Le Pen e Farage applaudono il rifiuto in Islanda di negoziare il loro ingresso nell'UE

Le Pen e Farage interpretano il rifiuto dell'Islanda di continuare a negoziare la sua adesione all'UE come un colpo al federalismo europeo.

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Marine Le Pen e Nigel Farage, alla guida rispettivamente dei partiti ultranazionalisti e euroscettici Rassemblement National e Reform, hanno celebrato dalla Francia e dal Regno Unito il risultato del referendum tenutosi questo sabato in Islanda, in cui i cittadini hanno rifiutato di continuare i colloqui per una eventuale adesione all'Unione Europea. Entrambi i leader interpretano il risultato come una disautorizzazione diretta al progetto comunitario.

Dopo la conoscenza dello scrutinio, Farage ha diffuso un messaggio sui social media in cui ha affermato: "Congratulazioni all'Islanda per aver mantenuto la sua indipendenza", sottolineando che la campagna del "no" si è concentrata specialmente sulle possibili ripercussioni dell'ingresso nell'UE sulla pesca, settore chiave e strategico dell'economia islandese.

Le Pen, da parte sua, è andata un passo oltre sostenendo che il risultato della consultazione dimostra che il popolo islandese ha messo in evidenza "un'evidenza" come è che "l'adesione all'Unione Europea non è l'orizzonte naturale di ogni democrazia europea".

La leader francese ha insistito sul fatto che "I popoli devono poter decidere da soli il proprio futuro, le proprie istituzioni e la propria capacità di difendere i propri interessi nazionali", presentando questo rovescio alla ampliamento comunitario come un colpo al "federalismo" e alle "trasferimenti di sovranità alla Commissione Europea".

In linea con ciò, Le Pen ha concluso che "Questo voto ricorda che un'altra Europa è possibile, un'Europa di nazioni libere, sovrane e che cooperano volontariamente su questioni di interesse comune".

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