Le autorità iraniane hanno ribadito martedì che gli Stati Uniti devono soddisfare le loro richieste per procedere alla riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo aver criticato che, finora, Washington non ha risposto “in modo convincente” alle richieste presentate da Teheran nell’ambito dei contatti indiretti che entrambe le parti mantengono con la mediazione del Qatar.
Il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale dell’Iran, Mohsen Rezaei, ha sottolineato in un messaggio diffuso sui social che “La risposta degli Stati Uniti ai diritti e alle richieste dell’Iran non è stata convincente. Devono rispondere in modo completo e esplicito alle sette condizioni dell’Iran e rispettarle”.
In questo senso, il principale consigliere per la sicurezza della guida suprema iraniana ha evidenziato che “Solo allora lo Stretto di Hormuz sarà aperto”.
Parallelamente, il Governo egiziano ha chiesto martedì stesso “flessbilità” all’Iran durante una telefonata tra il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, e il suo omologo iraniano, Abbas Araqchi.
Abdelatty ha spiegato sui suoi social che “Ho sottolineato la necessità di agire con moderazione, ricorrere alla diplomazia e garantire la sicurezza nel Golfo, e ho esortato a mostrare flessibilità per raggiungere una soluzione politica che eviti un’escalation, della cui grave ripercussione politica, economica e di sicurezza il presidente (Abedlfatá) ha già avvertito al Sisi”.
Tali dichiarazioni arrivano mentre è in corso un intenso sforzo diplomatico degli ultimi giorni per chiudere un accordo di pace che prevede uno schema in due fasi per riaprire questo strategico corridoio marittimo, in modo che Teheran si impegnerebbe a consentire il passaggio una volta soddisfatte determinate condizioni.
Il Qatar, che agisce come mediatore tra le parti, ha rimarcato che esiste “speranza” di raggiungere un’intesa e ha insistito sul fatto che i colloqui continuano solo perché si percepisce la possibilità concreta di arrivare a un patto.