Il viaggio di Javier Milei in Spagna si è concluso senza l’immagine che il presidente argentino cercava da tempo: un incontro bilaterale con Felipe VI al Palazzo della Zarzuela. L’assenza di quella riunione ha segnato il bilancio della sua visita a Madrid e ha portato diversi media argentini a interpretare la sua presenza nella capitale spagnola come un rovescio diplomatico, nonostante la sua partecipazione alla XXX Cumbre Iberoamericana de Jefes de Estado y de Gobierno.
La stampa argentina ha posto l’attenzione sull’impossibilità che Milei fosse ricevuto da solo dal monarca. Il quotidiano Clarín ha sottolineato che il presidente argentino cercava da tempo quella fotografia. Dal canto suo, La Nación ha spiegato che la Casa Real gli aveva comunicato una condizione per rendere possibile l’incontro: doveva riunirsi anche con Pedro Sánchez, un’opzione che il mandatario argentino aveva scartato pubblicamente.
La questione non era di poco conto per Milei. Questa era la sua ottava visita in Spagna e la prima legata a un appuntamento istituzionale di carattere multilaterale. Nei suoi precedenti spostamenti, il presidente aveva partecipato principalmente a eventi politici, conferenze e incontri con rappresentanti di Vox, senza che si verificasse una riunione ufficiale con il capo dello Stato spagnolo.
La condizione della Casa Real e il ruolo di Sánchez
La spiegazione del mancato incontro sta nel protocollo istituzionale spagnolo. Secondo quanto pubblicato da La Nación lo scorso 21 ottobre, la Casa Real ha ricordato al Governo argentino che la prassi abituale nelle visite dei capi di Stato in Spagna è che l’incontro con Felipe VI sia accompagnato da una riunione con il presidente del Governo. Le informazioni indicavano che Milei aveva comunicato in modo informale il suo interesse a incontrare il monarca, ma non era disposto a mantenere un incontro con Sánchez.
Milei aveva comunicato in modo informale il suo interesse a incontrare il monarca, ma non era disposto a mantenere un incontro con Sánchez
Il rapporto tra i due presidenti attraversa uno dei suoi momenti più tesi dal 2024, quando Milei ha accusato di corruzione Begoña Gómez, moglie del capo dell’Esecutivo, durante un atto di Vox a Madrid. La crisi diplomatica ha portato allora la Spagna a ritirare temporaneamente il suo ambasciatore a Buenos Aires. Da allora, gli attacchi verbali del mandatario argentino contro Sánchez si sono ripetuti in diversi contesti.
Lo stesso Milei è tornato ad attaccare il presidente spagnolo durante il suo intervento al Nueva Economía Fórum, svoltosi a Madrid il 21 ottobre. Lì lo ha definito "impresentabile dittatore" e di "corrotto", oltre a chiedere che i socialisti venissero estromessi dal potere nelle elezioni generali. Dichiarazioni che hanno evidenziato la distanza politica tra i due e che rendevano difficile qualsiasi gesto di avvicinamento istituzionale.
Clarín, tuttavia, introduce una sfumatura sul ruolo del Governo spagnolo nell’assenza della riunione. Il quotidiano ha chiesto a fonti della Moncloa se Sánchez avesse bloccato l’incontro tra Milei e Felipe VI. La risposta è stata che non risultava che l’Esecutivo fosse intervenuto per impedirlo, anche se hanno riconosciuto che l’agenda della Casa Reale con mandatari stranieri si concorda abitualmente con il Governo e che possono emergere riunioni non previste inizialmente.
Pertanto, non c’è una conferma che Sánchez bloccasse personalmente l’udienza. Quello che le informazioni riflettono è che il protocollo abituale collocava l’incontro con il presidente del Governo come condizione per facilitare l’incontro con il re, cosa che Milei non era disposto ad accettare.
L’assenza della fotografia con Felipe VI non è stato l’unico elemento che ha segnato la visita. La partecipazione di Milei al Vertice Iberoamericano era anche circondata da gesti di distanza. Il presidente argentino alla fine coincise con Sánchez e i due si salutarono alla vista del sovrano, in una scena che Página/12 ha descritto come un incontro freddo e in cui ha presentato il mandatario argentino come isolato.
Il quotidiano argentino ha intitolato la sua cronaca del 6 novembre Milei si è mostrato isolato e non è riuscito a evitare Sánchez e ha definito "fiacca" la sua partecipazione al vertice. Secondo la sua lettura, il presidente è tornato senza riuscire ad ottenere l’incontro con il re e con un appoggio limitato tra i mandatari presenti: il giornale ha sottolineato che solo i dirigenti dell’estrema destra si sono avvicinati per salutarlo, sebbene senza grandi manifestazioni di vicinanza.
L’agenda di Felipe VI durante il vertice sì includeva incontri con altri capi di Stato. Il sovrano ha ricevuto nel Palazzo Reale i presidenti del Cile, José Antonio Kast; dell’Honduras, Nasry Asfura; del Guatemala, Bernardo Arévalo, e la presidente della Costa Rica, Laura Fernández Delgado. Ha inoltre mantenuto una riunione con il presidente ucraino, Volodímir Zelenski, dopo la sua partecipazione alla sessione plenaria.
Milei, da parte sua, non ha partecipato né all’atto inaugurale del vertice al Teatro Reale né al pranzo di gala offerto dai re ai mandatari e ai rappresentanti partecipanti. Il ministro degli esteri argentino, Pablo Quirno, ha negato che quelle assenze fossero una rappresaglia per non essere stata concretizzata la riunione con Felipe VI.