I primi risultati delle elezioni per governatore tenutesi questo martedì negli Stati Uniti mostrano un vantaggio provvisorio del Partito Democratico nel numero di competizioni aggiudicate, anche se è ancora troppo presto per stabilire se tale differenza si tradurrà in un cambiamento dell’equilibrio territoriale tra i due grandi partiti. Alle 21.06 ora della costa est statunitense —le 3.06 del mattino nella Spagna peninsulare—, i democratici contavano 13 vittorie previste contro nove dei repubblicani.
Tuttavia, la cifra non equivale alla ripartizione definitiva dei governatorati del Paese. I 22 risultati aggiudicati fanno parte delle 36 elezioni tenutesi quest’anno e, fino a quel momento, nessuno dei due partiti aveva ottenuto di strappare un governatorato all’altro.
Le novità più rilevanti si trovavano negli stati in cui lo scrutinio parziale indicava una possibile alternanza, soprattutto Georgia, Ohio e Texas, tutti governati da repubblicani prima della giornata elettorale.
Georgia, Ohio e Texas: i democratici guidano il riconteggio in stati governati da repubblicani
In Georgia, la democratica Keisha Lance Bottoms raggiunge il 56% dei voti contro il 44% del repubblicano Rick Jackson, con il 71% dello scrutinio contabilizzato. Si tratta di uno dei risultati parziali più rilevanti della serata, poiché una vittoria dell’ex sindaca di Atlanta consentirebbe al suo partito di riconquistare un governatorato che i repubblicani controllano dal 2003.
In Ohio, Amy Acton ottiene il 54% contro il 43% del repubblicano Vivek Ramaswamy, con il 47% del voto scrutinato. L’ex direttrice del Dipartimento della Salute dell’Ohio concorre per un governatorato che il Partito Repubblicano controlla dal 2011.
Risalta anche il Kansas, dove la democratica Cindy Holscher somma il 62% contro il 38% del repubblicano Ty Masterson, con il 36% dello scrutinio. In questo caso, tuttavia, una vittoria democratica non implicherebbe un cambio di partito, poiché il governatorato è già nelle mani di Laura Kelly.
In Texas, la democratica Gina Hinojosa guida il riconteggio con il 57% dei voti contro il 42% del governatore repubblicano Greg Abbott, quando si è contabilizzato il 40%. Il risultato è ancora parziale, ma la disputa assume un’importanza particolare per il peso politico ed economico dello stato, che da decenni è sotto governi repubblicani.
Florida, una delle sfide più combattute della serata
La scelta per il governo della Florida offre un altro dei risultati più combattuti della giornata. Con il 98% dei voti scrutinati, il repubblicano Byron Donalds ottiene il 50% contro il 49% del democratico David Jolly, una differenza ridotta in uno Stato dove i repubblicani hanno consolidato la loro supremazia elettorale durante gli ultimi anni.
Donalds aspira a succedere a Ron DeSantis, mentre Jolly, ex deputato repubblicano che in seguito si è unito al Partito Democratico, cerca di riconquistare per l’opposizione una governazione che non vince dal 1994.
Anche se lo scrutinio è molto avanzato, la ristrettezza del risultato impone di attendere un’assegnazione prima di considerare conclusa la contesa.
Nuova York e Colorado, tra le ultime vittorie proiettate
Tra le assegnazioni più recenti figurano quelle di Kathy Hochul a New York, che ottiene la rielezione, e Phil Weiser in Colorado, che mantiene per i democratici la governazione dello Stato. In Wyoming, il repubblicano Eric Barlow è stato anche proclamato vincitore.
A queste vittorie si aggiungono le rielezioni democratiche di Josh Shapiro in Pennsylvania, JB Pritzker in Illinois e Wes Moore in Maryland, che consentono al partito di difendere alcune delle sue governazioni più importanti.
Míchigan e Iowa restano in sospeso
Nel Míchigan, la democratica Jocelyn Benson guida lo scrutinio con il 57% contro il 41% del repubblicano John James, con un 14% dei voti contabilizzati. La sua vittoria permetterebbe di mantenere la governazione lasciata da Gretchen Whitmer.
In Iowa, Rob Sand ottiene il 75% contro il 25% del repubblicano Zach Lahn, sebbene lo scrutinio arrivi appena al 5%, per cui quella differenza offre ancora un’immagine molto limitata del risultato finale.
L’attenzione si rivolge anche a Nevada, Arizona e Wisconsin, dove l’evoluzione dello scrutinio consentirà di completare la mappa delle governazioni e determinare se i democratici riescono a ridurre o invertire il vantaggio territoriale repubblicano.