato la convocazione di una “conferenza sociale” con sindacati e organizzazioni dei datori di lavoro per il prossimo lunedì a Matignon, con l’obiettivo di “dare risposta alle questioni di potere d’acquisto e salari”, mentre Lecornu ha chiesto al Ministro del Lavoro, Jean-Pierre Farandou.
Per quanto riguarda altre città del Paese, a Tolosa sono state registrate 19 detenzioni, 14 delle quali ancora sotto custodia di polizia, dopo diversi scontri che hanno provocato almeno tre agenti di Polizia feriti, secondo i dati della polizia citati da 'Le Figaro'.