Il ministro della Giustizia del Marocco, Abdellatif Ouahbi, ha ribadito questo venerdì i "diritti storici e geografici" che Rabat reclama sulle città autonome di Ceuta e Melilla, insistendo sulla necessità di aprire uno "spazio di dialogo" con le autorità spagnole per trattare questa questione.
"Difenderemo i nostri diritti storici e geografici, e vie di dialogo su questa questione", ha affermato in un'intervista alla rete pubblica 2M, nella quale ha anche chiesto "di trovare una soluzione definitiva" allo stato attuale di Ceuta e Melilla.
Il responsabile della Giustizia ha sottolineato l'opportunità di articolare uno "spazio di dialogo" con il Governo spagnolo per affrontare la "questione" di entrambe le città, argomentando che "non è possibile mantenere silenzio al riguardo, né per il bene del futuro né per il bene del presente".
Le sue dichiarazioni si sono verificate tre settimane dopo la crisi migratoria scatenata dall'arrivo irregolare di 72.000 persone a Ceuta dal territorio marocchino. La maggior parte di questi migranti è già stata rimpatriata, mentre l'Esecutivo centrale si concentra ora sull'assistenza ai minori non accompagnati che sono riusciti a entrare nella città.
In questa linea, Ouahbi ha nuovamente esortato l'Esecutivo spagnolo a procedere alla consegna di "tutti" i minori di nazionalità marocchina che ancora rimangono a Ceuta.