Il governo yemenita con sede ad Aden, riconosciuto dalla comunità internazionale, ha respinto questo sabato come "false e ingannevoli" le accuse degli houthi su un presunto attacco con proiettili contro la capitale saudita, Riad, e ha sottolineato che queste informazioni cercano di coprire le loro "gravi perdite" negli ultimi scontri armati.
Il portavoce della coalizione guidata dall'Arabia Saudita, il generale Turki al Malki, ha spiegato al quotidiano 'Asharq Al Awsat' che "il colpo subito dagli houthi nella provincia di Taiz e le ingenti perdite umane subite per mano delle forze della coalizione hanno portato la milizia a cercare vittorie illusorie".
Al Malki ha sottolineato inoltre che i ribelli sostenuti dall'Iran cercano di "deviare l'attenzione dalla crescente rabbia popolare" nelle aree sotto il loro dominio, tra cui la capitale yemenita, Sana, epicentro del potere houthi da oltre dieci anni, quando è scoppiata l'attuale guerra civile.
Queste manifestazioni arrivano dopo che gli houthi si sono attribuiti un attacco contro Riad, in un nuovo aumento della tensione, mentre la coalizione internazionale ha riconosciuto bombardamenti su "diversi obiettivi militari legittimi" a Sana.
Il governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale ha segnalato che sono state condotte 257 operazioni contro posizioni houthi, secondo la rete Al Yazira, e ha anche informato della presa della fortezza di Sama, nel sud-est di Taiz, dopo "fierci combattimenti".
Secondo i loro calcoli, queste azioni avrebbero causato almeno 700 combattenti houthi morti e la distruzione di 170 veicoli militari, il che avrebbe ridotto in modo significativo la capacità di combattimento del gruppo.
Gli houthi hanno lanciato il 3 settembre un'offensiva in aree delle province di Taiz e Hodeida e da allora hanno ottenuto avanzamenti territoriali rilevanti, tra cui il controllo della città di Mocha e dei dintorni dello strategico stretto di Bab el Mandeb, il che ha rappresentato un duro colpo per le autorità riconosciute a livello internazionale.