Il presidente della Francia, Emmanuel Macron, ha reclamato questo martedì davanti all'Assemblea Generale dell'ONU a New York "di non cedere di fronte alla fatalità", in un intervento in cui ha rivendicato la validità della Carta delle Nazioni Unite come quadro affinché i diversi Stati e popoli possano "coesistere".
Il inquilino dell'Eliseo ha appellato a "mantenere la determinazione, un'azione ottimista", un principio che, ha ricordato, difende da quando è arrivato alla Presidenza nel 2017.
"Non cediamo alla fatalità, alla sconfitta. Ora è di moda dire che qui all'ONU veniamo solo a pronunciare discorsi ma non si fa di più, ma (...) questo non è vero e ancor meno oggi che prima così non cediamo a cinque cose", ha affermato, prima di porre la disgiuntiva di "vogliamo vivere in questo stato di natura con un ritorno alla legge della giungla o in una società internazionale civilizzata"?
Tra questi cinque punti, ha evidenziato la necessità di un impegno reale per raggiungere "soluzioni concrete" ai conflitti. Ha sottolineato che "il Diritto Internazionale non ha mai cercato di descrivere la realtà, indica i limiti che si autoimponono i sovrani e affinché la forza non sia l'unico elemento in caso di confronto (...) Coloro che dimenticano questo commettono un errore morale", avvertendo di una "nuova era di barbarie" nelle guerre attuali.
Macron ha esigito anche "di non accettare un nuovo ordine di impunità che c'è chi vuole instaurare", e ha garantito che la Francia "continua a prestare un supporto politico e anche operativo al meccanismo internazionale di giustizia", con menzione esplicita al Tribunale Penale Internazionale (TPI), i cui magistrati sono stati oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti.
Il mandatario ha allertato anche contro la tentazione di "cedere di fronte alla divisione del mondo, a questa frattura che molti descrivono e alcuni utilizzano tra il nord e il sud (...) Se permettiamo che questa divisione si radichi, si alimenta il doppio standard che alcuni esercitano. Ma dobbiamo riconciliare il nord e il sud per rispondere alle sfide, sia che si tratti del clima, della salute, dello sviluppo", ha sostenuto, rivendicando il multilateralismo.
In materia climatica, ha reiterato la necessità di "non cedere di fronte alla fatalità su questioni climatiche", e ha messo in valore "quanto abbiamo raggiunto dagli accordi di Parigi di undici anni fa, i cui principi continuano a essere validi, dai quali non ci siamo discostati".
Il dirigente francese ha ampliato questo appello all'intelligenza artificiale, chiedendo di non cedere "neppure un millimetro di fronte allo stato del mondo che sta emergendo riguardo" a questa tecnologia, e lo ha esteso alla protezione dell'infanzia e della gioventù, ammettendo nel contempo i rischi per la salute associati in particolare all'uso dei social media.
Ciò che accade a Gaza è "uno spettacolo vergognoso"
Di fronte all'assemblea plenaria delle Nazioni Unite, Macron ha denunciato che la Striscia di Gaza si è trasformata in "uno spettacolo (che) vergogna" e ha ribadito la sua richiesta di riconoscimento dello Stato palestinese, ricordando che la Francia e altri paesi hanno adottato quella decisione quasi un anno fa, in coincidenza con l'80ª sessione dell'Assemblea Generale.
"Che credibilità abbiamo se continuiamo a non agire di fronte a ciò che accade a Gaza? Ci sono quelli che si vantano di una presunta pace in Palestina (...) ma quella pace non ha riaperto le vie umanitarie. Questo spettacolo ci vergogna tutti!", ha esclamato di fronte ai delegati.
"Guardate cosa sta succedendo in Cisgiordania, dove ogni giorno avvengono violazioni, ma in nome di cosa?", si è chiesto, suscitando applausi tra i presenti.
Macron ha esortato a "costruire ogni giorno il progetto che è il rispetto del diritto del popolo palestinese di esistere", insistendo nel contempo che è imprescindibile affrontare le condizioni di pace e le garanzie di sicurezza per Israele.
In ogni caso, ha avvisato "coloro che dicono che la sicurezza di Israele comporta violare i diritti dei vicini" che, agendo in questo modo, ciò che fanno è "indebolire" la stessa sicurezza israeliana.
Ucraina: proposta di "doppia moratoria" sulle infrastrutture energetiche
In relazione alla guerra in Ucraina, il presidente francese ha difeso una "doppia moratoria" sugli attacchi contro le infrastrutture energetiche sia nel territorio ucraino che russo, con l'obiettivo di costringere il Cremlino a "affrontare le proprie dichiarazioni".
"Sosteniamo l'iniziativa di una doppia moratoria, una moratoria sull'energia e le infrastrutture civili da entrambe le parti", ha dichiarato, prima di proporre "una moratoria nel Mar Nero che consenta di liberare i cereali e rispondere alla questione della sicurezza alimentare, così cruciale per tanti paesi emergenti e in via di sviluppo".
Macron ha sottolineato, infine, che il suo Governo "non risparmierà sforzi affinché inizino il prima possibile delle negoziazioni costruttive" tra Kiev e Mosca, e ha fatto un appello a sostenere la popolazione ucraina di fronte all'imminente arrivo dell'inverno, che lascerà il paese in una situazione particolarmente delicata a causa delle basse temperature.