L’exmandatario di El Salvador Elías Antonio Saca, che ha governato il paese tra il 2004 e il 2009, ha lasciato il carcere dopo aver scontato una condanna a dieci anni per reati di corruzione. Lo ha confermato il Pubblico Ministero salvadoregno, che ha sottolineato che i beni sequestrati all’ex capo di Stato resteranno nelle mani delle autorità.
Il Ministero Pubblico ha segnalato che il procedimento giudiziario contro Saca, arrestato nel 2018, si conclude ora con la sua scarcerazione una volta scontata la pena inflitta per il dirottamento e il riciclaggio di 300 milioni di dollari (circa 266 milioni di euro) provenienti da risorse statali durante la sua amministrazione.
In questo contesto, l’organismo ha precisato che "La Fiscalía aclara que los bienes, empresas, inmuebles, vehículos y demás propiedades sujetas a medidas estatales continuarán bajo la custodia del Estado salvadoreño, conforme a las disposiciones legales y judiciales aplicables".
Allo stesso tempo, l’istituzione ha indicato di aver rilevato un presunto piano "attribuito al entonces fiscal general Douglas Arquímedes Meléndez Ruiz", che "contemplaba mecanismos legales orientados a permitir que el expresidente Saca recuperara su libertad antes de cumplir íntegramente la condena de una década de cárcel, incluso en un plazo inferior a la mitad de la pena impuesta".
Secondo la versione fornita, "Dicho plan fue desarticulado por la actual administración de la Fiscalía General de la República, que adoptó las medidas correspondientes para evitar que se concretara", prima di riaffermare il suo "compromiso" con "la legalidad, la transparencia y la defensa de los intereses del Estado salvadoreño".
Saca ha ricevuto nel settembre 2018 una condanna a dieci anni di carcere, dopo essere stato arrestato il 30 ottobre 2016 durante il matrimonio di suo figlio. L’ex governante ha raggiunto un accordo con la giustizia per sottoporsi a un giudizio abbreviato e ottenere riduzioni di pena in cambio dell’ammissione delle accuse.